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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 170

"La Quarta Via"

"In verità, soltanto l'uomo che possieda i quattro corpi completamente sviluppati può essere chiamato Uomo nel pieno senso della parola. Così, l'uomo compiuto possiede numerose proprietà che l'uomo ordinario non possiede. Una di queste proprietà è l'immortalità. Tutte le religioni e tutti gli insegnamenti antichi contengono l'idea che con l'acquisizione del quarto corpo l'uomo acquista l'immortalità; e tutte indicano delle vie per acquisire il quarto corpo, ossia l'immortalità." George Ivanovich Gurdjieff

Il termine "Quarta Via" è stato introdotto dalla straordinaria personalità di George Ivanovich Gurdjieff ed indica una nuova modalità di crescita e realizzazione spirituale al di là delle tre tradizionali (la via del Fachiro, la via del Monaco, la via dello Yogi); è una via che - contrariamente alle prime - non richiede la rinuncia alle normali condizioni di vita e l'abbandono di famiglia e società.

Secondo l'insegnamento di Gurdjieff (nato ad Alessandropoli, sul confine tra Russia e Turchia, intorno al 1870), insegnamento ripreso e diffuso in Occidente dal suo allievo Peter Ouspensky, non può esserci sviluppo globale dell'essere senza percorrere una delle seguenti vie di realizzazione:

1) Via del Fachiro. E' la via di chi lotta contro i limiti del corpo fisico, attraverso prove dure, estenuanti e di terribile sofferenza (stare in piedi immobili nella medesima posizione per mesi o anni; oppure sedersi con le braccia tese, su un sasso nudo in qualsiasi condizione climatica; o ancora tenere le gambe nude in un formicaio, ecc...) ed arriva così a sviluppare uno straordinario potere di volontà sul fisico, il primo corpo.

2) Via del Monaco. E' la via della fede, del sentimento religioso e del sacrificio. E' una Via molto lunga di lavoro su di sé incentrato però per lo più sul secondo corpo, quello legato ad emozioni e sentimenti, sottomettendo tutto ad un'unica emozione devozionale (la Fede).

3) Via dello Yogi. E' la via della conoscenza e dello sviluppo dell'intelletto, il terzo corpo, e che deve però essere completata dal lavoro sul fisico e sulle emozioni (sebbene si abbia l'indubbio vantaggio di aver molto chiara la propria posizione e di sapere ciò che manca per la completezza e dunque quale direzione seguire).

La Quarta Via (4) non possiede una forma definita e dottrinale e molti negano addirittura la sua esistenza; il fulcro di tutto il lavoro sta nella richiesta di comprensione che si chiede all'adepto, in quanto tutto deve essere compreso e verificato, senza alcuna accettazione fideistica.
Sebbene non richieda di abbandonare le usuali situazioni di vita ordinaria necessita comunque di una precisa preparazione e di eliminare dal quotidiano tutte quelle condizioni che renderebbero il lavoro impossibile Il metodo del lavoro sta nella simultanea attenzione a tutti gli aspetti dell'essere (mentre si lavora sul corpo fisico, bisogna lavorare simultaneamente sul pensiero e sulle emozioni; lavorando sul pensiero, bisogna lavorare sul corpo fisico e sulle emozioni; mentre si lavora sulle emozioni, occorre lavorare sul pensiero e sul corpo fisico); ogni aderente a questa via deve fare solo ciò che gli è necessario e nulla che sia per lui inutile (si viene così ad eliminare tutto il superfluo che nelle altre vie si è mantenuto per tradizione). Gurdjieff definisce la quarta via come la via dell'uomo astuto, di colui cioè che conosce un segreto che gli altri non conoscono ("In che modo 'l'uomo astuto' abbia appreso questo segreto, non si sa. Forse l'ha trovato in qualche vecchio libro, forse l'ha ereditato, forse l'ha comperato, forse l'ha rubato a qualcuno. Fa lo stesso. L'uomo astuto conosce il segreto, e con il suo aiuto supera il fachiro, il monaco, lo yogi").
Nella personalità anticonformista e rivoluzionaria di Gurdjieff è possibile ravvisare delle similitudini attitudinali con IJP Appel Guéry, non a caso entrambi hanno operato per trasmettere delle conoscenze fuori dall'ordinario e con metodiche anch'esse del tutto extra-ordinarie, non di rado provocatorie nei confronti di chi si ostina a mantenere degli schemi di pensiero orizzontali e limitanti, sconnessi da un piano di verità superiore.

Le linee del lavoro secondo Gurdjieff sono tre: 1) Lavoro per e su se stessi; 2) Lavoro con e per gli altri; 3) Lavoro per l'idea del lavoro stesso.
La prima linea di lavoro utilizza come strumenti i movimenti ritmici e le Danze Sacre, dove si richiede lo sforzo di separare l'attenzione e di ricordarsi di sé, operando spesso in contemporanea movimenti contrastanti tra loro. All'inizio è importante non fare alcun tentativo di cambiamento, ma solo osservarsi ed accettarsi, si potranno così cogliere i meccanicismi del proprio modo di essere sul piano fisico, emotivo e mentale fino a che sarà possibile conoscere istanti di pieno "ricordo di sé". Associati alla musica i movimenti permettono il lavoro, in contemporanea, del centro emotivo (stimolato dalla musica stessa), del centro intellettuale (che deve tenere il conto dei movimenti) e del centro motorio-istintuale (che deve lottare contro tutte le inclinazioni fisiche personali).

La seconda linea di lavoro aiuta a diventare consapevoli del proprio modo di rapportarsi agli altri; si basa sull'osservazione degli schemi delle proprie reazioni emotive e sulla necessità della non espressione esterna delle emozioni negative (mantenendone però l'osservazione interna) che innesca una dura lotta tra essenza e personalità, fino al graduale crollo degli schemi emotivi meccanici della personalità. In questa seconda linea vige la regola della collaborazione tra i membri del gruppo nei vari tipi di lavoro fisico, artigianale, artistico che il gruppo stesso intraprende.
Con la terza linea di lavoro si sviluppa la crescita o l'acquisizione personale mediante il servizio disinteressato; qui l'iniziativa personale è consentita e incoraggiata.

Un altro cardine importante degli insegnamenti gurdjieffiani è la Legge delle Ottave (o Legge del Sette), che descrive il modo in cui gli eventi naturali si sviluppano ed evolvono (dal meccanicismo alla consapevolezza) oppure il modo in cui involvono e decadono. Questa legge è rappresentata nella scala musicale (e nell'enneagramma) ed ogni nota corrisponde ad un evento nella sequenza naturale; esistono due soluzioni di continuità tra Mi-Fa e tra Si-Do - poiché mancano i semitoni - e ciò può determinare un'interruzione o una deviazione, a meno che non arrivi uno shock dall'esterno dell'ottava stessa: si definisce infatti "shock gurdjieffiano" un evento imprevisto, improvviso ed acuto che ci lascia da una parte esterrefatti ed in difficoltà, ma al contempo ci dona la possibilità di un salto di consapevolezza.
INTERVALLO MI-FA: è il primo intervallo in un'ottava ascendente; può ad es. essere rappresentativo del lasso di tempo che intercorre tra la preparazione di un progetto e la sua effettiva messa in pratica; normalmente questo intervallo si supera con più facilità di quello Si/ Do.
INTERVALLO SI-DO: è l'intervallo alla fine di un'ottava ascendente e può ad esempio essere rappresentativo della lotta necessaria per portare a termine un progetto e per completare tutte le questioni lasciate in sospeso quando si vuole chiudere un ciclo di attività.
Gurdjieff ricorre spesso a simbologie numerologiche per descrivere la realtà, ad es. l'universo viene descritto come composto da piani successivi ciascuno includente i livelli soggiacenti: dall'Assoluto esiste quindi un raggio di Creazione che finisce nel piano della Terra e della Luna e che è suddivisibile nei livelli 3, 6, 12, 24, 48, 96, i quali riflettono l'aumentare della complessità e della meccanicità dell'esistenza (il Mondo 96 è il livello della falsa personalitá; il Mondo 48 della vera personalitá; il Mondo 24 dell'essenza; il Mondo 12 del centro emozionale superiore; il Mondo 6 del centro mentale superiore).

"Voi non vi rendete conto della vostra situazione. Siete in prigione e tutto ciò che potete desiderare è di evadere. Ma come evadere? Occorre perforare un muro, scavare una galleria. Un uomo solo non può fare niente, ma supponete che siano dieci o venti e che lavorino a turno; assistendosi l'uno l'altro, possono scavare la galleria ed vadere. Inoltre nessuno può fuggire dalla prigione senza l'aiuto di coloro che sono già fuggiti."

Per approfondire www.riflessioni.it/enciclopedia/gurdjieff.htm - www.quartavia.org


"La Quarta Via"
di P.D. Ouspensky
(Astrolabio Edizioni)



"Speciale Gurdjieff n° 1 - 2010"
di Herbert Roberts
(La Teca)



"Il Ricordo di sé"
di Robert Earl Burton
(Astrolabio Edizioni)


 

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