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HOLOS 3.
«Il Perdono Assoluto»

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Questo articolo articolo fa parte del percorso di crescita personale "Holos", creato dal dott. Nicola Saltarelli e basato sui principi dello Sviluppo Integrale (cioè sull'armonizzazione di ogni aspetto dell'esistenza: fisico, emotivo, mentale e spirituale). Se volessi sostenere questo sito e cogliere un'opportunità straordinaria di trasformare la tua vita, iscriviti al percorso: "Arte del Manifesting".

Dopo aver visto il modo in cui i tuoi pensieri e le tue emozioni influenzino la realtà materiale (e non si tratta di crederci a priori, ma di verificare con la propria esperienza) è il momento di approfondire e mettere alla prova il concetto dell'autoresponsabilità attraverso la pratica del Perdono. Se puoi. adesso o in seguito, concordare con questo nuovo paradigma della realtà, allora il Perdono diventa allora la cosa più logica che esista! Tutto questo non vuol dire che sarai sempre in grado applicarlo, almeno non subito, ma avrai gli strumenti per riflettere sulle situazioni di vita in un modo completamente nuovo e sano!


Il Perdono Assoluto è una pratica di perdono completo e totale, assolutamente liberatoria, codificata dall'autore americano Colin C. Tipping. Tipping ha sviluppato il Perdono Assoluto nella sua pratica clinica come ipnoterapeuta. Lavorando in particolare sui malati di cancro si è reso conto che la mancanza di perdono era quasi sempre presente nei propri pazienti e così, assieme alla moglie, ha messo a punto questa potente metodologia.

Colin Tipping, il padre del Perdono Assoluto

Colin Tipping, l'ideatore del Perdono Assoluto

Il Perdono Assoluto (Radical Forgiveness in inglese) è stato descritto nel libro omonimo, pubblicato nel 1997, ed oggi esistono "Istituti per il Perdono Assoluto" in varie nazioni del mondo.

Il Perdono Assoluto è un punto di vista spirituale e "rivoluzionario" sull'intera esistenza, in pratica afferma che tutto ciò che incontriamo nella nostra vita è necessario al nostro risveglio come esseri di natura Divina: anche la persona più odiosa o l'evento più terribile è stato da noi "invitato" a comparire nella nostra esistenza. Se questo punto di vista dovesse per te, al momento, essere difficile da comprendere o da accettare, ti invito ad aspettare di aver ben chiaro l'intero processo prima di giudicarlo; di fatto le pratiche del Perdono Assoluto (in particolare il "Foglio di Lavoro") funzionano anche quando non siamo ancora in grado di accettarne tutte le implicazioni. Prima di approfondire l'approccio di C. Tipping diamo uno sguardo generale al concetto di perdono, che - ormai da millenni - sappiamo essere riconosciuto come un'eccellente strumento di Guarigione, non solo per l'Anima ma anche per il corpo.

Il perdono permette di raggiungere un grado elevato di armonia interiore e di equilibrio personale; attraverso il perdono contribuiamo certamente a creare un mondo migliore ma innanzitutto ci prendiamo cura di noi stessi ed impariamo ad amarci, infatti il perdono è un atto che serve soprattutto a chi lo applica e solo in seconda battuta a coloro verso i quali è indirizzato. Mediante il perdono il peso emotivo del passato viene abbandonato per sempre e smette di ripresentarsi per inquinare il presente: i rancori svaniscono, si ripristina l'equilibrio psicologico, si libera l'altro dalla colpa, si scioglie un legame di sofferenza e si torna ad aver fiducia della vita. Grazie alla pratica del perdono contribuiamo a creare un'umanità migliore!

Spesso la difficoltà nel perdonare risiede in un fraintendimento del significato di questo eccellente strumento di autoguarigione ed è per questo che adesso andiamo a descriverlo a fondo per comprendere con esattezza cosa è e cosa non è il perdono!

COSA NON E' IL PERDONO

  • PERDONARE NON SIGNIFICA DIMENTICARE - La memoria di un evento (ad es. di un'offesa) deve rimanere per sempre ed essere occasione di rivisitazione interiore ed un'opportunità di crescita, ciò che è nociva è la memoria emozionale dell'evento stesso che porterà in situazioni analoghe a RE-AGIRE e non ad AGIRE, cioè ad applicare una risposta istintuale ed emotiva a qualcosa che potrebbe essere gestito in modo totalmente diverso. Perdonare significa lavorare sull'impatto emotivo creato da un evento ma non dimenticare l'evento in sé.

  • PERDONARE NON SIGNIFICA SCUSARE O GIUSTIFICARE - Spesso non ci piace l'idea di voler giustificare qualcuno che ci abbia fatto un torto... e non dobbiamo farlo! Gli sbagli non dovrebbero affatto essere negati o minimizzati; se c'è stato un comportamento non corretto l'individuo dovrà assumersene la responsabilità (e se anche non volesse farlo le leggi karmiche imporranno eventi di riequilibrio).

  • PERDONARE NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE RICONCILIARSI - Possiamo perdonare chi ci ha fatto un torto e molto serenamente scegliere di non ristabilire una relazione (affettiva, lavorativa o di altra natura), in particolare quando sentiamo che non siamo più in grado di dargli/le fiducia. Questo però dovrebbe avvenire senza coltivare rancore, come una valutazione di ordine più logico che emotivo.

  • PERDONARE NON SIGNIFICA NEGARE I PROPRI DIRITTI - Il Perdono non rende inutili i procedimenti legali o qualunque altro atto con cui difendiamo i nostri diritti legittimi, in quanto non può togliere le conseguenze materiali di un'azione.

  • PERDONARE NON SIGNIFICA CHE L'ALTRO CAMBI - Non dobbiamo perdonare con l'aspettativa di cambiare gli altri o che l'altro comprenda quanto siamo "buoni". il Perdono è un'opportunità di crescita che l'altro può cogliere o meno, ma che certamente porta dei benefici soprattutto a noi.

  • PERDONARE NON SIGNIFICA LASCIARE IMMEDIATAMENTE LA COLLERA - Ci sono persone che - normalmente per educazione religiosa - si sentono in colpa quando non riescono a lasciar andare immediatamente sentimenti di rabbia o rancore, ebbene... il Perdono vero e completo richiede del tempo e non bisogna colpevolizzarci per questo, talvolta alcune emozioni hanno bisogno di essere sfogate prima di potere essere lasciate andare.

COSA E' IL PERDONO

  • PERDONARE SIGNIFICA RIPULIRE IL VISSUTO EMOZIONALE - Questo è il significato centrale del concetto di Perdono: perdonare significa ripulire tutte le memorie emozionali negative connesse ad un evento, che ci tengono ancorati e prigionieri dell'evento stesso. Ogni esperienza lascia, infatti, in noi una traccia emozionale che ci condizionerà inconsciamente nel futuro; perdonare significa ripulire tale traccia che risiede nelle cosiddette "memorie cellulari" e tornare di nuovo liberi! Rabbia e rancore nascono proprio dalla mancata pulizia emozionale di ciò che abbiamo vissuto ed anche se mentalmente talvolta pensiamo di aver compreso ed accettato un determinato evento, è possibile che la memoria emotiva sia ancora attiva.

  • PERDONARE SIGNIFICA DIVENTARE AUTORESPONSABILI - Con il perdono si impara ad essere responsabili di se stessi, ad abbandonare le aspettative verso gli altri e a smettere di coltivare l'illogico presupposto che gli altri debbano comportarsi come noi riterremmo giusto. Siamo noi i responsabili delle nostre relazioni e dello svolgersi della nostra vita ed è giusto assumercene vantaggi e svantaggi, cessando di fare le vittime: siamo noi che gestiamo gli eventi della nostra vita sulla base dei nostri schemi mentali, spesso limitanti e negativi.

  • PERDONARE SIGNIFICA INIZIARE AD AMARSI - I primi destinatari del perdono siamo noi stessi: meritiamo la nostra compassione e il nostro amore quando non abbiamo saputo gestire una situazione (sia che abbiamo offeso sia che abbiamo provocato un offesa). Imparare ad amarsi ed accettare i propri sbagli è il primo passo per correggerli... Negare orgogliosamente i nostri errori o abbattersi disperatamente su di essi sono entrambi segni di immaturità; solo prendendo la giusta distanza dalle situazioni possiamo essere pronti a migliorarci. Il perdono non è una giustificazione né nei nostri confronti né verso gli altri, però è un modo per essere compassionevoli e per iniziare a percepire quell'unità universale che sta dietro tutte le differenze. La capacità di amare dona la possibilità di perdonare noi stessi e gli altri.

  • PERDONARE SIGNIFICA RECUPERARE POTERE PERSONALE - Quando smettiamo di delegare ad altri il compito di renderci felici o sereni recuperiamo tutto il nostro potere personale, che è veramente alto quando è pienamente espresso. Si scopre così che gli altri ci servono per arricchirci e crescere, ma mai per darci quella sicurezza che abbiamo bisogno di trovare in noi stessi!

  • PERDONARE SIGNIFICA TOGLIERE AD ALTRI IL POTERE SU DI NOI - La mancanza di perdono ci ancora alle situazioni negative del passato e dà potere a chi ci ha fatto un torto di gestire ancora oggi il nostro umore e stato d'animo.

Come sciogliere in pratica il peso emozionale di un evento?

defusione emozionale

Esistono molte tecniche pratiche per "pulire emozionalmente" un vissuto del passato, tra le più efficaci abbiamo la Respirazione Circolare (nelle sue varie forme: Rebirthing, Vivation, Respiro Olotropico) e l'EFT (Emotional Freedom Tecniques), da effettuarsi con un terapeuta, e l'Ho'oponopono, che si pratica da soli e che si abbina egregiamente con i concetti del Perdono Assoluto. Vediamo anche un paio di altre tecniche, meno conosciute, che sono molto interessanti e che possono essere praticate da soli.

A) Per usare il potere del Pensiero Positivo esiste la cosiddetta Dieta del Perdono, che prevede di scrivere 70 volte X 7 giorni la frase: "Io perdono completamente (me stessa/o, oppure mio padre, mia madre, il mio compagno, la mia compagna, ecc…)". Ogni settimana deve essere dedicata ad un singolo soggetto; questa tecnica è molto efficace e si basa su di un preciso riferimento biblico... Pietro pone a Gesù questa domanda: "Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?". E Gesù gli rispose: "Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette" (Mt 18, 21-22).

B) Molto efficace è anche la Ricapitolazione, che deriva dagli insegnamenti di Don Juan a Carlos Castaneda. Si tratta in pratica di eseguire una respirazione consapevole fatta da lunghe esalazioni mentre la testa esegue un rotazione - dolce e lenta - da destra a sinistra e da lunghe inalazioni eseguite riportando la testa indietro, da sinistra a destra. Don Juan definiva questo atto di muovere la testa "ventilare l'evento" perché il tutto deve essere eseguito ripercorrendo mentalmente l'evento o la persona su cui vogliamo lavorare. Prova ad applicare questa tecnica per almeno 10' al giorno per 3 settimane.

Avvertenza: questa tecnica può smuovere molte emozioni e si possono avvertire disturbi fisici (ad es. giramenti di testa, disagio nello stomaco). Si consiglia di farla con molta accortezza e se il disagio - che in sé può essere un buon segno, perché indica che si sta effettivamente smuovendo qualcosa - dovesse essere eccessivo si interrompe fino alla sessione successiva, del giorno dopo.

La Ricapitolazione insegnata da Don Juan e Castaneda

PERDONARE = DONARE AL PADRE

In un'accezione spirituale possiamo considerare il perdono come un atto di "donare al Padre", cioè donare a Dio = riportare tutto al Superiore. Questa accezione deriva da un gioco di parole evidenziato da IJP Appél Guéry, un esoterista francese, secondo cui "pardonner" (perdonare in francese) ha un'assonanza con "père donner" (padre donare). Il vero perdono sarebbe quindi un rimettere completamente nelle mani di Dio gli eventi che ci hanno segnato e le persone coinvolte, poiché chi crede in una dimensione Divina dell'esistenza sa che esiste un Ordine Superiore delle cose e che nessun atto resta senza conseguenze. Rimettendo in mani Divine tutto ciò che ci accade, ed astenendoci dal giudicare sul piano umano, siamo certi della massima equità poiché la legge di causa effetto (o "legge del karma") prevede che ciascuno raccolga sempre tutto ciò che ha seminato.

Perdonare = Donare al Padre

Riportando al Superiore, a Dio, un nostro disagio
possiamo dissolvere un peso dell'Anima e trasformarlo in Luce!


LE 10 LINEE-GUIDA DEL PERDONO
secondo Victor M. Parachin

1) Educa te stesso al perdono.
Documentati sul tema del perdono e leggi libri ed articoli al riguardo, in modo da imparare la differenza tra un perdono salutare ed uno non salutare e per rafforzare la tua motivazione verso l'atto del perdono!

2) Spendi alcuni minuti al giorno per ripulire i tuoi pensieri.
L'unico modo di tenersi libero dall'infestazione di pensieri fastidiosi è passare alcuni minuti ogni giorno a ripulire la mente: Qualcuno ci ha fatto male con i suoi commenti? Siamo stati insultati pubblicamente? Un amico ci ha deluso? Togliamo via ogni strato offensivo di pensiero e sbarazziamocene come un fioraio si sbarazzerebbe delle piccole cimici nocive che aggrediscono le sue belle piante. I nostri pensieri si inquinano con la stessa facilità e portandoci continua attenzione ci assicuriamo che un'irritazione vaga non si trasformi in un profondo risentimento ed un odio intenso.

[N.d.R. Per approfondire le tecniche di Pulizia Emozionale vai a questa pagina.]

3) Pratica su piccole ferite.
Per diventare capaci di perdonare gli affronti più grossi, allenati su quelli più piccoli: perdona immediatamente gli sgarbi fatti da estranei (un impiegato maleducato, un conducente che taglia la strada, ecc...).

4) Confrontati su tutti i "dovrebbe" e gli "avrebbe dovuto".
Perdonare è molto più facile quando rinunciamo alla credenza irrazionale che le altre persone dovrebbero agire nel modo che noi pensiamo giusto. Osserva tutti i "dovrebbe" ed "avrebbe dovuto" che si presentano nella tua mente ("Lui non avrebbe dovuto fare questo a me" - "Lei non dovrebbe agire così" - ecc.). Ogni qualvolta li trovi nel tuo linguaggio riformula il pensiero e dì a te stesso che è irreale aspettarsi che le persone agiscano sempre rispettosamente verso di noi e considera che ogni persona è fallibile e può sbagliare.

5) Comprendi che il risentimento ha un costo molto alto per il tuo organismo.
"Mantenere del rancore prende energia mentale, emotiva e fisica. Può renderti ossessivo, adirato, e depresso", osserva Barry Lubetkin, psicologo e direttore dell'Istituto per la Terapia Comportamentale di New York, ed aggiunge: "C'è un forte collegamento tra la rabbia ed un vasto spettro di problemi di salute - tra cui il mal di stomaco cronico, disturbi al cuore e problematiche cutanee. Senza dubbio, più rabbia coltiviamo e più siamo sotto stress". Ogni qualvolta un pensiero ostile od odioso entra nella tua mente, cerca di essere completamente consapevole del danno che il risentimento può farti, fino a renderti ammalato. Lascia che la consapevolezza alimenti la motivazione al perdono.

6) Ricorda: la mancanza di perdono dona ad altri il potere su di te!
Nutrire risentimento permette semplicemente ad altre persone di avere il controllo sul nostro benessere. È' veramente un errore lasciare che tali emozioni negative influenzino sempre la nostra vita. Perdona e sarai capace di dirigere la tua vita verso pensieri ed azioni sempre più positivi. L'autoresponsabilizzazione e la pulizia emotiva ci faranno tornare completamente padroni della nostra vita.

7) Riconosci l'effetto di avvelenamento che deriva dall'albergare un rancore.
Quando non siamo capaci di perdonare si produce un effetto di avvelenamento che negativamente infetta la nostra famiglia e gli amici. Rabbia e rancore non sono negativi solo per noi stessi ma anche per i nostri cari che pagano le conseguenze dei nostri comportamenti e malumori.

8) Sotterra il rancore - letteralmente!
Scrivi una lettera alla persona che ti ha fatto male ma non spedirla; esprimi pienamente ed onestamente come ti senti e perché quell'azione ti ha generato rabbia e dolore, concludi con la dichiarazione che lo hai perdonato e seppellisci la lettera in una pianta in vaso in un giardino. Questo è un potente esercizio simbolico che molte persone hanno trovato essere estremamente terapeutico. [N.d.R. Una variante del sotterrare è il bruciare.]

9) Prova il perdono immediato.
Immagina l'atto di un prete quando dà l'assoluzione immediata ad un penitente nel confessionale.... prova a fare una cosa analoga dicendo ad alta voce "In nome di Dio (oppure ciò che senti più corretto per te) io ti perdono qui ed ora - vai in pace", e ripetilo almeno sei volte. Anche se questo atto potrà non essere risolutivo sarà comunque sufficiente per elevare un po' il tuo spirito e ripartire con animo più sereno.

10) Richiama frequentemente questo fatto essenziale: il perdono è un regalo che fai a te stesso!
Un ex-detenuto di un campo di concentramento stava visitando un amico che divise con lui l'esperienza: "Hai perdonato i nazisti?" chiese al suo amico. "Sì." gli rispose lui. "Bene, io no! Sono ancora consumato dall'odio verso di loro" - "In tal caso" - gli disse il suo amico dolcemente - "loro ti tengono ancora in prigione!"
Questa storia focalizza questa realtà: in ultima analisi, il perdono è un dono che offri a te stesso. Amarezza e rabbia ti imprigionano emotivamente. Il perdono ti rende libero!

Adattato liberamente dalla pagina web www.sober.org/ForgVict.html

 

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PER APPROFONDIRE:

Il Perdono Assoluto di Colin Tipping
Il Perdono Assoluto
Colin Tipping
Edizioni Essere Felici


 

 

 

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