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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 54

"La grafologia"

La grafologia è una disciplina affascinante che - ancora una volta - ci mostra come "la parte contenga il tutto" (modello olografico dell'universo) e come dalla singola espressione di una caratteristica dell'individuo si possa comprendere l'insieme della personalità.
Nella scrittura si mescolano schemi di apprendimento mentale (il modello "ideale" della scrittura appreso a scuola) e schemi inconsci di comportamento, la perfetta commistione di conscio, subconscio, inconscio e superconscio rendono unica la scrittura di ciascun individuo, al punto che la firma autografata possiede nella nostra cultura un valore giuridico e legale ben preciso.
La chiave di lettura della scrittura è chiaramente simbolica, e già abbiamo visto come la simbologia sia il linguaggio universale che ci consente di accedere alle dimensioni inesplorate dell'Universo (ved. incontro n° 60), va comunque precisato che nessun aspetto della scrittura, preso singolarmente, può essere letto come dato assoluto, solo la visione olistica di tutti i segni grafologici potrà avere un senso per l'esperto conoscitore di questa disciplina. Di seguito alcune nozioni generali su alcune delle caratteristiche più importanti della calligrafia.

La grafologia è una disciplina affascinante che - ancora una volta - ci mostra come "la parte contenga il tutto" (modello olografico dell'universo) e come dalla singola espressione di una caratteristica dell'individuo si possa comprendere l'insieme della personalità.
Nella scrittura si mescolano schemi di apprendimento mentale (il modello "ideale" della scrittura appreso a scuola) e schemi inconsci di comportamento, la perfetta commistione di conscio, subconscio, inconscio e superconscio rendono unica la scrittura di ciascun individuo, al punto che la firma autografata possiede nella nostra cultura un valore giuridico e legale ben preciso.
La chiave di lettura della scrittura è chiaramente simbolica, e già abbiamo visto come la simbologia sia il linguaggio universale che ci consente di accedere alle dimensioni inesplorate dell'Universo (ved. incontro n° 60), va comunque precisato che nessun aspetto della scrittura, preso singolarmente, può essere letto come dato assoluto, solo la visione olistica di tutti i segni grafologici potrà avere un senso per l'esperto conoscitore di questa disciplina. Di seguito alcune nozioni generali su alcune delle caratteristiche più importanti della calligrafia.

La scrittura occupa su di un foglio uno spazio preciso, il rigo è il luogo dove l'IO cosciente proietta i suoi sentimenti, la sua sensibilità, gli atteggiamenti di egoismo-altruismo, la parte alta della scrittura ci dà delle indicazioni sugli aspetti intellettuali, spirituali, etici e morali della personalità; la parte bassa è invece la zona in cui la persona proietta l'istintualità, gli interessi materiali, la concretezza e la dimensione sessuale.
In Occidente la sinistra è il punto di partenza (da cui ci allontaniamo per andare verso una meta), qui dunque stanno le esperienze passate, a partire da quelle della dipendenza dalla madre/famiglia, la destra è invece il simbolo della meta, dove si proiettano il futuro, le aspirazioni, l'uscita dalla dipendenza dalla madre/famiglia e l'ingresso nell'autonomia.
L'altezza delle lettere nel corpo della scrittura è detta calibro, poiché il modo con cui ci si rapporta col foglio rispecchia il modo in cui ci si relaziona con l'ambiente umano, la grandezza della scrittura ci dà una misura di quanto l'IO sia avvertito importante dal soggetto rispetto all'ambiente stesso. Più alta è la lettera maggiore è il senso dell'IO, il senso di autostima, viceversa in caso di lettera piccola.

Nella scrittura la pressione che si imprime nella penna è il segnale della forza di volontà dell'individuo, il simbolo dell'energia psicofisica che si profonde nell'azione, mentre l'allungo dei tratti orizzontali (ad es. il taglio della "t" slanciato a destra quasi fosse una spada) è il segnale dell'aggressività, così come l'arretramento degli stessi tratti rivela un senso di impaurimento. Il rigo, inoltre, può avere un andamento eccessivamente rettilineo (lo scrivente mantiene il rigo) o assai più ondeggiante (non mantiene il rigo), indice rispettivamente di fermezza e costanza di carattere oppure di instabilità e variabilità d'umore. L'equilibrio si ha con un rigo leggermente ondeggiante
Un eccesso di angolosità nella scrittura rivela la presenza di una situazione dolorosa, di disagio, di malessere nei confronti dell'ambiente, vi è una posizione di difesa e di chiusura di fronte agli altri, viceversa l'andamento tondeggiante sta ad indicare che il soggetto che scrive si trova in una situazione di benessere, di piacevolezza e di assenza di dolore.
Le tre larghezze (larghezza degli occhielli, larghezza tra una lettera e l'altra e larghezza tra una parola e l'altra) danno delle informazioni sui vari aspetti dell'intelligenza. In generale la larghezza degli occhielli indica la misura della profondità intellettiva e della comprensione.

  • Gli occhielli larghi indicano apertura mentale, capacità di comprende le idee complesse e di guardare i problemi da più punti di vista. Gli occhielli stretti indicano una scarsa apertura mentale, una intelligenza che intuisce, ma che non approfondisce, propria di una persona più emotiva che razionale, possono essere segno di superficialità.
  • Lo spazio occupato dalla lettera è quello occupato dall'IO, quello tra lettera e lettera è quello che l'io lascia agli altri, in generale indica la capacità comprendere l'altro, la realtà fuori di sé. L'interlettera stretta ci segnala egocentrismo, quella larga una facilità anche eccessiva di accettare le opinioni altri, mentre l'interlettera giusta indica la capacità di giudizio equilibrato.
  • La parola rappresenta l'azione, la ideazione e la progettazione delle idee e del pensiero; lo spazio tra una parola e l'altra indica un momento di riflessione, di perlustrazione, elaborazione, di pausa e di attesa tra una azione e l'altra, tra un'idea e l'altra, tra un progetto e l'altro, cioè indica il controllo razionale che si ha delle circostanze, delle idee, dei progetti.

L'andamento e la direzione del rigo dipendono dalla forza interiore dello scrivente, vale a dire dalla sua tendenza a mantenersi lineare coi propri programmi, le proprie scelte oppure a farsi travolgere dall'entusiasmo e ad esagerare nel dinamismo o al contrario smarrirsi e deprimersi di fronte alla difficoltà.

La curvatura verso destra delle aste delle lettere indica compiacenza e disponibilità verso il prossimo, le aste rettilinee indicano la tendenza a resistere alle pressioni dell'ambiente (fino alla rigidità e all'inflessibilità) mentre la curvatura a sinistra indica non solo resistenza all'ambiente, ma anche una tendenza a porre in atto una reazione contro le pressione esterne (senso di contraddizione, intolleranza, ribellione).
E' importante anche la velocità della scrittura: movimenti rapidi e irregolari che tendono a strapazzare le lettere fino a cambiarne l'aspetto indicano impazienza e precipitosità, mentre la scrittura calma invece è propria per lo più di persone pazienti, pacifiche e calme, dotate di capacità di attenzione prolungata e diligente. Infine citiamo che quando la grafia si muove più in senso orizzontale che verticale e con tratto fluido verso destra indica spontaneità, vivacità e slancio nei contatti con l'ambiente, al contrario una scrittura statica è correlabile con una mente lenta e un po' apatica, priva di spinta verso le novità, imbarazzata nell'azione.

Per approfondire: www.grafologiamorettiana.it


"Manuale di Grafologia"
Evi Crotti, Alberto Magni
(Gribaudi Edizioni)



"Leggere l'Anima"
Riccardo Bruni, Sergio Sapetti
(Ed. Psiche 2)



"Il Linguaggio della Scrittura"
Anna Rita Costantino,
Francesco Matranga
(Franco Angeli Edizioni)


 

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