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HOLOS 7
«Comunicazione Consapevole - Parte 1»

Una corretta comunicazione è un dono inestimabile che possiamo apportare a noi stessi e all'umanità! La maggior parte dei litigi, delle incomprensioni e dei problemi che ci affliggono potrebbero essere risolti applicando i principi di una comunicazione consapevole nella nostra vita. Tutti sappiamo che le parole usate dai nostri interlocutori hanno un enorme potere emozionale su di noi, sono in grado di farci stare molto bene o molto male. In virtù di questo dovremmo essere molto consapevoli nella scelta delle frasi che vogliamo usare verso gli altri.

Comunicare bene non è un atto fatto con l'istinto, ma con la coscienza! Una comunicazione corretta e pacifica si può attuare solo quando entrambi gli interlocutori vi si impegnano, ma dobbiamo ricordarci che noi possiamo occuparci solo del nostro 50% e che non abbiamo il diritto di obbligare o convincere nessuno a cambiare il proprio modo di porsi. E' anche vero, comunque, che modificare noi stessi avrà generalmente una ripercussione molto forte negli altri e spesso anche il nostro interlocutore, nel tempo, cambierà il suo rapportarsi a noi.

Punti fondamentali per una corretta comunicazione

  1. Impara ad ascoltare
  2. Ricordati che non è possibile non comunicare
  3. Assumiti la responsabilità delle tue emozioni
  4. Adotta la strategia "win-win"
  5. Riconosci quando è in azione il "Triangolo del Dramma Greco" (Salvatore-Vittima-Carnefice)
  6. Sii consapevole del potere delle parole
  7. Separa i fatti dalle interpretazioni
  8. Dichiara i tuoi bisogni esplicitamente
  9. Domanda e non pretendere
  10. Esprimiti con tatto
  11. Invia sempre un feed-back
  12. Concentrati sulle soluzioni
  13. Evidenzia le dinamiche che riesci a notare
  14. Non dare niente per scontato
  15. Se vuoi criticare fallo con saggezza
  16. Evita di rubare energia agli altri
  17. Accetta il compromesso
  18. Non discutere quando sei accecato dalla rabbia
  19. Ricordati che: "Chi parla male parla di sé"
  20. Scrivi ciò che non riesci a comunicare verbalmente


1) Impara ad ascoltare

Uno dei principi essenziali della comunicazione è: "Chi comunica male ascolta male!". Per ben ascoltare è necessario provare ad entrare nel punto di vista dell'interlocutore ed evitare di formulare mentalmente obiezioni non appena viene espressa un'opinione. Ascoltare correttamente implica uscire per un istante dal proprio quadro di riferimento ed entrare in quello dell'altra persona, considerando anche la possibilità di ridefinire le proprie idee. Il migliore ascolto è quello definito "empatico" ed "attivo".

"L'incapacità dell'uomo di comunicare è il risultato della sua incapacità di ascoltare davvero ciò che viene detto"
Carl Rogers

2) Ricordati che non è possibile non comunicare

Qualunque cosa tu possa fare o non fare stai sempre comunicando! Anche una mancata azione (come ad esempio il rifiuto di partecipare ad una discussione) comunica sempre e comunque qualcosa all'altro, sebbene non necessariamente quello che noi vorremo che fosse compreso.
E' importante ricordare anche che noi comunichiamo con tutto il corpo - oltre che con le parole - e che ogni nostro comportamento corporeo sviluppa delle reazioni negli altri. Secondo alcuni studi americani la componente verbale di una comunicazione faccia a faccia è meno del 35%, mentre oltre il 65% avviene in modo non verbale (gesti, sguardi, postura).
Se durante un dialogo non vuoi mandare dei segnali negativi cerca di guardare la persona negli occhi, di avere il corpo rivolto verso di lei (e non di traverso), cerca di non starle troppo vicino o troppo distante e di non mettere gesti di blocco (come ad es. tenere le braccia incrociate o addirittura braccia e gambe incrociate).

Comunicazione non verbale

3) Assumiti la responsabilità delle tue emozioni

Gli altri non sono in nessun modo responsabili delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti: possono essere l'elemento scatenante, il detonatore emotivo, ma la vera causa risiede sempre in noi (anche se è certamente più comodo colpevolizzare l'ambiente esterno). E' facile rendersi conto di questo pensando a come un'identica situazione può essere vissuta in modo completamente diverso da persone diverse. Per assumerci la responsabilità di ciò che proviamo ecco degli utili accorgimenti:

Imparare a definire correttamente cosa proviamo richiede esercizio, pazienza e una sincera volontà di crescita, come aiuto consiglio il libro: "Le parole sono finestre (oppure muri)" di Marshall B. Rosenberg (Ed. Esserci). Non è semplice assumersi la responsabilità delle proprie emozioni e ricordarselo di farlo nella comunicazione usando i giusti aggettivi, ma certamente sarebbe già un passo avanti riuscire a dire "Nel confrontarmi con questo tuo comportamento io mi sento incompreso" piuttosto che "Tu non mi comprendi!".

Un ultimo punto: evita di parlare in modo impersonale o in seconda persona o al plurale quando in realtà descrivi sentimenti personali. NO: "Quando accade questo si sta male" - SI: "Quando accade questo sto male". NO: "Capita che ti/ci succede che…" - SI: "Capita che mi succede che…".

4) Adotta la strategia "win-win" (o "win-win-win")

La strategia "win-win" o "win to win" (lett."vittoria-vittoria" oppure "io vinco-tu vinci") si contrappone a quella "win-lose" o "win to lose" ("vittoria-sconfitta"). La prima indica una comunicazione collaborativa dove si cerca il bene comune e dove, cosa molto importante, si cerca di non infierire mai sul nostro interlocutore qualora si evidenzi che avevamo ragione (evitando frasi come: "Te lo avevo detto!", "Hai visto che avevo ragione!", "Non capisci mai niente!", ecc.
Il "win-win-win" implica che "vinco io - vinci tu - vince il sistema" (cioè il contesto che ci accomuna, ad es. la famiglia, la ditta, il gruppo di amici, gli altri in generale).

Nel comunicare competitivo, invece, ogni interlocutore cerca di influenzare l'altro con lo scopo di avere ragione riguardo alle proprie idee e ai propri punti di vista. Si crea dunque un tipo di rapporto "win-lose" in cui c'è chi perde e c'è chi vince e si alimenta una logica di conflitto. Per passare al win to win riconosci che la comunicazione è uno scambio di informazioni dove ciascuno è reciprocamente influenzato dall'altro. La comunicazione non deve essere un'imposizione del proprio punto di vista o un atto di persuasione per farlo accettare! Prova ad accogliere la tua percezione come una delle possibili percezioni della realtà e non come l'unica e vera interpretazione delle cose!

5) Riconosci quando è in azione il "Triangolo del Dramma Greco" (Salvatore-Vittima-Carnefice)

Il cosiddetto "Triangolo del Dramma Greco" (o Triangolo Drammatico di Karpman, 1968) prende lo spunto dalle antiche rappresentazioni teatrali greche, in cui erano sempre presenti tre personaggi fondamentali: il Carnefice, la Vittima e il Salvatore. La peculiarità di questi ruoli è che non sono rigidi e quasi sempre si passa dall'uno all'altro anche nell'ambito di una stessa conversazione. Giochi un ruolo principale, ma poi li giochi comunque tutti!

Triangolo drammatico di Karpman

Il ruolo-maschera principale è quello che ti sei cucito addosso nell'infanzia e dentro il quale resti intrappolato. Siamo "Salvatori" se tendiamo ad essere caritatevoli, protettivi e di sostegno verso gli altri, "Vittime" se siamo le pecore nere della situazione o gli eterni imbranati o coloro che hanno spesso bisogno di aiuto e sostegno dall'esterno, "Carnefici" (o "Persecutori") se tendiamo a essere normativi, bastiancontrari, polemici od oppositivi nelle discussioni.

Nelle relazioni di coppia la situazione è emblematica, talvolta nelle discussioni si passa da un ruolo all'altro nel giro di pochi minuti: io ti accuso - tu ti difendi - ci resti male - mi scuso - tu allora contrattacchi con cattiveria - sono ferito - ti accorgi di aver passato il limite - tendi a minimizzare - io continuo a fare l'offeso - tu ti arrabbi portando a galla eventi passati - ecc... e non c'è più spazio per l'armonia e l'equilibrio.
Questi ruoli annullano l'energia creativa, di scambio e di arricchimento che potrebbe emergere da una conversazione! Uscire da questi ruoli-maschera richiede prima di tutto di riconoscerli e successivamente di lavorare a livello terapeutico sulle dipendenze affettive, sull'autostima, sull'auto-accettazione e sulla fiducia.

Il SALVATORE tende sempre ad essere buono, caritatevole, protettivo e di sostegno. Ha una forte necessità di essere accettato dagli altri perché non è in grado di accettarsi completamente. Non di rado si trova a lamentarsi (Vittima) di non ricevere aiuto quando è lui ad avere bisogno. Talvolta scarica la frustrazione e l'aggressività repressa (Carnefice) con persone che non c'entrano niente (ad esempio in famiglia o con persone più intime). Per uscire dal ruolo-maschera: 1) impara ad aiutare solo nel preciso ambito dei tuoi limiti (energetici, affettivi, fisici, materiali, finanziari) e - soprattutto - dopo aver provveduto ai tuoi bisogni; 2) sii disponibile solo se hai ricevuto una richiesta specifica di aiuto; autoproporti significa assumerti la responsabilità della richiesta di aiuto mancante e togliere forza all'altro; 3) tratta a livello terapeutico il bisogno di accettazione e stima da parte degli altri ed elabora la dipendenza affettiva.

Il ruolo-maschera del salvatore

La VITTIMA è colui che tende ad essere la pecora nera della situazione, oppure l'eterno imbranato o colui che ha spesso bisogno di sostegno dall'esterno in ambito psichico (ma anche economico), si sente per lo più inferiore agli altri e sfortunato. Per uscire dal ruolo-maschera: 1) impara a riconoscere i tuoi bisogni ed a chiedere aiuto in maniera diretta e responsabile; la vittima, infatti, attua spesso delle richieste passive perché siano i salvatori presenti nell'ambiente a intervenire (ad es. in una festa si mette in un angolo aspettando che qualcuno le vada incontro, anche se poi lo allontana), oppure attua una richiesta iperemozionale, petulante ed ossessiva (come quella di un bimbo affamato); 2) tratta a livello terapeutico la sensazione di non essere all'altezza di sopravvivere con le tue sole forze e quella di non avere ricevuto sufficiente nutrimento (affettivo - materno).

Il ruolo-maschera della Vittima

Il CARNEFICE è colui che tende ad essere normativo, critico in maniera distruttiva, bastiancontrario, polemico, accusatorio ed oppositivo nelle discussioni (ad esempio il genitore che distrugge l'entusiasmo del bimbo che ha appena realizzato qualcosa per lui importante). Può anche essere violento. L'aspetto positivo del "Carnefice" è quando si impara a dire di no e a farsi rispettare, se abitualmente non siamo in grado di farlo.
Per uscire dal ruolo-maschera: 1) critica solo dopo aver fatto un'elaborazione consapevole (e non in modo meramente reattivo) e apportando sempre almeno una soluzione ("Se non porti una soluzione fai parte del problema"); 2) tratta a livello terapeutico il vissuto emozionale di rifiuto e di abbandono, per evitare il meccanismo: "Prima che qualcuno mi rifiuti, lo rifiuto io!".

Il ruolo-maschera del Carnefice

James Redfield, in modo analogo a quanto appena visto, afferma nella "Profezia di Celestino" che ci sono quattro ruoli principali nella lotta per l'energia, attraverso i quali cerchiamo di esercitare un controllo sulle situazioni esterne; due attivi e due passivi.
1) L'Inquisitore, spesso acuto intellettualmente, mette in discussione e distrugge le attività e le motivazioni degli altri; evidenzia continuamente gli errori in modo non costruttivo. 2) L'Intimidatore è prepotente, tirannico e dispotico; domina ricorrendo ad un atteggiamento aggressivo, talvolta alla forza fisica, alle minacce e alle esplosioni di rabbia; fa sentire gli altri spaventati, ansiosi e insicuri. 3) Il Riservato (o "Troppo riservato") ha un atteggiamento misterioso ed elusivo che costringe l'interlocutore a dargli energia. 4) La Vittima cerca di attrarre attraverso la sua vulnerabilità e il suo bisogno d'aiuto, il suo dramma del controllo si basa sulla manipolazione della compassione: davanti ad una Vittima ci sentiamo in colpa o in dubbio senza alcun motivo in particolare e perdiamo il nostro centro. In tutti i casi (tranne che nell'intimidatore violento, da cui è bene fuggire) è utile inviare energia verso la persona per farla sentire sostenuta e poi provare a portare alla luce il gioco.

"Gli esseri umani sono in competizione fra loro per l’energia, ma ’energia acquisita in questo modo non dura a lungo. La vera energia che cerchiamo proviene da una fonte universale. Non abbiamo quindi bisogno di rubarla a un’altra persona." James Redfield

6) Sii consapevole del potere delle parole

Nella Genesi si narra di come Dio abbia creato il mondo attraverso il potere della Parola, cioè il potere del Logos, del Verbo ("Dio disse: ‘Sia la luce!'. E la luce fu"). In tutte le culture tradizionali si conosce l'enorme potere evocativo e creativo, se non strettamente magico, delle parole. Il detto aramaico: "Abraq ad habra" (volgarizzato in Abracadabra) significa proprio: "Io creo quello che dico!"

Ogni volta che utilizzi il linguaggio sappi che hai in mano un potere, Puoi costruire o puoi distruggere. La scelta è tua! Il libro che forse meglio esplora il potere del linguaggio è: "I Quattro Accordi" di Don Miguel Ruiz (Ed. Il Punto d'Incontro), dove vengono descritti quattro precetti (accordi) toltechi: 1) Sii impeccabile con la parola; 2) Non prendere nulla in modo personale; 3) Non supporre nulla; 4) Fa sempre del tuo meglio. Ne consiglio caldamente la lettura!

Un paio di semplici suggerimenti sul corretto utilizzo delle parole:

 


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Elenco lezioni del percorso Holos - Scienze Noetiche

I Quattro Accordi

I Quattro Accordi
Don Miguel Ruiz rivela la fonte delle credenze autolimitanti che ci privano della gioia e creano inutili sofferenze. Basato sull'antica saggezza tolteca, questo libro offre un valido codice di condotta che può trasformare rapidamente la nostra vita in una nuova esperienza di libertà, di vera felicità e di amore.
Don Miguel ruiz
Ed. Il Punto d'Incontro

 

 

Le parole sono finestre (oppure muri)

Le parole sono finestre (oppure muri) - Introduzione alla comunicazione nonviolenta
Attraverso un processo di quattro punti Marshall Rosenberg ci mette a disposizione uno strumento molto semplice nei suoi principi, ma estremamente potente per migliorare radicalmente e rendere veramente autentica la nostra relazione con gli altri.
Marshall B. Rosenberg
Esserci Edizioni

 

 

A che gioco giochiamo?

"A che gioco giochiamo?"
Testo fondamentale della psicologia contemporanea, A che gioco giochiamo ha costruito l'ipotesi e gli strumenti di un nuovo tipo di analisi terapeutica, l'analisi transazionale, utilizzando la rappresentazione della realtà in forma di giochi.
Eric berne
Bompiani Edizioni

 

 

Introduzione alla PNL

Introduzione alla PNL
Grazie a questo libro imparerai a: comunicare in modo più efficace e carismatico, migliorando l'impatto delle tue parole; entrare più velocemente in sintonia con gli altri, ottenendo fiducia e supporto; presentare le tue idee in modo davvero irresistibile; interessare, coinvolgere e motivare maggiormente.
Jerry Richardson
NLP Italy - Alessio Roberti Editore

 

 

Comunicazione Videocorso

Comunicazione (Videocorso DVD)
"Ne hai abbastanza di litigare con gli altri? Non riesci a farti capire? Scopri come migliorare le tue relazioni con gli altri in modo efficace!" Impara anche tu come vivere i tuoi rapporti personali o professionali con soddisfazione e appagamento.
Giacomo Bruno
Bruno Editore

 

 

Te lo Leggo in Faccia

Te lo Leggo in Faccia
In questo libro pieno di esempi concreti, Paul Ekman, esperto di fama mondiale di comunicazione non verbale, ci spiega come, quando e perché veniamo colti dalle emozioni, e come fare a riconoscerle e decifrarle in ogni circostanza.
Paul Ekman
Amrita Editore

 

 

Le Parole per Crescere Tuo Figlio

Le Parole per Crescere Tuo Figlio
Questo libro nasce con l’obiettivo di trasmettere a genitori, nonni, insegnanti e formatori, la teoria e la pratica della comunicazione con bambini e adolescenti. Nelle sue pagine sono raccolti più di vent’anni di esperienza nel campo della comunicazione efficace.
Alessio Roberti
Macro Editore

 

 

Vincere senza Conflitti

Vincere senza Conflitti
Nicola Riva, esperto di negoziazione e comunicazione, svela in questo libro le tecniche e i segreti che da anni insegna a manager, avvocati, genitori, studenti e insegnanti per trasformarsi in negoziatori efficaci e convincenti, e per cambiare per sempre in meglio gli esiti di qualsiasi trattativa.
Nicola Riva
Sperling & Kupfer Edizioni

 

 

Come Trattare gli Altri e Farseli Amici

Come Trattare gli Altri e Farseli Amici
Consigli con un immediato utilizzo pratico sul lavoro, in casa, negli affari e nei rapporti sociali in genere. In uno stile colloquiale e piacevole Carnegie dà una soluzione ai problemi di tutti i giorni che nessuna scuola prepara ad affrontare.
Dale Carnegie
Bompiani Edizioni

 

 

I Poteri Segreti della Comunicazione Empatica

I Poteri Segreti della Comunicazione Empatica
Grazie alla PNL è possibile creare empatia anche con le persone più diffidenti e difficili, comprendere e anticipare i comportamenti dei nostri interlocutori, usare il linguaggio per comunicare esattamente i nostri messaggi, ampliare le nostre abilità di leadership e parlare in pubblico efficacemente.
Vincenzo Fanelli
Essere Felici Edizioni

 

 

Se Solo Potessi Creare Relazioni Efficaci

Se Solo Potessi Creare Relazioni Efficaci
Scritto con uno stile quasi radiofonico assieme all'amico e coach Davide Tambone, contiene i piu' incisivi e innovativi strumenti e approcci relazionali dal mondo del Coaching e della Formazione e le nostre rielaborazioni e creazioni nate dallo scambio di esperienze e punti di vista reciproci.
Max Formisano, Davide Tambone
Gribaudi Edizioni