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LE TRE TIPOLOGIE Secondo la filosofia indiana Samkhya vi sono tre qualità fondamentali nella Natura: Tamas, Rajas, Sattva. Queste qualità ("guna" in sanscrito) donano l’impronta qualitativa a tutto ciò che esiste:
I Guna sono presenti nelle cose, nei fenomeni naturali così come negli individui e negli stati di coscienza umana. Un individuo tamasico è tendenzialmente pigro, indolente ed apatico e concentrato sulla realtà materiale; un individuo rajasico è passionale, egoico, guidato dalle emozioni, ha un temperamento instabile; un individuo sattvico è fondamentalmente saggio, pacato, virtuoso ed orientato alla dimensione spirituale. Per inciso queste tre qualità possono anche essere accostate alle tre qualità alchemiche fondamentali: Zolfo, Mercurio e Sale. Lo Zolfo rappresenta il principio maschile spirituale; il Mercurio l’Anima femminile e il principio dell'energia vitale; il Sale la dimensione corporea materiale.
N.B. Le interpretazioni alchemiche non sono mai univoche e la comparazione fatta sopra è solo un possibile punto di vista!
E’ interessante notare come gli antichi gnostici avevano una classificazione delle tipologie umane analoga e sostanzialmente sovrapponibile: Hyle (materia), Psyche (anima, energia), Pneuma (spirito, coscienza) erano i tre attributi che potevano caratterizzare gli individui. Potremmo definire queste tre tipologie di individui come exoterica la prima (rivolto all’esteriore e al piano manifesto), mesoterica la seconda (rivolto all’interiore su una base emozionale, vibrante quindi su un piano intermedio) ed esoterica la terza (rivolto al Superiore tramite un’autentica e completa Ricerca della Verità spirituale). Secondo la visione gnostica valentiniana gli Ilici (esseri puramente materiali) sono destinati alla perdizione e a perire nella carne, gli Psichici (esseri con un anima) possono ascendere a Dio a costo di enorme impegno oppure a fare la fine degli Ilici; gli Pneumatici (esseri spirituali, infusi della scintilla divina) sono destinati a ricongiungersi con il mondo divino e a conseguire la Gnosi (Vera Conoscenza). Questi destini possono essere compresi dal momento che gli gnostici consideravano la creazione dell’Universo materiale un errore, generato dal desiderio e dalla passione, che doveva essere risanato tramite il conseguimento della Gnosi.
Da quanto appena visto risulta chiaro che la dimensione noetica è un campo che non interessa una persona strettamente ilica (anzi la considererà qualcosa di assurdo e ingannevole, in quanto al di là del suo campo di realtà) mentre sarà appannaggio soprattutto delle personalità pneumatiche e di quelle psichiche che abbiano coltivato il proprio desiderio di Conoscenza al di là della realtà sensoriale.
(*) Va precisato che secondo la Bhagavad Gita (il cosiddetto “Vangelo Indù”) tutte e tre le qualità generano attaccamento al ciclo di morti e rinascite e che solo il raggiungimento della totale trascendenza dalle qualità che compongono l’Universo permette di ottenere la Liberazione. Poiché però Sattva costituisce la materia luminosa originaria, dalla cui degenerazione comparirà Rajas, che a sua volta subirà un abbassamento vibrazionale dando origine a Tamas, possiamo considerare che il cammino verso una vita più pura, sattvica appunto, corrisponda all’avvicinarsi alla vetta di una montagna, e anche se la Vera Meta è al di là della montagna stessa, la vetta resta comunque il punto migliore per arrivare a spiccare un balzo verso l’Assoluto.
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