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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 101

"Sufismo, porta mistica dell'Islam"

Il Sufismo (detto in arabo Tasawwuf), conosciuto anche come la "Via del Cuore" o la "Via della Purezza", è il sentiero mistico ed ascetico dell'Islam (*). Sebbene nel Corano si possa trovare qualche allusione elogiativa agli asceti cristiani, la mistica sufi rappresenta una corrente sostanzialmente estranea all'ortodossia musulmana. Il Sufismo (da suf: saio) è dunque il cuore esoterico dell'islam, la sua dottrina, infatti, insiste molto nella comprensione dell'essenza dell'Amore che però si può ottenere solo dimenticando se stessi. Il Sufi mira all'estasi per ottenere l'annullamento del sé inferiore nell'Uno-Tutto, disidentificandosi così dall'identità personale e dal mondo delle apparenze. Si dice che il Sufi sia sveglio alla Realtà Unitaria della creazione, pur restando in osservazione della dimensione infinita ed illusoria della realtà sensoriale.

Il Sufismo compare attorno all'VIII sec. d.C. e si diffonde largamente in Persia, oltre all'influenza del misticismo cristiano risente della tradizione neoplatonica e forse indiana; come ideologia promuove la libertà di pensiero, il senso della tolleranza, della fratellanza e dell'uguaglianza; i Sufi sono noti per essere abili nel parlare ad ogni fede, avendo disseppellito dal profondo del proprio cuore il Segreto dell'Essere ("Se il termine sufismo e sufi ti è di ingombro, sappi che anche il sufi ne può fare a meno. Lo mantiene perché a lui non ingombra più" - N.Nuruddin).

  • "Il Sufismo consiste nel non possedere nulla e non lasciarsi possedere da nulla" (Samnun)
  • "Il Sufismo è lo stare con Dio, senza alcun attaccamento" (Junayd)
  • "Il Sufismo consiste nell'abbandonarsi a Dio in accordo con ciò che Dio vuole" (Ruwaym ibn Ahmad)
  • "Il Sufismo sta nell'eliminare dalla mente quanto vi si trova: verità immaginarie, opinioni, condizionamenti; ed affrontare così tutto ciò che potrà accadere" (Abu Sa'id ibn Abu alKhair)
  • "Quando io sono in Amore, mi vergogno di tutto ciò che ho potuto dire a proposito dell'Amore" (Rumi)

Il fine ultimo del Sufismo è dunque formare Uomini Perfetti che riflettano i Nomi e gli Attributi Divini; colui che raggiunge questo stato è detto wali (santo, lett. Amico sincero). Nella pagina www.nimatullahi.org/it/WIS/WIS2.html si legge:
"L'individuo deve divenire testimonianza della Perfezione dell'Assoluto, perché possa vedere con la vista interiore di chi percepisce la Realtà nella sua interezza. Questa testimonianza si manifesta quando si diventa perfetti, cioè quando si perde la propria esistenza parziale nel Globale. Se il tutto può essere paragonato all'Oceano, e la parte a una goccia, il sufi dice che è impossibile vedere l'Oceano con l'occhio della goccia. Tuttavia, quando la goccia si confonde con l'Oceano, può vedere l'Oceano con l'occhio dell'Oceano."

Non esiste un unico movimento sufi, esistono varie confraternite i cui membri sono soliti riunirsi in un luogo apposito (zawiya), che appartiene alla comunità, sotto la direzione di una guida spirituale o sceicco (shaykh).
Il Sufismo utilizza vari metodi per raggiungere uno stato di estasi mistica: pratiche respiratorie che enfatizzano la sottilità dell'energia inalata con l'aria, tecniche di concentrazione mentale, recitazione continuativa del nome o degli attributi di Dio - pratica nota come Dhikr - , movimenti associati alla musica (ad es. il samà - ascolto). Riguardo alle pratiche associate alla musica sono note in Occidente (grazie anche alla musica di Battiato e agli insegnamenti di Gurdjieff) le danze dei Dervisci, la cui rotazione incessante vuole essere la rappresentazione del movimento cosmico dell'energia divina, mentre le braccia aperte, la destra in direzione del cielo, e la sinistra in direzione della terra, creano un ponte immaginario fra il divino (il cielo) e l'umano (la terra). Grazie a queste danze i Dervisci ottengono uno stato di trance estatica noto come wajd (ved. http://digilander.libero.it/initlabor/musica-trance/musica-sufi.html).

Ishara è il termine usato dai Sufi per indicare una storia che ha il compito di indicare un insegnamento preciso ("ishara" è infatti l'indicazione fatta col dito per mostrare qualcosa): per onorare la saggezza sufi ecco una storia su cui meditare in relazione alle nostre attitudini quotidiane.
Tratto da www.riflessioni.it/testi/dito_luna.htm

Un giorno un maestro illustrava agli allievi la notevole efficacia psicologica delle parole e come gli uomini soggiacciano a tale potere come in stato d'ipnosi. «Le parole, in se stesse, non hanno importanza, sono solo fattori secondari, non fatti reali. Eppure gli uomini si cibano esclusivamente di parole anziché di realtà. Reagiscono positivamente o negativamente in base a parole amabili o ingiuriose».
«Non sono minimamente d'accordo!», ribatté un allievo alzatosi improvvisamente in piedi, «Le parole non hanno un tale potere su di noi!». «Lurido schifoso cane rognoso!», lo ingiuriò il maestro preso da un violento raptus, «Chi ti ha detto di alzarti! Rimettiti subito a sedere o ti faccio cacciare via a pedate!».
L'allievo, cianotico in volto dall'ira, ribatté: «Ma come, proprio tu, un maestro che reagisce in questo modo indegno? Mi meraviglio di un tale comportamento! Vergognati!». «Chiedo umilmente perdono», rispose pacato il maestro, «Non so cosa mi è successo. Non era mia intenzione né offenderti né umiliarti. Ti prego ancora di scusarmi». A quelle parole l'allievo si rasserenò e tornò tranquillamente a sedersi.
A quel punto il maestro disse:«Potete ora osservare il potere delle parole? Poche parole ingiuriose hanno ferito una persona e hanno provocato in lui un uragano d'ira. Poche parole amabili lo hanno gratificato e reso tranquillo. Qualche parola può significare ira o tranquillità! Le parole sono solo fattori secondari, non realtà effettive. Eppure l'uomo non riesce a scrollarsele di dosso e, come imprigionato, soggiace al loro potere»
.

(*) L'Islam (che significa sottomissione o abbandono) è la religione di coloro che accettano ed obbediscono agli insegnamenti di Dio rivelatosi attraverso Mohammed (Maometto - Suo ultimo profeta, secondo il credo musulmano). L'Islam è la seconda religione del mondo dopo il Cristianesimo ed i suoi credenti sono detti musulmani, da "muslim" che significa "sottomesso a Dio". I cosiddetti cinque pilastri dell'Islam sono: 1) Shahada - la testimonianza che "Non c'è altro dio all'infuori di Dio (Allah) e Muhammad è il suo Profeta"; 2) Salah - le cinque preghiere rituali quotidiane; 3) Zakah - il pagamento della imposta coranica; 4) Sawn - osservare il digiuno durante il mese di Ramadan; 5) Hajj - il pellegrinaggio alla Mecca.
(ved: www.riflessioni.it/enciclopedia/islam.htm - www.islam-guide.com/it/frm-ch3-2.htm)

Per approfondire: www.nimatullahi.org/it/index.html - www.sufi.it


"Il Sufismo - Mistica, Spiritualità
e Pratica"

di Burhanuddin Herrmann
(Armenia Edizioni)



"I Sufi"
di Idries Shah
(Mediterranee Edizioni)



"Sufismo ed Esicasmo"
di Michel Valsan
(Mediterranee Edizioni)


 

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