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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 149

"La Dea Madre"

In tutto il mondo possiamo ritrovare il culto della Dea (tanto esaltato recentemente dai movimenti neopagani connessi ad una spiritualità di matrice prettamente femminile: la cosiddetta religione Wicca - ved. http://it.wikipedia.org/wiki/Wicca) ed in effetti la personificazione e la venerazione della Dea, che è allo stesso tempo Madre, Amante e Sorella, è il modo più immediato per integrare il principio primo femminile, cioè prakriti, la qualità yin, matrice di tutto l'universo, principio di trasformazione o distruzione all'interno della trinità divina.
La testimonianza più antica dedicata alla dea, che gli studiosi conoscono, é una statuetta di pietra chiamata la Venere di Willendorf, (a sinistra nel disegno sottostante) dal nome dal luogo nel quale venne rinvenuta, i cui ampi fianchi e i grossi seni indicano l'abbondanza e la grande capacità della procreazione caratteristica unica del principio femminile.

Nella Grecia antica ritroviamo Afrodite a rappresentare questo principio, dea dell'Amore, della Bellezza e della fecondità (Venere per i romani), che, sebbene ebbe per sorte di andar sposa al deforme Efesto (Vulcano), ebbe anche moltissimi amanti sia fra i mortali che fra gli dei, attirati dalla sua natura sensuale e maliziosa, generò anche molti figli tra cui Armonia, Eros (l'amore) e Anteros (l'amore corrisposto).
Nel corso delle ere la Grande Dea è stata chiamata con mille nomi:

DAMONA (lett. "Vacca Divina", era per i galli la Dea della fertilità e della guarigione), DANU (in Irlanda era la nutrice di tutti gli Dei e progenitrice dei Túatha Dé Dánann, popolo di esseri semidivini), MORRIGHAN (o CAILLEA, Dea celtica del destino e della guerra: si trasformava in corvo o cornacchia per annunciare la vittoria o la disfatta delle parti), BRIGIT (dea celtica dell'amore, della fecondità, dei sentimenti e anche Dea della saggezza), CERRIDWEN (Signora assoluta della magia e della trasformazione; madre di Merlino o del bardo Taliesin), HATHOR (lett. "Tempio di Horo", in Egitto era la Dea eccelsa della musica, della danza, della poesia e dell'amore; raffigurata come una vacca immensa che rappresenta il cielo nell'atto di offrire generosamente il suo latte alle stelle), INANNA (Dea sumera dell'amore, della procreazione e della guerra, oggetto di particolare culto nella città di Uruk), ISHTAR (importantissima divinità babilonese, Dea della Luna, madre di Tammuz, la vegetazione di tutta la terra; era conosciuta come Attar in Mesopotamia, Attis in Etiopia, Athtar nell'Arabia Meridionale, Astar in Abissinia, Atargatis in Siria, Astarte in Grecia Astaroth nell'antica Palestina), FREYA (lett. "La Signora", una delle più alte divinità di Asgard, Dea dell'amore e della fertilità, da lei prende il nome il giorno del venerdì in inglese "friday"), ADITI (l'Infinità, nei Veda è la Dea madre di tutti gli dei, Devamatri, principio astratto della creazione primordiale), PRITHVI (nel pantheon indiano è la Dea della Terra, della Natura in tutte le sue forme, materiali e benefiche, Madre di tutti gli esseri e Dea dell'abbondanza), PARVATI ("Figlia della Montagna", adorata nella tradizione Hindu come Dea dell'Amore, della Bellezza, della Fecondità, sposa dell'onnipotente Dio Shiva), RHEA/ CIBELE, GEA/ GAIA, DEMETRA/CERERE, PERSEFONE o CORE/ PROSERPINA, ERA/ GIUNONE, ARTEMIDE/ DIANA, ATHENA/ MINERVA, ESTIA/ VESTA, ECATE (famose dee greche/ latine, rispettivamente la Madre degli dei, la Madre Terra, la Dea delle messi, la Dea dell'Oltretomba e della fruttificazione, la Dea del matrimonio, la Dea della caccia, la Dea dell'intelligenza, la Dea del focolare, la Dea dei regni sotterranei), ARIANRHOD (nella mitologia celtica era la Dea che presiedeva all'aurora, alle fasi lunari e per associazione a tutte le questioni femminili, aveva una connotazione fortemente sessuale), BRANWEN (Dea celtica "dai bianchi seni" che incarna la Madre Universale, dal culto molto diffuso in gallia), HOLLE (dea germanica), ISIDE (Dea egizia consorte di Osiride - lo resusciterà - rappresentata tra due colonne con il viso coperto da un velo: solo a chi merita di conoscere i suoi misteri svelerà il suo vero volto), MARIA, (la Madre di Dio nella persona di Gesù Cristo), SOPHIA (Dea della saggezza nella Cabala e nell'esoterismo cristiano) , LILITH (è la Luna nera dei popoli semiti, demone infernale e protettrice delle streghe), KALI (emanazione terribile e punitiva della dea DURGA, di norma misericordiosa e dotata di poteri infiniti, sposa del dio Shiva), ANAT (divinità sirio-palestinese bellicosa e sanguinaria ma anche apportatrice di vita), HEPATU (Dea ittita collegata al Sole), MA (Dea hurrita), ANAHITA (per i persiani Dea delle acque, della fecondità e della procreazione), AMATERASU (il vero nome è Ama-Terasou-Oho-Mi-kami, "la grande ed augusta dea che brilla in cielo", dea solare per eccellenza dello shintoismo giapponese), YEMANJA (Dea afro-brasiliana del mare, delle acque e della vita), OSHUN (Dea afro-brasiliana dell'amore e della bellezza), SHAKTI (nell'induismo "la Splendente", la divina energia femminile e il potere creativo per eccellenza; prende anche il nome di DURGA), SARASWATI (Dea indiana della conoscenza, delle belle arti, della sensualità), TARA (lett. "Stella", Madre di tutti i Buddha, Dea del karma nel Buddhismo tibetano, molto venerata nei suoi 22 aspetti), KUAN YIN (o Kwan Yin; Dea cinese della misericordia, della compassione e del perdono), PACHA MAMA (in Perù la Grande Madre Terra), TANIT (Dea fenicia-cartaginese dell'amore, della fertilità e della morte, chiamata anche Baalat "volto di Baal" e nota a Roma come Dea Caelestis, era Dea della Luna e consorte di BA'AL, Dio del Sole, a lei talvolta venivano offerti in sacrificio i figli primogeniti; nel mediterraneo sono luoghi a lei sacri Erice in Sicilia, Nora in Sardegna, l'isola di Ibiza, Pantelleria - con il cui vino Tanit fece innamorare Apollo - Tanit aveva al suo servizio giovanissime sacerdotesse che esercitavano la prostituzione sacra, il suo sigillo era un triangolo sormontato da una linea orizzontale e da un disco).

La Dea Madre (o Grande Madre) rappresenta dunque l'essenza della fertilità (che dispensa figli ed abbondanza), ed è la conoscitrice dei segreti dell'esistenza e della magia naturale. La Dea Madre è stata certamente molto venerata in tutte le epoche in cui ha prevalso la società matriarcale, ma in effetti non esiste epoca in cui la sua figura non abbia mantenuto un ruolo di rilievo (vedi oggi la grande importanza nel Cristianesimo del culto della Madonna). La donna è la sua rappresentazione formale ed umana, e grazie al legame privilegiato che ha con la Dea, ella da sempre custodisce i segreti della vita, della sessualità, della magia e della guarigione.

La Grande Madre ha sempre avuto una duplice o triplice rappresentazione: viene infatti identificata sia con la Luna Piena (amica, benedicente e generosa) che con la Luna Nuova (ostile, terrifica e distruttiva) oppure con la Terra (i regni umani e terreni), la Luna (i regni sopra-mondani e luminosi) e la Morte (i regni sub-terrenei e inferici).
Nei riti connessi alla Dea, infatti, viene venerata sia come simbolo della Natura positiva (da cui la fertilità, l'abbondanza dei raccolti e in generale la prosperità, la fertilità e il nutrimento) che del volto negativo della Natura (per prevenire le tempeste, la carestia e in generale la rovina, la morte, e la distruzione); molte antiche rappresentazioni della Dea Madre avevano il volto metà bianco e metà nero, ed ancora oggi in molti santuari cristiani vi sono rappresentazioni della Madonna o Vergine nera. Una componente importante dei riti connessi alla Dea è anche la sacra rappresentazione dell'unione fra la Dea Madre ed il Dio Padre, rappresentata dai sacerdoti e dalle sacerdotesse mediante un rituale d'accoppiamento tantrico (a simboleggiare lo Hiero Gamos, il matrimonio mistico delle due polarità divine).

Per approfondire:www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dee_Ishtar.htm
www.goddessmyths.com (collezione di immagini della Dea)


"Wicca"
di Davide Marrè
(Aradia Edizioni)



"Il Risveglio della Dea
Il potere sciamanico delle donne"

di Vicki Noble
(Tea Edizioni)



"La Sapienza della Dea"
di Dee Poth
(Psiche 2)


 

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