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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 49

"Omotossicologia e Medicina Funzionale"


Le moderne applicazioni dell'omeopatia hanno dato vita a nuove discipline quali l'omotossicologia e la medicina funzionale. Sebbene tali discipline siano in genere avversate dai cultori dell'omeopatia classica (in quanto agiscono meno in profondità nell'organismo), esse posso risultare particolarmente utili qualora volessimo curare dei fastidiosi sintomi senza l'utilizzo di farmaci; soprattutto se siamo in grado di unire alla terapia sintomatica anche una corretta analisi delle cause psicoemozionali all'origine del disturbo.

L'omotossicologia nasce negli anni '50 con H. H. Reckeweg, utilizza più rimedi omeopatici a bassa diluizione (detti "complessi omotossicologici") al fine di trattare dei sintomi specifici. Il fatto di unire in un singolo complesso più rimedi amplifica molto lo spettro di cura del farmaco ed evita di effettuare l'accurata anamnesi omeopatica prescritta da Hahnemann, mentre il fatto di usare "base potenze" (per lo più diluizioni decimali, ved. incontro n° 48) rende la terapia specifica per il livello fisico.
In pratica i rimedi omotossicologici vengono prescritti con lo stesso procedimento utilizzato per i farmaci allopatici e questo chiaramente ne facilita l'utilizzo per i medici "ortodossi" (è una sorta di trait d'union tra la farmacologia classica e l'omeopatia).

Nell'approccio omotossicologico le patologie vengono inquadrate facendo riferimento alla Tavola delle Omotossicosi o Tavola delle 6 fasi dove ogni diversa malattia si trova classificata a seconda della gravità. I problemi classificabili all'interno delle cosiddette "Fasi umorali" si trovano nelle 3 colonne di sinistra della tavola (rispettivamente fasi di escrezione, reazione e deposito), risultano meno gravi e tendono ad avere una prognosi benigna, viceversa i problemi classificabili come "Fasi cellulari" sono di maggior gravità ed hanno una tendenza a cronicizzare (fasi di impregnazione, degenerazione e neoplastica).
La tendenza evolutiva della malattia viene indicata con il termine di "vicariazione" (migrazione dei sintomi da un apparato all'altro), si ha un peggioramento quando i sintomi passano da una fase all'altra da sinistra verso destra nella tavola (vicariazione progressiva) e si ha un miglioramento (vicariazione regressiva) quando invece passano da destra verso sinistra.
I rimedi omotossicologici favoriscono la vicariazione regressiva spostando il più possibile la "fase" verso sinistra.

Il concetto chiave dell'omotossicologia è che le malattie sono causate da tossine specifiche generate dall'organismo stesso (omotossine) e che una terapia efficace deve mirare ad allontanarle dal corpo attivando gli organi di drenaggio (attraverso una terapia antiomotossica, appunto).
I risultati che si ottengono sono a volte estremamente rapidi ed efficaci nel trattamento delle patologie acute; negli studi a confronto con i rimedi allopatici si è visto nella quasi totalità dei casi trattati un'efficacia pari o maggiore a quella dei farmaci convenzionali.

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La medicina funzionale utilizza dei rimedi complessi a bassa potenza a cui spesso sono unite delle specifiche tinture madri vegetali (complessi omeo-fitoterapici), e pur essendo anch'essa basata sul principio del drenaggio delle tossine organiche ha una teoria fisiopatologia differente.
Il principio su cui ruota tutta l'applicazione della medicina funzionale è il sistema di regolazione di base della "matrice", cioè il ruolo fondamentale del mesenchima (il tessuto connettivo che dona struttura ed omogeneità all'organismo) nella genesi e nella cura delle patologie. Secondo questo concetto tossine, endogene ed esogene, che si accumulano nello spazio esistente tra le cellule (detto "matrice extracellulare" o anche semplicemente "matrice") causano una serie di reazioni a catena che portano alla riduzione dello scambio di informazioni tra le cellule, all'errato funzionamento del sistema psico-neuro-endocrino-immunitario (PNEI) e all'insorgenza di malattie che tenderanno a cronicizzate se la matrice non dovesse essere "ripulita" in maniera efficace ed adeguata.
Il primo studioso che ha identificato l'importanza della matrice è stato Pischinger ed in seguito molti altri hanno confermato le sue intuizioni.

L'utilizzo dei rimedi omeo-fitoterapici spesso viene associato alla diagnosi funzionale effettuata attraverso il Vega Test. Il metodo Vega Test consiste nell'utilizzo di un'apparecchiatura in grado di misurare la resistenza cutanea (o resistività elettrica) al passaggio di una piccola corrente generata dall'apparecchio stesso. Ogni qualvolta l'operatore pone in contatto con l'organismo una sostanza test (cioè un frequenza elettromagnetica specifica) l'apparecchio è in grado di verificarne l'interazione, positiva o negativa, proprio valutando la differente risposta di resistività cutanea. Questa metodica è resa possibile dal fatto che la comunicazione intercellulare avviene per biorisonanza (mediante onde elettromagnetiche), per cui ogni impulso elettromagnetico nuovo (nel nostro caso la fiala test) genera una variazione del campo globale, misurabile e valutabile. Con il Vega test si possono fare delle diagnosi funzionali relative ai distretti corporei maggiormente intossicati, si può identificare la causa specifica del disturbo, individuare eventuali intolleranze alimentari presenti, valutare la terapia più adeguata, ecc...
Di seguito un piccolo lessico di alcuni termini specifici utilizzati dagli operatori di questo ambito medico.

Stress duraturo minimo cronico: disturbo del sistema di regolazione di base dovuto a fattori tossici, minimi (subliminali) ma persistenti
Focolaio: distretto tissutale alterato dalla presenza di virus o batteri, le cui tossine metaboliche vengono diffuse in altre zone dove innescano nuovi disturbi.
Campo di disturbo: distretto tissutale in cui è rimasta un'alterazione funzionale (anche dopo la cessazione della patologia che lo ha causato) che condiziona a distanza il funzionamento di altri distretti con meccanismo di riflesso energetico o nervoso.
I principali campi di disturbo sono: disbiosi intestinali, tossicità chimica, campi elettromagnetici, geopatie, foci dentari, focolai da appendicite, pancreatite o colecistite cronica.
Neuralterapia: iniezione di piccole quantità di anestetico locale nelle zone con campo di disturbo e corrispondente attivazione di un riflesso nervoso che ne determina la guarigione (ciò avviene mediante l'interruzione dell'impulso irritativo che, a partire dal campo, andava a stimolare cronicamente il sistema neurovegetativo).


"Come Rinforzare le Nostre
Difese e Guarirci"

di Giuseppe Sitzia
(Il Caduceo Edizioni)



"Biomesoterapia"
Pier Carlo Ricciotti, Paolo Mosconi



"Audiocorso di Introduzione alla Naturopatia"
di Catia Trevisani
(Enea Edizioni)


 

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