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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 158

"Le antiche scuole misteriche"

I nomi di Dioniso, Orfeo, Iside, Osiride, Demetra e di numerose altre figure mitologiche, sono accomunati dalla peculiare caratteristica di essere stati ispiratori dai culti misterici molto affini tra loro seppur separati da notevoli distanze spaziali e temporali (tali culti sono conosciuti oggi anche come "religioni misteriche").
Questi culti si differenziavano dalle religioni ufficiali in quanto erano praticati da gruppi ristretti (spesso appartenenti a classi subalterne, includenti anche donne e schiavi), prevedevano delle iniziazioni rituali, e professavano la dottrina della rinascita e della possibile conquista dell'immortalità per l'essere umano, non a caso erano in genere collegati al culto della terra e ai cicli della Natura.

I culti misterici erano strettamente di natura esoterica, cioè trattavano di tematiche occulte ai molti e riservate a pochi (gli iniziati) i quali erano tenuti al più rigoroso silenzio, come ci testimonia lo stesso significato etimologico sia del termine "misterico" che del termine "esoterico"; dal caleidoscopico "forum di Febo" (alla pagina www.iltempiodifebo.com/PNphpBB2-viewtopic-t-2966.html) leggiamo infatti che:

  • il termine misterico deriva dal greco Mystes ("Iniziato"), che, con ogni probabilità, deriva, a sua volta, dal verbo "myein", che significa "preservare la segretezza", tenendo occhi e bocca chiusi ;
  • esoterico proviene probabilmente dal termine greco "esoterikos", che eredita il suo significato dal verbo "eisoteo" (lett. far entrare), che da anche il senso di interno e segreto (dal verbo latino "secerno" che vuol dire mettere da parte, separare). Il verbo "eisoteo" (far entrare) presuppone già in sè anche la necessità dell'iniziazione, e cioè di aprire una porta e di offrire agli uomini la possibilità di penetrare l'interiore attraverso l'esteriore.

Culto osirideo (Osiride)
Nei santuari dei templi iniziatici egiziani - inaccessibili ai profani - si svolgeva il complesso rituale simboleggiante la morte e la risurrezione di Osiride (ucciso e smembrato dal fratello Seth e ricomposto e resuscitato dalla moglie Iside). L'iniziato si riproponeva di vincere la morte come Osiride (Dio solare), ed aprire gli occhi sulla Realtà immortale.

Culto isiaco (Iside)
Strettamente imparentati ai precedenti, i Misteri di Iside ebbero maggior diffusione nel bacino del Mediterraneo. Venivano festeggiati in parte pubblicamente e in parte in assoluto segreto: nei riti pubblici si rappresentava teatralmente la ricerca da parte di Iside dei resti del suo sposo Osiride, mentre nelle cerimonie segrete si eseguivano funzioni sacre, sacrifici, lavande rituali (precedute da pratiche di purificazione e castità) che portavano all'iniziazione vera, passata la quale all'iniziato veniva data una tonaca di lino nuova: la "veste della Dea".
Iside fu considerata la Sapienza personificata, dispensatrice delle conoscenze supreme, i suoi fedeli potevano dormire nei templi a lei dedicati e ricevere in sogno consigli di guarigione e di vita. Per la dea, oltre a sacerdoti di sesso maschile dal cranio rasato (simbolo di sottomissione), celebravano i riti due ordini di sacerdotesse, le vergini e quelle che praticavano la prostituzione sacra.
Famosa è l'iscrizione del suo tempio a Sais: "Io sono ciò che fu, è, o sarà, e nessun mortale ha ancora sollevato il mio velo".
Apuleio nell'Asino d'Oro descrive la sua iniziazione per bocca del protagonista Lucio: "Mi avvicinai ai limiti del trapasso, calpestai la soglia di Proserpina (la morte), e ne ritornai passando attraverso tutti gli elementi; nel mezzo della notte, vidi il sole brillare del suo meraviglioso splendore; mi avvicinai agli dei infernali, agli dei celesti; li contemplai viso a viso; li adorai da vicino".

Culto dionisiaco (Dioniso)
Dioniso (Bacco per i latini) è una divinità enigmatica che ha anche degli aspetti terrifici e crudeli (come lo Shiva indiano); il suo culto è certamente una delle più antiche religioni misteriche della Grecia.
Nei riti dionisiaci vi era un corteo, tìaso, costituito da sole donne (le baccanti) che percorrevano le campagne scuotendo i capelli, urlando e danzando, accompagnate dalla forte musica di timbali, cembali e flauti, il tutto terminava con un sacrificio cruento o una cerimonia orgiastica. Dioniso divenne patrono della bella vita e dell'eterna ebbrezza così come della musica, del teatro, delle arti visive, delle feste e dei banchetti. Ciò che si promette all'iniziato è la beatitudine ultraterrena, i riti sviluppavano una fusione col dio mediante la trance; come nello Shivaismo il fallo è qui simbolo divino.
Analoghi ai misteri dionisiaci erano quelli di Sabazio e della sua compagna Anaitis, con rituali simili a quello di Attis e Cibele.

Misteri eleusini (Demetra)
I Misteri di Eleusi (città presso Atene dove erano svolte le cerimonie) erano consacrati al mito di Demetra e Kore (ved. incontro n° 159); avevano una dimensione istituzionalizzata e ufficiale. Nei misteri si celebrava la rappresentazione di un matrimonio sacro tra la vergine del grano Persefone (Kore) ed il dio degli inferi Plutone o Ade. Si distinguevano i "piccoli" e i "grandi" misteri, a cui corrispondevano due classi di iniziati: i mystai e gli epòptai.

Culti orfici - Orfismo (Orfeo)
I Misteri Orfici avevano la peculiarità di un impianto dottrinale accurato e approfondito, con una precisa cosmogonia che somiglia molto a quella egizia o indiana, e da cui attingerà anche Platone.
La leggenda di Orfeo, cantore tracio in grado di incantare gli animali e persino le piante e le rocce, si incentra sulla sua discesa agli inferi per recuperare la mogie Euridice e sulla sua morte per smembramento ad opera delle baccanti (ripercorrendo così la morte di Dioniso Zagreo, smembrato dai Titani ).
Nella cosmogonia orfica si parla della Notte che produce l'Uovo del mondo, le cui due metà formano il Cielo e la Terra, e si considera l'anima umana rinchiusa nel corpo come in una prigione, trasmigrante continuamente da un essere all'altro in un ciclo senza fine che solo l'iniziazione può spezzare. Il Pitagorismo (paragonato alla moderna Massoneria) sarà strettamente imparentato con l'Orfismo. Profeta del Neo-orfismo ed il Neo-pitagorismo fu invece il misterioso Apollonio di Tiana, sorta di conte di Saint-Germain greco.

Culto di Cibele e Attis
Cibele era una divinità di origine anatolica, diffusasi poi in tutta l'Ellade, che rappresentava la Grande Madre generatrice dell'intero Universo (in Grecia venne assimilata a Rea, moglie di Crono).
Al centro delle cerimonie sacre vi era la sacra rappresentazione del consorte di Cibele, il giovane dio Attis, che prima moriva (per evirazione) e poi veniva fatto risorgere. I riti iniziavano con sette giorni di digiuno e poi aveva luogo una processione nella quale veniva portato a spalle un pino tagliato fresco, simboleggiante Attis. Dopo un giorno di lamentazioni per il dio defunto, seguiva un rito in cui sacerdoti e giovani iniziandi si laceravano le vesti e si straziavano le carni, dopo aver danzato sfrenatamente a ritmo di tamburi.
Al culmine del rito una voce roboante esclamava: "Gioite, o iniziati, perchè il dio è stato salvato, e noi pure! Dopo tanti travagli troveremo la salvezza!"

Culto mitraico (Mithra)
La religione di Mithra - Dio della Luce celeste - ha origine iraniana ed è strettamente legato allo Zoroastrismo; venne importata nell'Impero Romano dai legionari romani in virtù del valore conferito al coraggio militare, e fu uno dei maggior rivali del Cristianesimo.
Il culto si celebrava in santuari sotterranei, per lo più grotte, e gli iniziati erano distinti in sette gradi - Corvo (corax); Occulto (cryptius); Soldato (miles); Leone (leo); Persiano (perses); Corridore del Sole (heliodromus); Padre (pater) - e dovevano subire prove di grande severità a cui le donne non erano ammesse (si dice vi fossero 80 punizioni da cui l'iniziando era tenuto a passare...).
La preghiera a Mithra era così formulata: "Salute a te, Signore, padrone dell'acqua, salute a te, sovrano della terra, principe dello spirito! Signore, ritornato alla vita, passo in questa esaltazione, e in questa esaltazione muoio; nato al nascimento che dà la vita, sono liberato nella morte e passo nella via da te ordinata, secondo la legge che tu hai stabilito e il sacramento che hai istituito".




"Inni alla Dea Madre"
di Arthur Avalon
(Mediterranee Edizioni)



"Dioniso e le Donne"
di Leda Bearnè
(Edizioni della Terra di Mezzo)



"La Via di Iside"
di Ada Pavan Russo
(Sassoscritto Editore)


 

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