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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 73

"Il potere del perdono"


"Se qualcuno accusa di un peccato il proprio fratello,
non può morire prima di aver commesso lui stesso quel peccato"

Maometto

"Chi è senza peccato scagli la prima pietra"
Gesù Cristo

Il cammino di "redenzione" dell'essere umano (inteso in senso iniziatico e non meramente religioso) implica uno sforzo cosciente di sintesi di tutta la propria estensione e di tutto il proprio peso verso una dimensione divina sovracosciente ed unitaria (esotericamente "realizzare la pienezza della propria creatura operando la Scienza Interna ed unificando tutti gli elementi della propria natura nella Totale Presenza Divina, Coscienza Assoluta in seno all'Energia Pura").

Un tale cammino si compie generalmente per gradi e nel passaggio graduale verso un livello di coscienza sempre più elevato ci portiamo dai mondi eterogenei e conflittuali (quelli dove vige l'identificazione nella dualità) verso una dimensione omogenea ed armonica (dove vige un'intima unità), in questo passaggio vi sono dei preziosi alleati che sono in grado di sorreggerci, uno di questi, e tra i più importanti è il sentimento del perdono.
Utilizzando un gioco di parole dal francese dove perdonare si dice "pardonner" , che può essere assimilato all'allocuzione "père - donner" (padre - donare), possiamo affermare che il perdono è il "dono al Padre" cioè a Dio, il rimettere completamente nelle mani di Dio Padre un'azione e le sue conseguenze, rinunciando alla umana vendetta.
Colui che storicamente ha elevato al massimo grado l'insegnamento del perdono è stato il Cristo, per mezzo del quale le gerarchie superiori che sorvegliano il nostro pianeta hanno cercato di far abbandonare la legge della ritorsione o del taglione ("occhio per occhio, dente per dente") e di avvicinare gli esseri umani alla dimensione divina, il perdono - infatti - mette in risonanza diretta con il puro amore divino).

Il perdono è dunque una via di redenzione mediante la connessione con un livello di coscienza superiore, collegandoci alla nostra parte più spirituale ed essenziale ci accorgiamo innanzitutto che nessuno è esente da errori fino a che vive identificandosi con un livello di coscienza orizzontale (ved. i motti ad inizio pagina), ma ciò nonostante in tutti alberga l'Essenza Immanente di Dio, inoltre da un livello superiore di coscienza possiamo anche percepire l'esatta e precisa conseguenza karmica di un'azione negativa per colui che la commette, che quindi in pratica si condanna da solo.

Non è possibile perdonare senza questa connessione superiore, poiché altrimenti una parte del nostro sistema di potenza (cioè le energie inferiori dell'essere) cercherebbe comunque la vendetta personale, anche mediante parole o gesti apparentemente agiti incoscientemente. E' dunque necessario un ottimo livello di energia - sola condizione per potersi mantenere superiormente collegati - per perdonare, poiché tale livello conduce ad un'ottima padronanza sui sistemi inferiori. Non a caso il raggiungimento ed il mantenimento di un'alta frequenza vibratoria (attraverso la purificazione fisica, il retto agire, il retto pensare, la meditazione, la preghiera, ecc..) è la base di tutta la crescita spirituale.

Se quanto esposto può sembrare lontano dal livello di coscienza ordinario, in cui magari vive chi legge, non di meno è importante elaborare mentalmente questi concetti per essere sempre più in grado di avvicinarvisi. A livello pratico è spesso necessario mettere una distanza di spazio e di tempo prima che i nostri piani di potenza si "plachino", ma è bene anche sapere che il perdonare non implica necessariamente non mettere in atto delle azioni necessarie per riequilibrare lo squilibrio creatosi (ad es. denunciando per vie legali una persona che ci ha truffato), implica comunque l'affidamento a Dio di qualunque risultato (anche nullo) delle nostre eventuali istanze, senza contare che in una vita passata potremmo noi stessi essere stati artefici a terzi del torto che adesso stiamo subendo. In ogni caso è vero che a livello karmico il perdono non è mai un condono, bensì l'arrestarsi di un circolo vizioso di cause ed effetti che nuoce prima di tutto a sé e al pianeta:

"Se ad esempio una persona subisce una violenza o comunque un'ingiustizia e decide di vendicarsi, avendo commesso lui stesso una violenza o un'ingiustizia attirerà nuovamente su di sé una situazione di questo tipo, per effetto della risonanza. E' il solo fatto di sentire il desiderio di vendicarsi a farlo, non è nemmeno necessario che lo metta in pratica. Le energie sottili, come il pensiero, il desiderio o il sentimento, stanno infatti alla base delle azioni fisiche, e sono esse la vera causa sottostante di ogni cosa. Se invece di vendicarsi sceglie la strada del perdono, questo non influisce sul karma di chi gli ha causato un danno, ma influisce sul suo. Chi ha causato il danno ne subirà le conseguenze karmiche attirando su di sé una situazione simile in futuro, ma chi perdona non solo evita la ripercussione che sarebbe stata innescata dalla scelta della vendetta, ma in futuro attirerà invece su di sé una situazione insolitamente fortunata per effetto della legge di compensazione."

(estratto da http://fohat.clarence.com/permalink/148819.html)

Anche nella terapia spirituale possiamo dire che non esista guarigione senza perdono, ed in primis senza perdono di sé stessi (che vuole anche dire uscire dal senso di colpa, retaggio della tradizione cattolica ma inutile da un punto di vista esoterico o terapeutico). Un efficace esercizio per imparare a perdonare è la "Dieta del Perdono" in cui si scrive 70 volte per 7 giorni una frase del tipo "Io perdono completamente mio padre", oppure "mia madre", oppure "me stesso", o qualunque altra persona in causa. Ogni settimana è dedicata a una singola persona e se un giorno ci si scorda di riscrivere la frase si ricomincia il conto dei sette giorni da zero, in abbinamento e sostegno possiamo anche assumere Pine dei Fiori di Bach (fiore del senso di colpa e del perdono).

Il tema del perdono è uno dei cardini degli insegnamenti di A Course in Miracles©, lo straordinario strumento evolutivo trasmessoci dai dr. Helen Schucman e William Thetford (entrambi psicologi clinici) a partire dalle informazioni ricevute da Helen da ciò che lei semplicemente definiva "la Voce". Secondo tali informazioni esistono due tipi di menti, la mente giusta (che ascolta la voce dello Spirito Santo - nel Course si utilizzano riferimenti cristiani ma se ne trascende - e si fonda sul concetto della nostra intrinseca unità con Dio) e la mente sbagliata (che ascolta la voce dell'ego e si fonda sul falso presupposto della separazione da Dio): il perdono nasce dalla visione della prima mente e la critica, l'aggressione, la colpa e il vittimismo dalla visione della seconda.
In sintesi il concetto è che il perdono è possibile mediante un mutamento della percezione delle cose, quando si arriva a percepire la "non oggettività" della realtà sensoriale e si decide di affidarci ad una prospettiva non duale; a questo punto non esistono più vittime e non esistono più carnefici. Si esce dalla percezione di se stessi come vittime sacrificali e si dona all'altro la possibilità di uscire dalla colpa, ognuno è innocente(!). Anche in questo caso non si tratta di giustificare niente né di negare gli eventi, ma di osservare il tutto senza giudizio, contemplando l'illusorietà di questo mondo egoico e lasciandolo dissolvere nella purezza della percezione del Vero; d'altronde "Nulla di ciò che è reale può essere minacciato./ Nulla di irreale esiste./In questo si trova la pace di Dio" (ved www.ucim.it/prefazione.htm).


"Un Corso in Miracoli"
Autori Vari
(Armenia Edizioni)



"La forza del perdono"
di Gerald Jampolsky
(Armenia Edizioni)



"Zero Limits
Lo straordinario sistema per gioire di una vita meravigliosa "

Joe Vitale con Ihaleakala Hew Len
(Il Punto d'Incontro Edizioni)


 

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