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HOLOS 9.
«Le Leggi dell'Amore»

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Questo articolo articolo fa parte del percorso di crescita personale "Holos", creato dal dott. Nicola Saltarelli e basato sui principi dello Sviluppo Integrale (cioè sull'armonizzazione di ogni aspetto dell'esistenza: fisico, emotivo, mentale e spirituale). Se volessi sostenere questo sito e cogliere un'opportunità straordinaria di trasformare la tua vita, iscriviti al percorso: "Arte del Manifesting".

Una corretta visione dell'amore e la capacità di sviluppare relazioni veramente sane ed appaganti sono presupposti indispensabili per un'esistenza realizzata. Purtroppo esiste un grande fraintendimento sul significato dell'Amore e su ciò che è legittimo o meno chiedere al nostro partner. Spesso si ritiene che il rapporto affettivo vada vissuto in maniera del tutto spontanea, ma questo è vero solo quando ciascun partner ha fatto un ottimo lavoro di pulizia emozionale e di crescita personale.
Se, invece, le tue storie affettive sono costellate di insuccessi e dolore, allora significa che devi studiare ed applicare i principi su cui si basa un "Amore Sano". Hai bisogno, cioè, di conoscere la vera natura dell'affettività, le differenze nella comunicazione tra uomini e donne e devi imparare a rapportarti al meglio con te stessa/o e la polarità opposta (questo è vero sia nelle relazioni eterosessuali che in quelle omosessuali, dove comunque esiste una polarità più femminile o più maschile nei due partner).

Il problema più grande dei rapporti di coppia è che ci si cala in una relazione avendo fatto uno scarso o nullo lavoro su sé stessi, il che complica moltissimo le dinamiche che necessariamente si verificheranno (anche in una relazione sana). Andremo adesso a vedere come superare gli errori fondamentali che vengono fatti in ambito affettivo e come, finalmente, poter realizzare una relazione veramente felice.

Coppia felice

La cosa da tenere sempre a mente è che le relazioni richiedono impegno! Se non sei disposta/o ad impegnarti, a sbagliare, a metterti in discussione, a crescere insieme all'altro/a, a tollerare i piccoli difetti, a comunicare e ad imparare ad ascoltare davvero il tuo partner… forse non sei veramente pronta/o per una relazione di coppia. Ma puoi diventarlo. Nel momento stesso in cui avrai voglia di applicarti ed impegnarti a fondo in questo aspetto della Vita. L'Amore è l'unione di due poli che stanno tra loro in una reciproca relazione di complementarietà ed opposizione.

L'intero Universo si basa sul rapporto tra le polarità (luce-ombra, giorno-notte, spirito-materia, manifesto-immanifesto, maschile-femminile). Nella filosofia Taoista è proprio l'Eterna Danza dello Yin e dello Yang che genera tutte le cose su cui i nostri sensi si possono poggiare. Essendo queste forze sia opposte che complementari, non è affatto semplice bilanciarle ed armonizzarle tra loro. E' come voler mescolare assieme dell'acqua e dell'olio (che simbolicamente rappresenta l'elemento fuoco). E' possibile ma ci vogliono le adeguate conoscenze e la dovuta maestria. Non è un'abilità che si sviluppa in breve tempo.

Acqua e Fuoco - Femminile e maschile

L'Amore va considerato più un traguardo che un punto di partenza. Il percorso di Vita può essere interpretato proprio come un Viaggio alla riscoperta del significato più autentico dell'Amore, un viaggio verso un'Unità di livello sempre maggiore (con noi stessi, con gli altri, con la Natura, con Dio). Non è certo un caso che in Occidente Gesù abbia fatto dell'Amore l'emblema della sua vita e predicazione ed in Oriente il Buddha abbia identificato nella Compassione (Karuna) una chiave per la Liberazione.

La spiritualità (da non confondere con la religiosità) può essere concepita come la ricerca dell'essenza più autentica di noi stessi e della Vita: un viaggio alla scoperta dei principi di Bellezza, Bontà e Verità. Il significato dell'Amore è di natura spirituale. Questo va compreso, se vogliamo davvero realizzarci in una relazione. Il rapporto di coppia è solo un riflesso di un percorso che conduce alla scoperta di uno stato di Unità più elevato.

Quando l'amore umano viene vissuto solo in modo materiale e grossolano, più che elevare trascina verso il basso, più che unire divide. Infatti quando ci proiettiamo su di un'altra persona e ne diventiamo dipendenti, siamo solo una metà di noi stessi e non più un intero (ecco la famosa "mezza mela"). Questo non significa che è indispensabile avere una costante attenzione verso la dimensione spirituale (a qualcuno potrebbe non interessare affatto), ciò che è importante, però, è essere consapevoli che dietro alle dinamiche biologiche, psicologiche e sociali esistono delle leggi spirituali precise e che dobbiamo porci in armonia con tali leggi, tutto qua!

Essere una mezza mela significa essere solo metà di se stessi

"Nessuno può completarci. Dobbiamo essere noi a completare noi stessi.
Se non ci riusciamo la ricerca dell'amore diventa autodistruzione. E noi ci illudiamo che questa autodistruzione sia amore..."
Erica Jong ("Paura di volare")

Per prima cosa, nel rapporto con l'altra polarità sessuale, dovremmo sapere che quello che stiamo cercando è un senso di completezza. Ciò che vediamo al di fuori è solo uno specchio di aspetti di noi non completamente manifesti (in estrema semplificazione: la dimensione femminile nell'uomo e quella maschile nella donna) e l'esterno ci è di aiuto per indirizzarci verso il contatto con tali aspetti.
Dobbiamo amare, onorare ed essere grati a chi ci offre lo specchio di cui abbiamo bisogno, ma non dobbiamo cadere nella trappola di rimanerne fascinati e "adorare lo specchio", dimenticandoci della nostra integrità interiore. Dice un proverbio Zen: "Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito!". E tu, in amore, preferisci essere saggio o stolto?

Chi non tiene presente questo presupposto potrà solo riconoscere all'esterno di sé qualcosa che lo rende completo e l'unico modo possibile per fissare tale percezione di completezza sarà quello di tenere stretta a sé la persona che la rimanda. Ma così si alimentano la proiezione, l'attaccamento e la gelosia e l'altra metà diventa indispensabile alla propria sopravvivenza. Un'eventuale separazione potrà solo essere fonte di grande dolore e venire vissuta come inaccettabile. Come si può, infatti, vivere lacerati a metà, incompleti e divisi da se stessi?

Riassumendo: da un punto di vista sia psicologico che spirituale l'unione tra donna e uomo rappresenta il ricongiungimento tra l'aspetto femminile dell'essere (Anima) ed il suo aspetto maschile (Animus). Poiché non siamo in grado di riconoscere la nostra completezza interiore, cerchiamo nell'altro ciò che percepiamo inconsciamente mancante in noi stessi (che in realtà va solo ricontattato ed espresso).

Animus ed Anima

In amore ci facciamo reciprocamente da specchio di parti inespresse
e questo dona la sensazione di trovare la completezza nel contatto con l'altro/a

Purtroppo, cercare la soluzione all'esterno del nostro sentirci incompleti, non è affatto una soluzione. Non bisogna essere una mezza mela, ma una mela intera e questo si realizza innanzitutto imparando ad amare se stessi!
Solo allora potremo trovare una persona altrettanto matura con cui fare il miglior cammino assieme. Questo cammino potrà durare tutta la vita oppure un periodo di tempo più limitato, ma l'eventuale separazione non ci lascerebbe zoppi o divisi, poiché se mai dovesse avvenire accadrebbe con autoresponsabilità e con la consapevolezza che l'Amore provato resterebbe sempre con noi. Sentiremmo certamente del dolore, ma saremmo consapevoli che il tempo naturale per camminare assieme era finito e non sentiremmo la necessità di farne un tragedia, piuttosto ci orienteremo sugli elementi positivi che l'esperienza ci ha donato.

«Se ami saprai che tutto inizia e tutto finisce e che c'è un momento per l'inizio
e un momento per la fine e questo non crea una ferita.
Non rimani ferito, sai che quella stagione è finita. Non ti disperi, riesci a comprendere
e ringrazi l'altro: "Mi hai dato tanti bei doni, mi hai donato nuove visioni della vita,
hai aperto finestre nuove che non avrei mai scoperto da solo.
Adesso è arrivato il momento di separarci, le nostre strade si dividono".
Non con rabbia, non con risentimento, senza lamentele e con infinita gratitudine,
con grande amore, con il cuore colmo di riconoscenza.
Se sai come amare, saprai come separarti.»
Osho

Esistono, quindi, due tipi di amore: uno che fa cadere verso il piano egoico della dualità e del conflitto (non a caso in inglese si dice "to fall in love", cioè "cadere in amore") ed uno che eleva verso le dimensioni dell'Anima (potremmo coniare il termine "to elevate in Love" cioè "elevarsi in Amore").

Nelle definizioni date dallo psicologo Abraham Maslow si parla di:
D-Love - Deficiency Love (amore da deficienza)
B-Love - Being Love (amore per l'essenza dell'altro).

D-Love e B-Love

Il primo tipo di amore [D-Love] è appunto l'amore "insano", ma che soprattutto potremmo definire immaturo. E' uno stadio dell'affettività che va superato. E' un amore tipico della mentalità adolescenziale e più romanticheggiante, ad esempio l'amore delle telenovela, delle soap opera, della collana "Harmony" (per intenderci). Si basa sull'incompletezza e sull'appoggio sull'altro/a per colmare i propri deficit. E' caratterizzato da dipendenza e possessività.

Il secondo tipo di amore [B-Love] si basa sulla maturità, sull'aver trovato un proprio centro ed un proprio equilibrio (dinamico). E' un amore capace di donare con gioia e libertà, più che di prendere o di aggrapparsi disperatamente a qualcuno. Origina dal sapere amare se stessi e automaticamente diventa la capacità di amare l'altro nella sua interezza. Il B-Love ci mette sulla strada per arrivare a provare compassione per ogni essere vivente (Amore Incondizionato). In questa accezione dell'amore non ci si considera incompleti ed in cerca della propria "metà", bensì ci si sente completi e in questa completezza siamo disponibili a cogliere la meravigliosa opportunità di vivere assieme ad un altro essere, possibilmente che conosca ed incarni gli stessi principi.

Nel quotidiano noi ci innamoriamo delle persone che riteniamo idonee alla nostra proiezione affettiva, il vero modello è dentro di noi e la persona esterna è solo un supporto! Se noi togliamo la proiezione a quella stessa persona di cui, magari, anni prima eravamo follemente innamorati… ecco che non ci dirà più nulla. E' un'esperienza molto comune e la dice lunga di come l'esteriorità faccia solo da specchio all'interiorità. Ecco cosa afferma al proposito Osho nel libro "Cogli l'attimo" (Ed. Feltrinelli):

"Se dico ‘Io ti amo'. La sensazione ordinaria è che tu sia la fonte del mio amore. In realtà le cose non stanno così: io ne sono la fonte tu sei solo uno schermo sul quale io proietto il mio amore. Tu sei un semplice schermo, io proietto il mio amore su di te e dico che sei tu la fonte del mio amore ma questa è una finzione; sono io che raccolgo la mia energia d'amore e la proietto su di te. In quell'energia d'amore proiettata tu diventi degno d'amore, per qualcun altro potresti non esserlo, per qualcun altro potresti addirittura essere odioso."

La proiezione per l'uomo
Ogni uomo possiede già un'immagine interiore del femminile ideale e quando trova
una donna idonea alla proiezione della sua immagine interna si innamora di lei

La proiezione per la donna
Ogni donna possiede già un'immagine interiore del maschile ideale e quando trova
un uomo doneo alla proiezione della sua immagine interna si innamora di lui

Quando poi un partner infrange le aspettative - oltre una certa misura - ecco che viene ritirata la proiezione, si stacca il "post-it" ed è in quel momento si dice che non si è più innamorati.

La maggior parte delle persone fa dell'amore una sorta di disperata ricerca dell'uomo o della donna giusti per sé. Chi conosce i principi che stiamo trattando capisce, invece, che il successo in amore dipende sostanzialmente dal rapporto che si ha con se stessi!

Se il mondo esteriore riflette il mondo interiore, di fatto non otterremo all'esterno ciò che prima non abbiamo conquistato all'interiore di noi stessi. Per trovare una persona che ci voglia bene sinceramente dobbiamo prima volercene noi, per ricevere rispetto dall'esterno dobbiamo prima imparare noi a rispettarci (e rispettare noi per primi gli altri). D'altronde, perché mai una persona dovrebbe amarci se noi stessi non ci riteniamo degni di essere amati? Questo tema è particolarmente sentito dalle donne, dove spesso la scarsa autostima e il disamore verso se stesse generano delle relazioni completamente insane. Il bestseller "Donne che amano troppo" approfondisce proprio questa tematica, che vediamo subito in sintesi qua di seguito.

DONNE CHE AMANO TROPPO

La psicoterapeuta americana Robin Norwood, specializzata in terapia della famiglia ed esperta nel trattamento delle dipendenze, spiega nel libro "Donne che amano troppo" (Ed. Feltrinelli) come mai molte donne si innamorano dell'uomo sbagliato e, nel tentativo di cambiarlo, coltivano giorno dopo giorno la propria infelicità. L'esperienza terapeutica insegna che purtroppo è fin troppo facile scambiare per amore ciò che è soltanto ossessione e dipendenza.

Donne che amano troppo

La donna "che ama troppo" (anche se forse sarebbe più corretto dire "che ama in modo scorretto") è quella che vuole cambiare l'altro, lo vuole migliorare o "salvare" (in questo senso si parla di "Sindrome della Crocerossina"). Alcune tipiche affermazioni interiori di questo atteggiamento sono: "Io ti guarirò" - "Io ti farò uscire dal problema" - "Grazie a me starai bene". Spesso si tratta di donne che hanno vissuto un abbandono, un abuso o un trauma nell'infanzia e non di rado il padre era assente o poco affettivo. Crescendo questa donna cerca di reiterare il suo vissuto, perché solo vivendo e rivivendo l'esperienza dell'abbandono le parrà di riuscire a liberarsene; sceglie così dei partner che abbiano "bisogno" di lei, illudendosi inconsciamente di poter risolvere la propria carenza affettiva. Tenderà a scegliere di preferenza: tossicodipendenti, alcolisti, violenti e più in generale uomini che non hanno rispetto per la donna a cui sono legati. Nella relazione questa

donna tenderà a dare tutta se stessa, fino da annullare la propria personalità e ad attaccarsi ossessivamente al compagno, ma una tale coppia si reggerà solo fino a quando i due partner giocheranno i loro ruoli come da copione. L'uomo come vittima (e carnefice allo stesso tempo) e la donna come salvatrice, diventando così vittima e carnefice di se stessa. Se uno dei due partner esce dal ruolo la relazione inevitabilmente finirà. Ecco perché molte donne non riescono a liberarsi da un partner inadeguato e si illudono che il loro amore e la loro totale abnegazione lo porti a cambiare, ma non si rendono conto che - in realtà - il cambiamento non lo vogliono neppure loro!
Le "donne che amano troppo" non sono riuscite a cambiare i propri genitori trasformandoli nelle persone calde e affettuose che volevano e, di rimando, rispondono con troppa passione al tipo di uomo emotivamente non disponibile che è loro familiare e che possono cercare di nuovo di cambiare con il loro amore! Poiché nell'infanzia non si sono mai sentite sicure, hanno un bisogno disperato di controllare il proprio uomo e la relazione stessa.

Quando si ama troppo? Dalle parole dell'autrice:

  • "Quando essere innamorate significa soffrire, stiamo amando troppo."
  • "Quando nella maggior parte delle nostre conversazioni con le amiche intime parliamo di lui, dei suoi problemi, di quello che pensa, dei suoi sentimenti, stiamo amando troppo."
  • "Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza, o li consideriamo conseguenze di un'infanzia infelice e cerchiamo di diventare la sua terapista, stiamo amando troppo."
  • "Quando non ci piacciono il suo carattere, il suo modo di pensare e il suo comportamento, ma ci adattiamo pensando che se noi saremo abbastanza attraenti e affettuosi lui vorrà cambiar per amor nostro, stiamo amando troppo.
  • "Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute e la nostra sicurezza, stiamo decisamente amando troppo."

COME SMETTERE DI AMARE TROPPO

  • Prendi atto che hai un problema e che hai bisogno di aiuto.
  • Considera la tua guarigione una priorità che ha il diritto di precedenza su qualsiasi altra cosa.
  • Condividi la tua situazione con amiche degne di fiducia e cerca un aiuto terapeutico (molto utili i gruppi di sostegno).
  • Sviluppa la tua dimensione spirituale, coltivandola giorno dopo giorno.
  • Ricordati che se non sei tu in equilibrio non è possibile che lo sia la tua relazione o la tua famiglia, sii più sanamente "egoista" e cerca di volerti bene ogni giorno di più (potresti tenere un diario e segnare ogni giorno almeno una cosa fatta per te stessa, una coccola che ti sei fatta anche molto semplice).
  • Accetta di smettere di dirigere e controllare gli altri (anche esaltare troppo un uomo è un modo per volerlo manipolare).
  • Impara a non cadere nei giochi di potere interpersonali, approfondiscili leggendo libri o partecipando a dei seminari.
  • Accetta la tua imperfezione, nel momento presente, sapendo di poter evolvere giorno dopo giorno;
  • Chiediti: "Questa relazione è buona per me?" - "Viene rispettato il mio essere donna?" - "Mi sento accettata, accolta, e supportata dal mio uomo?" Comincia ad essere onesta con te stessa, abbandonando le giustificazioni mentali che non rispecchiano il tuo vero sentire interiore (magari c'è un disagio che emerge sotto forma di sintomi e disturbi fisici).
  • Utilizza le affermazioni positive per sostituire gli schemi limitanti ed inizia ad applicare le tecniche defusive per ripulire il vissuto emotivo del passato: meriti di avere accanto un uomo che ti stima e ti accetta per ciò che sei!
  • Accetta che l'uomo non gradisce i consigli e che, se vuole, deve trovare in sé la forza di migliorarsi. Qualora non desiderasse farlo (scelta personale e insindacabile), valuta se per tutta la vita vuoi accanto a te un compagno così.

UNA DONNA GUARITA DALL'AMARE TROPPO

(tratto dalla pagina web: www.maldamore.it/Donne_che_amano_troppo.htm)

  • Accetta pienamente se stessa, anche se desidera cambiare qualche aspetto della sua personalità.
  • Questo amore e rispetto di se stessa lo considera fondamentale, lo alimenta con affetto e si propone di espanderlo.
  • Accetta gli altri come sono, senza cercare di cambiarli per soddisfare i suoi bisogni.
  • E' consapevole dei suoi sentimenti e del suo atteggiamento verso ogni aspetto della vita, compresa la sessualità.
  • Ama tutto di se stessa: la sua personalità, il suo aspetto, le sue convinzioni e i suoi valori, il suo corpo, i suoi interessi e i suoi talenti. Valorizza se stessa invece di cercare di trovare il senso del proprio valore in una relazione.
  • La sua autostima è abbastanza profonda da consentirle di apprezzare il piacere di stare insieme ad altre persone e preferisce uomini che siano a posto così come sono. Non le necessita che qualcuno abbia bisogno di lei per avere l'impressione di valere qualcosa.
  • Si permette di essere aperta e fiduciosa con chi lo merita; non ha paura di lasciarsi conoscere a un livello personale profondo, ma non si espone al rischio di essere sfruttata da chi non ha riguardo per il suo benessere.
  • Si domanda: "Questa relazione va bene per me? Mi consente di sviluppare tutte le mie possibilità e diventare quello che sono capace di essere?".
  • Quando una relazione è distruttiva, è capace di lasciarla perdere senza sprofondare nella depressione, ha una cerchia di amiche che la sostengono e fanno del loro meglio per vederla uscire da una crisi.
  • Apprezza più di ogni altra cosa la propria serenità. Tutte le lotte, le tragedie e il caos del passato hanno perso il loro fascino, ha un atteggiamento protettivo verso sé stessa, la sua salute e il suo benessere.
  • Sa che una relazione, per poter funzionare, deve essere tra due partner che condividono valori, interessi e fini, e che siano entrambi capaci di intimità. Sa anche di essere degna del meglio che la vita può offrirle.

AFORISMI TERAPEUTICI di ROBIN NORWOOD

  • Non praticare la propria dipendenza richiede uno sforzo maggiore del semplice ripetere a se stesse di cambiare.
  • Quando le persone stanno veramente cercando di cambiare, non perdono tempo a parlarne. Sono troppo occupate nel farlo.
  • Siamo in grado di dedicarci da sole amore e attenzioni: non è necessario aspettare, inerti, che arrivi un uomo a dispensarceli.
  • Se stiamo realmente guarendo, non telefoniamo certo a un uomo per dirgli che non abbiamo più intenzione di parlargli.
  • Il vero cambiamento richiede una resa che è simile, per certi versi, a una crocifissione.
  • La vita consiste, dopotutto, nel prendere coscienza e crescere. Rendiamo questi processi più dolorosi perché non li accettiamo di buon grado.
  • La guarigione ci permette due doni: la qualità della nostra vita migliorerà e saremo davvero d'aiuto.
  • Recupero significa scegliere solo ciò che favorisce la vostra serenità e il vostro benessere.
  • Amare se stesse abbastanza da vincere la dipendenza è un prerequisito essenziale per amare un'altra persona.
  • Il vero recupero avviene quando smettiamo di situare il problema fuori di noi e dentro qualcun altro.
  • Per superare il rancore, all'altra persona augurate solo il bene e pregate perché lo raggiunga. Riceviamo quel che auguriamo agli altri, dunque augurate tutto il bene possibile!
  • Quando proviamo invidia, siamo preda dell'errata convinzione che in questo mondo non vi sia bene sufficiente per tutti.
  • Qualsiasi comportamento tra esseri umani che non sia onesto, aperto e affettuoso, affonda le sue radici nella paura.
  • Di solito gli uomini temono maggiormente di essere soffocati dalla partner, mentre le donne hanno più paura di essere abbandonate.
  • Quando le nostre ferite non sono ancora rimarginate, tendiamo ad essere pericolose.
  • Uomini e donne con problemi relazionali tirano su figli e figlie destinati a soffrire allo stesso modo.
  • L'amore per una persona ha in sé la stabilità emotiva non il disordine.
  • La capacità di amare un'altra persona sboccia da un cuore pieno, non da uno vuoto.
  • Ogni giorno, guardatevi allo specchio, dite il vostro nome e aggiungete: "Ti voglio bene e ti accetto esattamente per quello che sei".
  • Se qualcosa non va bene per noi, in realtà non va bene per nessun altro.
  • Dovete considerare l'eventualità che, una volta smesso di amare troppo, la vostra relazione possa finire.
  • E' attraverso il perdono che impariamo la lezione per la quale la nostra anima ha scelto questa esistenza.
  • La dipendenza relazionale è il tipo di dipendenza che viene maggiormente idealizzato.
  • Noi tutte tendiamo a rimuovere ciò che è troppo doloroso da accettare o troppo spaventoso da immaginare.
  • Se tutto ciò che abbiamo fatto sinora avesse davvero funzionato, non avremmo bisogno di guarire.
  • Il dolore è il più saggio dei consiglieri che bussa alla nostra porta.
  • Alcuni rapporti caratterizzati da forte dipendenza sono tra persone dello stesso sesso.
  • Una delle caratteristiche primarie dell'amare troppo è un'assoluta dipendenza, spesso mascherata da forza apparente.
  • Imparate a vivere evitando di concentrarvi su un uomo come la fonte o la soluzione di tutti i vostri problemi.
  • Per molte di noi la chiave della guarigione sta nell'imparare a fare esattamente il contrario di ciò che abbiamo sempre fatto.
  • Non fate minacce che non siete in grado di mettere in pratica; anzi, meglio non farne affatto.

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PER APPROFONDIRE:

Gli Uomini Vengono da Marte e le Donne da Venere
Il libro sui rapporti di coppia
John Grey
Ed. Rizzoli

 

 

 

La Kabbalah e le Leggi Spirituali per la Coppia Felice
Come la Kabbalah può aiutare la tua anima gemella a trovare te
Yehuda Berg
Ed. Tea

 

 

 

Donne che amano troppo
Individua le ragioni per cui molte donne si innamorano dell'uomo sbagliato
Robin Norwood
Ed. Feltrinelli

 

 

 

Cogli l'Attimo
Stratagemmi per trovare l'armonia dentro di sé
Osho
Ed. Feltrinelli

 

 

 

Il segreto del Cuore
Per attirare nella tua vita le persone che desideri
Ruediger Schache
Ed. Macro

 


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Esoterismo e Iniziazione
31 Agosto 2014