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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 121

"Verità, Bontà, Bellezza"



Le conferenze connesse agli insegnamenti della Scienza Unitaria sono una sintesi personale dei concetti integrati da tale insegnamento e sono state redatte in linea con gli stessi insegnamenti ricevuti, secondo cui è importante fare una sintesi di tutto ciò che abbiamo appreso nel corso della nostra esistenza. Lo stesso progetto delle 240 conferenze è stato concepito in virtù di questo principio. Chi volesse approfondire i temi connessi all'Istituto della Scienza Unitaria è pregato però di non inviare delle email a noi ma di rivolgersi direttamente ai seguenti canali ufficiali:

La linea di continuità costituita dalla triade " Bellezza, Bontà, Verità" traccia il cammino di coloro che si collegano agli insegnamenti relativi alla Scienza Unitaria (e più in generale di tutti coloro che anelano sinceramente e veritabilmente all'unione con Dio). Questa triade si ritrova espressa, proprio negli stessi termini, anche in altri insegnamenti, ad es. il maestro giapponese Morirei Ueshiba, fondatore dell'Aikido, ebbe occasione di dire che il Budo (la Via delle Arti Marziali) è un dono dato dagli Dei agli uomini, per trasmettere i principi di Bellezza, Bontà e Verità. Se scendiamo più in basso troviamo le condensazioni relative a Potenza, Male, Morte, che sono le esatte antitesi delle qualità superiori.

Verità

Il piano della Verità è quello del Verbo, della Coscienza Internel, da cui scaturiscono i ritmi e le architetture sacre su cui poggia la Vita e la polarità della manifestazione; la Verità corrisponde alla vibrazione originaria da cui tutto è stato creato.
Esiste un'Unica e sola Verità Assoluta ed infinite verità relative che possono essere accordate in misura maggiore o minore alla Verità prima: maggiormente tali verità relative entrano in contrapposizione con altre verità a loro opposte e polari (come si verifica ad es. negli schieramenti politici) e minore è l'accordo con il Superiore della coscienza che l'ha espressa.

Quando un elemento di firma unitaria inizia la discesa dal piano Internel verso i mondi creati (esce quindi dalla zona di numerazione sumera) perde progressivamente la propria energia nella discesa e si diluisce in un campo temporale diffratto tra passato/ presente/ futuro (se scende ancora si trova diffratto in un campo spaziale ripartito tra lunghezza/ altezza/ profondità e successivamente in un campo materiale diffratto tra sostanza biologica/ materia inanimata/ potenza tenebrica), in virtù di questo quando ad un essere arriva una visione profetica può percepire gli elementi che stanno per arrivare, ma questi elementi saranno tanto più deformati e diffranti quanto più si avvicineranno alla materia e questa è la ragione per cui nelle profezie il tempo di realizzazione non è mai certo. Questo esempio aiuta a comprendere come mai sui piani incarnativi non è possibile concepire la Verità di per se stessa: per concepire la Verità bisogna fondersi con la Verità, essere la Verità, dunque essere ritornati all'Unità avendo concluso il viaggio di Ritorno.

Partendo dal piano dei fatti dobbiamo poco a poco riscoprirne le leggi essenziali e il principio primo che li sottende, in questo modo si percorrerà a ritroso il cammino di caduta (e impareremo a padroneggiare il gusto per i fatti esteriori e per gli elementi inferiori dell'esistenza), si uscirà dal piano del destino per raggiungere quello della Provvidenza e ci estrarremo dalla potenza, dal male e dalla morte, che costituiscono gli elementi antipolari a Bellezza, Bontà, Verità. Per limitare il gusto dell'esteriorità e dell'esteriorizzazione bisogna mantenersi collegati il più possibile al principio interno della Verità (che è immortale e immanente) in tal modo non avremo più bisogno di confrontare continuamente le verità che esprimiamo nella nostra vita con l'esteriore, limitando così la nostra stessa diffrazione.

IJP Appel-Guéry insegna che "Il codice di numerazione è un codice che inizia nell'essere dal momento in cui ha trattato la maggioranza delle sue configurazioni inferiori ed esteriori, a quel punto l'essere può integrare le firme dell'unità di sintesi che lavorano sul suo circuito e può allora organizzare la sua esistenza in modo da assomigliare a ciò che deve essere. Colui che realizza questo programma, che ha padronanza di sé, che per tutta la sua vita sa delimitare il suo sistema di numerazione, che ritrova all'interiore di sé gli elementi di ricchezza che fanno il vero tesoro dell'esistenza, costui può sperimentare interiormente la presenza di Dio e la Beatitudine totale".

Bontà

La Bontà è la naturale espressione del sentimento di comunione con tutti gli esseri, con il creato e con Dio.
Il piano della Bontà corrisponde ad un livello di diffrazione del Verbo in cui si crea la Luce e l'Amore, corrisponde alla dimensione Eternel; a questo livello esiste la polarizzazione delle creature ma non esiste quel sentimento di individualità egoica che crea i conflitti e il senso di isolamento e di solitudine.
Mediante l'Amore e la Compassione l'essere è trasportato su di un altro continuum; possiamo manifestare questo Amore attraverso l'atto della benedizione (nel significato di "voler bene"). Possiamo benedire qualunque cosa, noi stessi e tutto ciò che ci circonda, ritrovando la bellezza ovunque. In particolare attraverso la benedizione degli altri e degli ambienti sviluppiamo in noi una Luce interna sempre maggiore; ciò che però va tenuto ben presente è che la vera Benedizione non è una mera azione mentale, ma un vero e proprio atto di risonanza interiore che ci pone in stretta alleanza con la Bontà Divina e che ci ricollega all'Unità. L'Amore e la Bontà, infatti, rappresentano il cammino verso la qualità dell'universo.

Bellezza

Il piano della Bellezza è la trasposizione fino ai mondi della forma della simmetria e dell'armonia delle architetture interne dell'Universo.
Nei mondi della forma la bellezza è la prima porta del Ritorno, costituisce un accordo intimo e segreto con l'armonia universale e dona un piano su cui l'anima può posarsi. Se vogliamo uscire dal disordine, dalla disarmonia, dalla disorganizzazione, dalla bruttezza, dalla caduta in mondi inferiori e tenebrosi, abbiamo bisogno di coltivare la Bellezza in noi e fuori di noi; quando questa qualità si manifesta negli esseri dei piani formalizzati, ad es. in modo paradigmatico nelle modelle o nelle ballerine dello show system, si parla di brillanza, che se ricollegata al superiore può essere utile per estrarre circuiti incastrati, ma se utilizzata invece come strumento di potere e di tentazione determina una caduta ancora maggiore.
Come insegna IJP Appel-Guéry "Bisogna imparare a padroneggiare i confini di Verità, Bontà e Bellezza, padroneggiando la bellezza nel suo giusto limite si crea un' intermediazione fra i mondi dell'interiore e i mondi dell'esteriore, e quando si riesce a creare qualcosa di bello, si è effettivamente riusciti a toccare questo rapporto all'interiore e all'esteriore. Poiché è veramente a questo punto che si fa la congiunzione fra l'Extra-universo e l'Intra-universo".


"Verità, Bontà e Bellezza"
di Francis Merchant
(Crisalide Edizioni)



"Parole di Verità"
di Rudolf Steiner
(Antroposofica Editrice)



"L'Evangelo della Verità"
di Roberto Fantechi
(Psiche 2)


 

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