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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 87

"La dimensione devica"

In senso lato la dimensione devica è la dimensione di tutti quegli esseri elementali che operano con i regni della Natura e che presiedono alla costruzione eterica di ciò che possiamo mirare nei vari ambienti naturali (aerei, terrestri e acquatici). In senso stretto vogliamo qui definire come Deva o Devas le gerarchie eteriche (invisibili) superiori che presiedono all'attuazione delle leggi naturali; Geoffrey Hodson, teosofo e grandissimo chiaroveggente, li definisce "agenti superfisici onnipresenti della Volontà Creatrice, direttori di energie, leggi e processi naturali a livello solare, interplanetario e planetario". Sulla Terra esistono Deva per ogni località del pianeta e per ogni ambiente naturale, chi è in grado di vederli li definisce bellissimi e straordinariamente luminosi, dai colori così cangianti che è difficile poterli descrivere. I teosofi li considerano parte del regno angelico al diretto servizio della Natura.

Alle direttive dei Deva rispondono tutti i piccoli elementali della Natura (ved. incontro n° 88) che si occupano di ogni minimo dettaglio riguardo alla crescita di minerali, piante e animali, in particolare abbiamo gnomi e folletti associati all'elemento terra, silfidi associate all'elemento aria, ondine e nereidi associate all'acqua e le salamandre associate all'elemento fuoco.
E' interessante notare che da sempre gli sciamani percepiscono e collaborano con queste Forze della Natura, sia con quelle di ordine superiore sia con quelle di ordine intermedio e/o inferiore, cercando di riarmonizzare la vita umana con i cicli della terra e del cielo ("Quando la terra parla, gli sciamani l'ascoltano, quando il pianeta piange angosciato, gli sciamani rispondono" - Tom Cowan).

Queste Intelligenze Superiori Creative e Direttive che abbiamo definito come Deva (ved. riquadro in basso in merito all'origine etimologica del nome) rispondono in maniera esatta al volere della Volontà Unica che li presiede, poiché non hanno l'umano senso della separazione e della personalità; il loro numero è incommensurabile, ed innumerevoli sono anche gli ordini e i gradi presenti nella gerarchizzazione della dimensione devica, in generale presentano un cammino evolutivo che si svolge in modo parallelo a quello umano e (come l'uomo) utilizzano questo universo ed i loro mondi come scuola operativa per il loro sviluppo.
Il Sole, da un punto di vista superfisico, viene riconosciuto come sorgente della vita e centro di energia nell'intero Sistema Solare (è il cosiddetto Logos solare composto da una tri-unità di aspetti), e da esso emanano sette arcangeli solari (i Sette Potenti Spiriti dinnanzi al Trono) che proiettano le direttive per modellare l'intero sistema secondo l'idea divina originaria. Sono queste direttive che i Deva planetari ricevono ed attuano, facendole rispettare a loro volta dai livelli inferiori delle creature astrali.
Il linguaggio devico è composto da colori e forma piuttosto che da suoni, e ciò che per noi è pura soggettività (il pensiero, la fantasia) per loro è assoluta oggettività, poiché vedono emozioni ed aspirazioni come fenomeni esterni e materiali.

Un'esperienza ottimamente riuscita di comunicazione con i Deva della Natura è quella realizzata dalla comunità di Findhorn, cittadina del nord della Scozia dove, agli inizi degli anni '60, Peter ed Helen Caddy e Dorothy McLean cominciarono a porre le basi per un nuovo modo di essere e di vivere in completo accordo con la dimensione spirituale dell'esistenza. I Deva del luogo impartirono loro molti insegnamenti; grazie ai consigli di un Deva che si definiva "Architetto delle forme vegetali", cominciò a crescere miracolosamente una vegetazione prodigiosa su di un terreno arido e - fino ad allora - inospitale: cavolfiori di 20 Kg, fiori alti due metri, frutti di ogni genere, persino tropicali.
Un messaggio ripetuto frequentemente dai Deva di Findhorn riguardava la necessità dell'uomo di collaborare con loro: "Unitevi a noi in nome di Dio, siate nobili come noi e i miracoli si realizzeranno. Il mondo e i vostri corpi sono stati creati perché possiate sperimentare ed esprimere la gioia del Creatore in tutte le sue manifestazioni. L'uomo distrugge se stesso perché si sente separato da tutto... Il vostro corpo è una sola cosa col mondo e voi non potete maltrattare la Terra senza danneggiare anche voi stessi."

Il termine Deva è un termine sanscrito (tradotto spesso come esseri divini, significa propriamente "luminoso/i" o "splendente/i") ed in effetti nell'Induismo si parla di innumerevoli Deva (Dei) che controllano tutte le diverse manifestazioni dell'universo. E' nel Rgveda che tale termine compare per la prima volta: il Sole (Surya), la Luna (Chandra), il cielo, i pianeti, le stelle, ecc...sono Deva proprio perché "donano luce all'intero creato".
La matrice linguistica del termine è indoeuropea e deriva dall'antico "dheuròs" che ritroviamo in Grecia come "theòs" - dio - (da notare come anche la parola azteca per dio "teotl" - da cui Teotihuacàn, Città degli Dei - possiede la medesima radice del corrispondente termine greco).
La stessa radice indicante il divino poi la ritroviamo nell'antico prussiano (deiwas), nel lituano (devas), nel latino (divus/deus) ed anche nel nome di Zeus (genitivo di[v]os), il significato di base risulta sempre associato alla luce, alla luminosità e al cielo (div).

"Il Regno degli Dei"
di Geoffrey Hodson
(L'Età dell'Acquario Edizioni)



"Incontro con gli Invisibili
Custodi della Natura"

di Anne Givaudan
(Amrita Edizioni)



"Spiriti di natura"
di Dorothy McLean
(Mediterranee Edizioni)


 

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