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HOLOS 7
«Comunicazione Consapevole - Parte 2»

7) Separa i fatti dalle interpretazioni

Se sei arrabbiato, irritato od offeso definisci che cosa realmente è accaduto, invece di basarti sulla tua interpretazione dei fatti. Chiediti: "Che cosa realmente è successo? Che cosa ho effettivamente visto e sentito?". Esempio: il marito rientra in casa e non dà un bacio alla moglie. INTERPRETAZIONE: "Non mi ama più" - FATTO: "Non ho ricevuto un bacio quando è rientrato a casa da lavoro". La prima dichiarazione è solo una valutazione interpretativa soggettiva di ciò che è accaduto e non è il fatto in sé.
Ogni volta che ti scopri a reagire emotivamente, fai un passo indietro ed osservati. L'osservazione ti dona potere perché permette di riconoscere quanto della tua risposta è basato sull'interpretazione e questo ti permette, nel tempo e con un certo allenamento, di cambiare gli schemi reattivi di risposta.

8) Dichiara i tuoi bisogni esplicitamente

Se ti senti afflitto da una situazione significa che qualche tuo bisogno non è stato soddisfatto. La modalità più corretta - non violenta - per confrontarti con il tuo interlocutore è quella di identificare il bisogno e di esprimerlo in maniera diretta. E' vero che la tua aspettativa potrebbe comunque restare disattesa, ma è assai più probabile che l'interlocutore prenda in considerazione il tuo bisogno e che cerchi di soddisfarlo (questo non può accadere se semplicemente aggrediamo chi ci ha deluso o irritato).
I bisogni non soddisfatti possono essere vari, ad esempio il bisogno di armonia, di ordine, di divertimento, di rispetto, di accettazione, di libertà di scelta, ecc.. Individuato il tuo bisogno prova ad esprimerlo esplicitamente e direttamente.

Nel quotidiano la richiesta indiretta è più tipica del linguaggio femminile (come ben illustrato nel libro: "Gli Uomini Vengono da Marte, le Donne da Venere" di John Gray), probabilmente per ragioni biologiche. Il problema di una richiesta indiretta è che spesso irrita l'interlocutore e tende ad essere mal interpretata. Se possibile è sempre bene fare solo richieste dirette.

ESEMPI COMUNI NEL LINGUAGGIO FEMMINILE

La prima frase (a) è quella più abituale, la seconda (b) è una possibile interpretazione da parte dell'uomo (che di certo non sa di dover distinguere tra percezione e interpretazione), la terza (c) è quella che sarebbe stato corretto utilizzare.

9) Domanda e non pretendere

Quando si fa una richiesta dobbiamo anche mettere in conto un possibile rifiuto, che può essere accettato solo se stavamo realmente domandando qualcosa, ma non se lo stavamo pretendendo! Se il rifiuto, legittimo, di una tua richiesta ti sta creando irritazione ed astio nei confronti dell'interlocutore, portandoti ad arrabbiarti e a cercare di criticarlo o di immettergli un senso di colpa … allora stavi pretendendo e non domandando!
Col tempo, e con un ottimo lavoro su noi stessi, bisognerebbe riuscire a pulire al massimo le aspettative nei confronti degli altri. Quando proviamo rabbia e rancore verso una persona significa che su di lei c'era necessariamente la proiezione di una nostra aspettativa, cosa che non è né sana, né legittima. Se sei arrabbiato con qualcuno, chiediti quale aspettativa è stata disattesa!

10) Esprimiti con tatto

Dire quello che sentiamo è importante, così come essere onesti verso gli altri, allo stesso tempo la verità non deve necessariamente essere detta in modo brutale od offensivo. Cerca di tener conto della sensibilità della persona con cui stai parlando e prova a rispettarla. Ricorda la cosiddetta regola aurea: "Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te!" (ovviamente, sempre che siano d'accordo).

11) Invia sempre un feed-back

In una conversazione cerca di dare sempre un feed-back diretto (cioè un commento di ritorno) a quello che l'altro ha espresso. In questo modo 1) gli fai percepire che lo stavi ascoltando veramente, 2) lo metti in grado di valutare se hai compreso o meno quello che ti stava dicendo, 3) eviti un approccio passivo alla conversazione. Un modo per mandare un feed-back diretto è quello di ripetere con le proprie parole quello che l'altro ha appena espresso, prima di esprimere un qualsiasi parere. Questa accortezza aiuta l'interlocutore a sentirsi ascoltato e quindi ad essere maggiormente aperto e disponibile, giovando molto alla comunicazione. Ad es. "Se ho ben capito tu vuoi dire che…" Un libro molto utile a questo riguardo, scritto per migliorare le capacità di dare e ottenere feedback sul posto di lavoro, è: "L'arte di dare e ricevere feedback" di Shirley Poertner, Karen Massetti Miller (Ed. Franco Angeli).

12) Concentrati sulle soluzioni

In un conflitto, anche se è vero che il nostro interlocutore può aver contribuito in maniera rilevante all'instaurarsi del problema, non è mai un comportamento costruttivo incolparlo per ciò che è accaduto. Il sistema migliore per uscire da una situazione problematica non è stabilire di chi è la colpa, ma concentrarsi entrambi sulle soluzioni! Chiediti sempre: "Su cosa mi sto focalizzando in questo momento? Sul problema o sul raggiungere una soluzione? - FOCUS SUL PROBLEMA: "Che cosa è sbagliato? Perché c'è un problema? Chi lo ha causato? Di chi è la colpa?" - FOCUS SULLA SOLUZIONE: "Che cosa voglio? Cosa vuole il mio interlocutore? Come possiamo trovarci d'accordo? Di che risorse possiamo disporre?" Un modo per orientarsi verso la soluzione di una discussione sarebbe quello di poter integrare, oltre al nostro punto di vista (la Prima Posizione), anche il punto di vista dell'altra persona (Seconda Posizione) e quello neutrale, esterno, di un ipotetico osservatore-mediatore distaccato (Terza Posizione).

Un osservatore neutrale, non coinvolto emotivamente nella discussione, spesso vede in senso olistico, cioè registra una visione degli eventi molto più distaccata e lucida di chi, litigando, rimane come ipnotizzato dalle percezioni soggettive della propria versione. Questa posizione è conosciuta da anni dalla psicologia dei sistemi come "posizione meta", cioè che sta al di sopra delle posizioni individuali. Il "principio del 3–2–1" dice che un comunicatore esperto dovrebbe riuscire a praticare la comunicazione nel senso anti-istintivo: dovrebbe passare dalla "terza posizione" alla "seconda posizione" e parlare della propria percezione, cioè dalla "prima posizione" soltanto in ultima istanza. L'istinto ci porta a sostenere con toni sempre più accesi l'"1", e l'altro istintivamente tende a fare lo stesso. Cosa significa mettersi in "3", cioè in "terza posizione"? Significa occuparci della lettura fenomenologica, cioè non ascoltare la versione soggettiva dell'altro ma stare attenti agli eventi che accadono tra noi e l'altro. Solo dopo aver enunciato questo livello e aver trovato un accordo con l'altro sulla sua realtà, diventa possibile dare ascolto al livello soggettivo dell'altro, manifestare comprensione e l'intenzione di risolvere il problema che sta creando disagio all'altro. Perché solo dopo aver enunciato il "3"? Perché il "3" fa da contenitore al "2" e lo contestualizza, altrimenti la comprensione dell'altro potrebbe sembrare una sorta di abdicazione alla propria posizione, un "darla vinta" all'altro. Una volta raggiunto l'accordo sul "3" il vissuto dell'altro acquista senso relativamente al "3" e non più all'"1". La grande battaglia dell'«io ho ragione e tu hai torto» cessa soltanto se avvengono una buona lettura, l'enunciazione e l'accordo sul livello "3".

Tratto da www.istitutogestalt.net/articoli/mercatino_1-2-3.aspx

13) Evidenzia le dinamiche che riesci a notare

I giochi psicologici nascosti perdono forza quando vengono messi in evidenza. Se hai l'impressione che la persona di fronte a te cerchi di farti sentire inferiore o in colpa, magari in modo sottile, prova a farglielo notare direttamente (anche se è ben possibile che l'altro tenti di difendere o giustificare il suo atteggiamento). Nel fare notare una dinamica cerca di usare la massima delicatezza, senza aggredire. Fai lo stesso, cioè metti in evidenza ciò che senti, se qualcosa ti imbarazza o ti infastidisce, come ad es. un'eccessiva vicinanza fisica, l'entrare in temi troppo personali, ecc.
Molte dinamiche psicologiche sono state descritte dal fondatore dell'Analisi Transazionale, Eric Berne, nel libro "A che gioco giochiamo?" (Ed. Bompiani). Di seguito eccone una breve sintesi. Da notare che le dinamiche che non riusciamo a gestire possiamo sempre scegliere di non giocarle (soprattutto quelle pericolose per l'incolumità personale).

NOTA IMPORTANTE: Evidenziare con tatto e in modo corretto le dinamiche in atto richiede una grande padronanza nell'ambito della comunicazione se non una vera e propria preparazione professionale qualora le dinamiche siano francamente patologiche e disfunzionali. A livello di conoscenza personale ritengo comunque importante avere un'idea generale di questi "giochi", che potranno poi essere compresi molto meglio grazie ad uno studio approfondito delle cosiddette "Costellazioni Schizofreniche" secondo le leggi biologiche della Nuova Medicina.

14) Non dare niente per scontato

Dare per scontato che la persona abbia una certa informazione, che sappia di cosa stiamo parlando, che abbia fatto o non fatto una determinata cosa, ecc… non è mai un atteggiamento corretto e può portare a moltissime incomprensioni e fraintendimenti. Possiamo tranquillamente partire dal presupposto che: "Chi ha dato per scontato qualcosa ha già torto!". Cerca di accertarti dell'effettivo stato delle cose prima di intavolare una discussione e soprattutto prima di interpretare un qualunque comportamento. Le frasi: "Ma io credevo…", "Ma io pensavo…" sono indicative di questo frequente errore comunicativo e relazionale, che dovresti cercare, il più possibile, di evitare.

Connessa a questa indicazione c'è una buona pratica comunicativa che è quella di precisare i termini che utilizzi o l'ambito di riferimento entro il quale stai parlando. Non pensare che i termini che usi abbiano per tutti lo stesso significato! Se intavoli una discussione attorno a dei concetti che ritieni importanti, cerca anche di definirli e precisarli con il tuo interlocutore; questo eviterà molti fraintendimenti sottili. Ad es. se un fisico parla di "energia" intende la capacità di un corpo, o sistema, di compiere lavoro (l'energia che intende un fisico è quella che si suddivide in energia meccanica, potenziale, termica, elettrica, ecc.) se un terapeuta olistico parla di "energia" intende il potenziale vitale insito in ogni essere vivente, la cui natura è per lo più considerata spirituale. E' evidente che non parlano della stessa cosa!

15) Se vuoi criticare fallo con saggezza

Critica il comportamento ma non la persona - Se non puoi evitare di rimarcare ciò che ti ha in qualche modo ferito limita la discussione al comportamento che ti ha dato fastidio ed evita, invece, di emettere giudizi sull'altra persona. In particolar modo cerca di non far prediche, insultare, psicanalizzare, usare il sarcasmo, ecc... Non si critica mai ciò che la persona è, semmai ciò che la persona fa!
Critica donando sempre almeno una soluzione - Una critica solamente distruttiva danneggia moltissimo i processi comunicativi ed evidenzia la cattiva volontà di chi si esprime, che in questo caso entra nel ruolo di "carnefice". Cerca quindi di criticare quando lo senti giusto ma dopo avere ben riflettuto sull'opportunità di farlo o meno e cercando sempre di offrire una o più soluzioni al problema, infatti: "Se non apporti una soluzione fai parte del problema!"

16) Evita di rubare energia agli altri

In una conversazione si può "rubare energia" all'altro sia sommergendolo con le nostre parole e impedendogli di esprimersi sia restando eccessivamente riservati durante il colloquio. Quest'ultima è una modalità per sottrarre energia da un interlocutore che spesso non è riconosciuta ma che è giusto focalizzare. Chi la adotta come strategia cerca di incuriosire con un atteggiamento ritirato, elusivo o misterioso (ad es: "Cosa hai fatto nel periodo di ferie?" - "Sono andato via." - "Ma dov'è che sei andato?" - "Sono stato al mare." - "Si ma in quale località?" - ecc...), viene quindi lasciato un vuoto energetico che deve essere l'altro a riempire. Se siamo noi ad attuare questa strategia dovremmo cercare di evitarla, se è un nostro interlocutore potremmo fargli presente con tatto il suo atteggiamento.

17) Accetta il compromesso

La capacità di scendere a compromessi è un'abilità fondamentale per una corretta comunicazione e per gestire un conflitto. La parola compromesso ha assunto nella nostra cultura una valenza negativa, di sottomissione, ma in realtà il compromesso di cui stiamo parlando è un compromesso equo: quello cioè che lascia sufficientemente soddisfatti entrambi gli interlocutori (ved. approccio "win-win"). Per gestire un compromesso bisogna imparare a negoziare ed essere quindi disponibili a cedere su dei punti di vista secondari a favore di ciò che è più essenziale, bisogna imparare a trovare un punto di vista comune che trascenda quello di entrambi e che tutti gli interlocutori possano abbracciare.

18) Non discutere quando sei accecato dalla rabbia

Se sei troppo arrabbiato è meglio rimandare una discussione ad un momento successivo in cui ti sarai un po' calmato e avrai avuto modo di valutare la situazione con maggiore obiettività. Se ti accorgi che la discussione sta degenerando cerca di interromperla dicendo che preferisci riprenderla quando ti sentirai più calmo.

19) Ricordati che "chi parla male, parla di sé"

Ricorda che ogni volta che qualcuno dice qualcosa di male sta dando più informazioni su di sé che su di te o su gli altri! Ciascuno, infatti, può vedere nell'altro solo quello che è già presente dentro di lui! La critica verso terzi non fa altro che evidenziare quelle parti che la persona stessa non accetta di sé e che spesso non è neppure consapevole di avere (ved. il principio dello specchio). Rammentalo sempre ed osserva anche come tu ti esprimi. Dice un proverbio: "Se vuoi conoscere bene una persona ascolta cosa dice degli altri".

20) Scrivi ciò che non riesci a comunicare verbalmente!

Quando non riesci a parlare con una persona come vorresti, scrivile una lettera. In questo modo sarai in grado di superare molte barriere, anche perché lo scritto permette una maggior riflessione del parlato. E' un metodo straordinario per rappacificare le relazioni e ti invito caldamente ad adottarlo quando senti di averne bisogno. A molte persone ha permesso di liberarsi di grossi blocchi emotivi. Soprattutto con il tuo partner puoi sciogliere molti conflitti attraverso una cosiddetta "Lettera d'Amore" e cioè scrivendo su un foglio:

"Caro/a - nome della persona - voglio scriverti questa lettera per dirti che
sono arrabbiata/o per...
sono delusa/o da...
mi fai male quando..."
ecc…

Vanno espresse tutte le emozioni negative percepite e descritte le situazioni in cui queste si sono verificate, dedicando un paragrafo ad ognuna di esse. La lettera va conclusa sempre in positivo con una frase in cui esprimi apprezzamento, amore o quantomeno rispetto per l'altro, come ad esempio:

"Ti amo per ciò che sei e ti apprezzo per ..."
"Ti amo perché mi fai sentire importante quando ..."
ecc…

con relativa firma di chiusura.

Se sei molto arrabbiato con una persona, puoi scrivere una lettera molto forte dove buttare giù tutte le motivazioni personali in modo estremamente aggressivo e senza peli sulla lingua... solo che questa lettera non andrà consegnata ma bruciata! Il fatto di mettere le emozioni per scritto ha un effetto molto benefico e il bruciare la lettera ha il significato simbolico, liberatorio, di trasmutare e purificare tali emozioni.

Tieni a mente il valore di una lettera scritta a mano, di cuore e con sincerità

 

APPUNTI CONCLUSIVI

Di seguito un confronto sintetico tra un modo non sano ed un modo sano di relazionarsi:

Creare drammi e confusione Risolvere il problema
Biasimare gli altri Assumersi le proprie responsabilità
Evitare di affrontare gli eventi Vedere in faccia le situazioni di dolore
Alimentare dei legami malati con gli altri Creare degli scambi nel rispetto degli altri
Negare il danno che è stato fatto Riconoscere la propria responsabilità e fare ammenda
Esaltarsi troppo o sminuirsi troppo Bilanciare il rispetto degli altri e di se stessi
Giocare le regole del dramma Giocare i ruoli di integrità e rispetto
"Io so ciò che è meglio per entrambi!" Nessuno ha la verità, essa risiede nel mezzo
Mettere in dubbio l'altro Osservare quale eventuale scomoda verità l'altro mi sta facendo vedere
Pensare nei termini di Giusto-Sbagliato/ Bene-Male Riconoscere la complessità
Manipolare gli altri Usare Cuore e Testa per essere onesti consé e con gli altri
Prendere la via più semplice Riconoscere che la via giusta può essere la più difficile
Monologo Dialogo
Pensare a breve termine Pensare nel lungo periodo
Manipolare, controllare Negoziare

Adattato dalla pagina web: www.therapyideas.net/triangles.htm

 


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Elenco lezioni del percorso Holos - Scienze Noetiche


I Quattro Accordi

I Quattro Accordi
Don Miguel Ruiz rivela la fonte delle credenze autolimitanti che ci privano della gioia e creano inutili sofferenze. Basato sull'antica saggezza tolteca, questo libro offre un valido codice di condotta che può trasformare rapidamente la nostra vita in una nuova esperienza di libertà, di vera felicità e di amore.
Don Miguel ruiz
Ed. Il Punto d'Incontro

 

 

Le parole sono finestre (oppure muri)

Le parole sono finestre (oppure muri) - Introduzione alla comunicazione nonviolenta
Attraverso un processo di quattro punti Marshall Rosenberg ci mette a disposizione uno strumento molto semplice nei suoi principi, ma estremamente potente per migliorare radicalmente e rendere veramente autentica la nostra relazione con gli altri.
Marshall B. Rosenberg
Esserci Edizioni

 

 

CD audio - La Comunicazione Nonviolenta

CD audio - La Comunicazione Nonviolenta
Un'arte di vivere che facilita la comunicazione con se stessi e con gli altri, in famiglia, nella scuola, nel lavoro, tra persone appartenenti a culture, religioni e politiche differenti.
Marshall B. Rosenberg, Vilma Costetti
Esserci Edizioni

 

 

Introduzione alla PNL

Introduzione alla PNL
Grazie a questo libro imparerai a: comunicare in modo più efficace e carismatico, migliorando l'impatto delle tue parole; entrare più velocemente in sintonia con gli altri, ottenendo fiducia e supporto; presentare le tue idee in modo davvero irresistibile; interessare, coinvolgere e motivare maggiormente.
Jerry Richardson
NLP Italy - Alessio Roberti Editore

 

 

Comunicazione Videocorso

Comunicazione (Videocorso DVD)
"Ne hai abbastanza di litigare con gli altri? Non riesci a farti capire? Scopri come migliorare le tue relazioni con gli altri in modo efficace!" Impara anche tu come vivere i tuoi rapporti personali o professionali con soddisfazione e appagamento.
Giacomo Bruno
Bruno Editore

 

 

Te lo Leggo in Faccia

Te lo Leggo in Faccia
In questo libro pieno di esempi concreti, Paul Ekman, esperto di fama mondiale di comunicazione non verbale, ci spiega come, quando e perché veniamo colti dalle emozioni, e come fare a riconoscerle e decifrarle in ogni circostanza.
Paul Ekman
Amrita Editore

 

 

Le Parole per Crescere Tuo Figlio

Le Parole per Crescere Tuo Figlio
Questo libro nasce con l’obiettivo di trasmettere a genitori, nonni, insegnanti e formatori, la teoria e la pratica della comunicazione con bambini e adolescenti. Nelle sue pagine sono raccolti più di vent’anni di esperienza nel campo della comunicazione efficace.
Alessio Roberti
Macro Editore

 

 

Vincere senza Conflitti

Vincere senza Conflitti
Nicola Riva, esperto di negoziazione e comunicazione, svela in questo libro le tecniche e i segreti che da anni insegna a manager, avvocati, genitori, studenti e insegnanti per trasformarsi in negoziatori efficaci e convincenti, e per cambiare per sempre in meglio gli esiti di qualsiasi trattativa.
Nicola Riva
Sperling & Kupfer Edizioni

 

 

Come Trattare gli Altri e Farseli Amici

Come Trattare gli Altri e Farseli Amici
Consigli con un immediato utilizzo pratico sul lavoro, in casa, negli affari e nei rapporti sociali in genere. In uno stile colloquiale e piacevole Carnegie dà una soluzione ai problemi di tutti i giorni che nessuna scuola prepara ad affrontare.
Dale Carnegie
Bompiani Edizioni

 

 

Se Solo Potessi Creare Relazioni Efficaci

Se Solo Potessi Creare Relazioni Efficaci
Scritto con uno stile quasi radiofonico assieme all'amico e coach Davide Tambone, contiene i piu' incisivi e innovativi strumenti e approcci relazionali dal mondo del Coaching e della Formazione e le nostre rielaborazioni e creazioni nate dallo scambio di esperienze e punti di vista reciproci.
Max Formisano, Davide Tambone
Gribaudi Edizioni