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RAPHAEL PROJECT
«Conferenze Online del Progetto Raphael - Incontro n° 7»

Progetto Raphael

“Il Padre, porta del maschile ”

In questo incontro e nel prossimo affrontiamo i due archetipi maggiori che influenzano lo sviluppo della personalità di un individuo, il Padre e la Madre. In quanto archetipi non si limitano ad essere rappresentati dal padre e dalla madre biologica, ma dall'insieme dei caratteri di natura mascolina e femminina con cui veniamo incontro nel corso della Vita, anche se è indubbio che i genitori offrono un imprinting che solo un lavoro di autoconsapevolezza può modificare.
Essi sono i due archetipi maggiori in quanto rappresentano le forze cosmogenetiche prima ancora che antropogenetiche, come ci ricorda il Tao Te Ching (ved. incontro n° 99):"Il Tao genera l'Uno, l'uno genera il due, Il due genera il tre e il tre genera i diecimila esseri"; ebbene l' 1 simboleggia il Padre e il 2 la Madre, così come il 3 è rappresentativo del figlio e i 10.000 esseri (il passaggio 4) tutto l'Universo creato. Il Tao è lo 0 (zero) increato, il Vuoto originario
La stessa sequenza creatrice la ritroviamo nei 4 piani rappresentati dall'Albero della Vita della Cabala (ved. incontro n° 154), e costituiti dalle 10 Sefiroth:

Il primo piano è il Mondo delle Emanazioni costituito da Kether, Hokhmah e Binah (1, 2, 3) che significano "Corona", "Sapienza" e "Intelligenza" (apparentemente tre elementi distinti ma in realtà un'unica energia: Triunità dei Principi).
Il secondo piano è il Mondo della Creazione, ed è costituito da tre sfere (4, 5, 6) che formano un triangolo con il vertice verso il basso, chiamate Hesed (Grazia, Amore, Misericordia), Geburah (Rigore - oppure Din cioè Giudizio) e Tifereth (Bellezza o Splendore). In questo mondo o piano risiedono gli Archetipi di tutta la Creazione.
Il terzo piano è il Mondo delle Formazioni (7, 8, 9) costituito da Netsah (Vittoria), Hod (Gloria) e Yesod (Fondamento).
Il quarto piano è il Mondo della realtà sensibile, dove si trova unicamente la sfera di Malkhuth "Il Regno" (10), la Terra, Madre Inferiore, recipiente di tutti quegli effluvi che in essa prendono forme percepibili dai nostri sensi.
Al di sopra di Kether, si trova Ain, la cui traduzione è "Nulla" nel senso di Non Essere, vera Essenza Sovracosmica.

A questo punto possiamo avere un'idea piu' chiara dei ruoli archetipali femminili e maschili: il Padre rappresenta il Principio Creatore che ha dato origine alla manifestazione, il seme originario. In Lui vi è il principio e dunque anche la fine, poiché tutto ciò che nasce dovrà anche morire, la Madre è l'essenza stessa della Creazione, immagine speculare del Principio Primo.

A livello pratico il padre è l'iniziatore ai misteri della Vita, lo ierofante che accompagna il fanciullo nell'età adulta; infatti, quando il bambino esce dalla sfera protettiva del grembo materno ed affronta il mondo degli adulti passa spiritualmente nella sfera del padre; il padre diventa il sacerdote iniziatore del mondo e nasce un elemento di rivalità: il figlio compete con il padre per il dominio dell'universo, e la figlia con la madre per essere l'universo "dominato" (nella psicologia è il complesso di Elettra).
Il Padre deve affidare al figlio i simboli del potere solo se il Figlio si è liberato da tutte le "visioni limitanti"; idealmente il Figlio investito del potere è stato spogliato della propria umanità ed è divenuto il rappresentante di una forza cosmica impersonale, è nato due volte, dunque è un iniziato.
La rivalità tra Padre e Figlio è ben rappresentata nella mitologia greca dove Kronos prende il posto di Urano tagliandogli i testicoli (il potere) e Giove il posto di Kronos trascinandolo "sotto l'abisso delle acque". Giove non può prendere il suo posto legittimo, come gli oracoli avevano profetizzato, prima di aver raggiunto la maturità, e di aver passato l'infanzia accolto da Gea (la Terra) e accudito dalle Ninfe - dunque nella sfera prottetiva della Madre.
Per diventare adulto il Figlio deve poter "uccidere" il proprio Padre, cioè abbattere un ideale esterno di perfezione e portarlo al proprio interno. Nella società attuale, dove si è perso il senso del sacro ed i rituali di iniziazione all'età adulta non vengono più praticati, l'uomo si porta spesso questo conflitto col Padre (generalmente inaccettabile per la coscienza) dentro di sé per tutta la vita.

Cosa succede se un individuo non riesce a interiorizzare bene l'archetipo del Padre?
A livello di personalità possono svilupparsi insicurezza e difficoltà di iniziativa, mancanza di stuttura e di stabilità interiore, incapacità di accettare il principio d'autorità, svalutazione d'identità e frustrazione nell'età adulta, inadeguatezza, solitudine e fatica nelle donne come compagne e madri, difficoltà nei rapporti sessuali.

Sempre a livello archetipale vediamo ancora come l'Universo sia - in sintesi - composto da Coscienza ed Energia/Materia. La Coscienza ha il compito di strutturare l'Energia (l'uscita dal Caos) e l'Energia (Matrice Primordiale) va a costituire le mille forme della creazione.
Il Padre - archetipo maschile - rappresenta la Coscienza e la Madre - archetipo femminile - l'Energia, in noi esistono entrambi questi archetipi (testa e cuore, ragione e intuizione, logica e analogica) e la suddivisione biologica nei due generi è solo una sorta di polarizzazione verso uno dei due poli.
La chiave di ricongiunzione tra questi due poli sta nell'archetipo del Figlio, cardine dellla teologia cristiana, la quale ci suggerisce che la Vera conoscenza del Padre è così misteriosa da poter essere dischiusa al profano solo attraverso il Figlio, sulla base di una rivelazione a Lui accordata in maniera esclusiva; Gesù può infatti dire ai suoi: "Dio mi ha affidato la rivelazione definitiva".
Egli non è quindi "solo" colui che annuncia il regno di Dio e lo fa proclamare dai discepoli (Mt 10,11), colui la cui missione si limita alla potestà di giudice del mondo quando tornerà come "Figlio dell'uomo" (Mt 11,22-23): Egli è anche il Figlio che porta una rivelazione, secondo l'interpretazione cristiana delle Scritture, mai prima di allora completamente concessa del Padre.




Per comprenderemeglio i concetti di "Padre" e quello della "Madre" (ved. incontro n° 8) da un punto di vista esoterico è necessario considerare che l'intero universo è duale, si compone cioè di una molteplicità che riconduce sempre e solo a due principi primi: l'essere e il non essere, la luce e il buio, il bene e il male, il caldo e il freddo, l'uomo e la donna... in una parola quello che i taoisti nominano lo yang e lo yin. Possiamo dunque immaginare che nel primissimo istante della creazione dell'Universo (a partire da un Punto Zero, increato ed insondabile per la mente) si siano distinti due principi primi, due archetipi cosmici fondamentali ch, appunto, in questo contesto definiamo Padre e Madre.
La tradizione indiana Samkhya parla di Purusha (coscienza assoluta immobile e passiva) e Prakriti (principio attivo ma privo di coscienza, che si può identificare con l'energia pura).

Ciascun essere umano, uomo o donna, possiede entrambi i principi, solo che la donna è polarizzata maggiormente verso Prakriti (la Madre) e l'uomo verso Purusha (il Padre). Lo scopo di un cammino di Risveglio Iniziatico è quello di disidentificarci dalla materia e dalle infinite fluttuazioni dell'energia (il Buddha lo considerava possibile mediante il distacco dal desiderio) e di tornare pienamente consapevoli della quiete assoluta della Coscienza originaria ("conoscere il Padre").

Il concetto che solo il Figlio ha in sé la conoscenza del Padre esotericamente non significa che solo attraverso Gesù potremo ottenere la Redenzione, significa che noi stessi dobbiamo ridiventare Figli come Gesù stesso ha fatto.
In pratica dobbiamo risvegliare e riaccordare tutto il nostro essere alla Coscienza originaria che è il fondamento immateriale dell'Universo, il Padre, che ha iniziato a dimenticare di sé individualizzandosi e manifestando così la materia, la Madre. Diventiamo dei Figli nel momento in cui, pur in un corpo materiale, abbiamo tutta la nostra coscienza rivolta all'Unità originaria ed in essa ci riconosciamo.
Per utilizzare una metafora indiana: "Come la Luna non è congiunta all'acqua, nella quale tuttavia si specchia, così la coscienza eternamente immutabile è disgiunta dalla materia e dalle sue manifestazioni e da essa non è turbata":

In ultima analisi la coscienza risvegliata ci farà comprendere che il Padre e la Madre, lo Spirito e la Materia sono una cosa unica, un unità solo apparentemente divisa!

 

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Elenco 240 Conferenze del Progetto Raphael

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Voci di psicologi, psicoanalisti, pedagoghi, educatori, legislatori e giornalisti contribuiscono qui alla creazione di una cultura paterna che affianchi e cooperi con quella materna, producendo valenze diverse e sinergiche.
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Dall'Innocente al Guerriero fino al Mago e al Saggio, per finire con il Folle, questo libro guida il lettore in un viaggio di trasformazione e sviluppo psicologico la cui meta è la realizzazione e l'integrazione nel mondo.
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L'autrice accompagna il lettore in un intenso viaggio all'interno di se stesso, aiutandolo, attraverso modalità pratiche, spunti operativi e strumenti sapienziali, come l'Enneagramma, a scoprire le proprie risorse e a manifestarle nella vita di tutti i giorni.
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