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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 171

"La Via del Buddha"

Il Principe Gautama Siddharta ("colui che ha raggiunto lo scopo"), nato nel 563. a.C. a Kapilavastu (Nepal) e conosciuto come il Buddha ("Il Risvegliato"), è il fondatore di una delle più grandi religioni e filosofie del mondo: il Buddhismo.
Gautama nasce in una ricca famiglia Sakya, cioè della stirpe guerriera dominante (da cui l'appellativo datogli successivamente: Sakyamuni cioè "asceta dei Sakya"), ed è figlio di un raja (re). Sua madre Maya muore sette giorni dopo averlo partorito e viene allevato dal padre nel più grande sfarzo. A 16 anni sposa sua cugina Yasodhara e dalla loro unione nasce Rahula (legame). Gautama non sembra apprezzare la vacuità della vita di corte e la leggenda narra che - passeggiando fuori dal palazzo - un giorno Gautama si imbatte in un vecchio sofferente, in un ammalato, un morto ed infine in un eremita, scosso dal dolore presente nel mondo decide di abbandonare del tutto il lusso di palazzo e di cercare la risposta al senso dell'esistenza. Nella "notte della grande rinuncia" Gautama ha 29 anni, si rade il capo e con indosso la veste gialla dell'asceta itinerante abbandona la sua vecchia vita.

La sua ricerca lo porta inizialmente a seguire per un anno due famosi brahmani maestri di yoga e poi per sei anni a seguire una rigidissima ascesi (cibandosi di un chicco di riso o sesamo al giorno) sotto l'insegnamento di cinque grandi asceti. In nessuno modo sente di poter arrivare alla saggezza così decide di seguire la "strada di mezzo" o "via intermedia" tra il godimento sfrenato dell'infanzia e la rinunicia totale alla vita. A 35 anni, dopo quarantanove giorni di meditazione nella posizione del loto, sotto un albero di fico, in una notte di luna piena del mese di maggio, raggiunge l'illuminazione, attraversandone i suoi quattro stadi: concentrazione, lievità dell'anima, abbandono, imperturbabilità assoluta non offuscata da gioia o dolore.

A seguito della sua esperienza di Risveglio comprende le "Quattro Nobili Verità":
1) non può esservi esistenza senza dolore ("Questa, o monaci, la nobile verità sul dolore. La nascita è dolore, la malattia è dolore, la vecchiaia è dolore, la morte è dolore, l'unione con ciò che non si ama è dolore, la separazione da ciò che si ama è dolore. Dolore è non ottenere ciò che si desidera. I cinque legami - skhanda - sono dolore")
2) la causa del dolore è il desiderio ("Questa, o monaci, la nobile verità sull'origine del dolore. La bramosia che si rinnova ad ogni rinascita, la ricerca del piacere nelle cose terrene e l'avidità, la bramosia del divenire e dell'essere, la bramosia dell'impermanenza")
3) l'eliminazione del desiderio porta la cessazione del dolore ("Questa, o monaci, la nobile verità sulla cessazione del dolore. L'eliminazione della bramosia attraverso l'annullamento dei desideri, la rinuncia totale al desiderio, il distacco assoluto da tutto ciò che si desidera")
4) esiste la via che conduce ad eliminare il desiderio e dunque ad estinguere il dolore ("Questa, o monaci, la nobile verità sulla cessazione del dolore: il nobile Ottuplice Sentiero").

Inizialmente il Buddha ha dei dubbi sull'opportunità di rivelare agli uomini, così schiavi dei loro desideri, la sua visione della Verità, poi decide di trasmetterla e pronuncia il celebre discorso di Benares annunciando le "Quattro Nobili Verità" ed insegnando la "Via di Mezzo" (tale sermone è conosciuto come "discorso sulla messa in moto della ruota della legge"). I suoi primi discepoli a chiedere i voti monastici sono proprio i cinque asceti di cui lui era stato allievo.
Attraverso questa intera esperienza nascono i 3 gioielli del Buddhismo: il Buddha, il Dharma (la Legge) e il Sanga (la comunità monastica).

L'Ottuplice Sentiero proposta dal Buddha comprende otto fattori necessari al conseguimento della liberazione dal samsara:
1. la Retta Comprensione (o Retta Visione), implica l'incondizionata adesione alle Quattro Verità;
2. la Retta Risoluzione, è l'impegno a tenere lontano da sé ogni desiderio, odio o malizia;
3. la Retta Parola, comprende l'astensione dalle menzogne e dalle calunnie;
4. la Retta Azione, è il rispetto dei 5 precetti: non uccidere alcun essere vivente, non rubare, non abbandonarsi alla lussuria, non mentire o ingannare, non fare uso di sostanze inebrianti;
5. il Retto Sostentamento, riguarda l'esercizio di attività che non contemplino il commercio di carne, alcol, droghe o esseri viventi o di armi;
6. il Retto Sforzo, cioè la volontà di incrementare le qualità buone e di scacciare tutti i moti funesti dell'animo;
7. il Retto Ricordo (o Retta Concentrazione), dominio di sé, delle proprie sensazioni e del proprio pensare;
8. la Retta Meditazione, cioè il completo raccoglimento della mente attraverso gli esercizi spirituali.

Dopo l'illuminazione il Buddha percorre per oltre quarant'anni il Nord dell'India insegnando il suo messaggio salvifico; muore ad 80 anni, circondato dai suoi seguaci e con accanto il suo discepolo prediletto Ananda. Le sue ultime parole sono: "Monaci, vi dico, tutto trascorre e perisce. Ma il vostro compito è di cercare la verità e mirare alla salvezza eterna!".


Le principali scuole buddhiste attuali sono: 1) l'Hinayana o "Piccolo Veicolo" o "Scuola del Sud", comprende la scuola Theravada che reclama la maggiore adesione all'insegnamento originale, è strettamente legato all'ordine monastico, 2) il Mahayana o "Grande Veicolo" o "Scuola del Nord" in cui il Buddha è divinizzato in cui l'ideale supremo è il Bodhisattva animato dalla "compassione" (maha-karuna) verso tutti gli esseri viventi; 3) Vajrayana, o "Veicolo del Diamante", la forma più esoterica del Buddhismo, trasmessa da maestro a discepolo e sviluppatosi soprattutto in Tibet, conferisce particolare importanza ai mantra e si basa su pratiche tantriche segrete, nel Vajrayana esiste un cospicuo pantheon di Buddha e Bodhisattva, anche femminili, verso cui si cerca l'immedesimazione.


"Buddhismo Esoterico"
di A. P. Sinnett
(Edizioni Teosofiche Italiane)



"Il Buddhismo Tibetano"
di John Powers
(Astrolabio Edizioni)



"Buddha
Storia di un'illuminazione"

di Deepak Chopra
(Sperling & Kupfer)


 

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