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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 177

"La Ricerca del Graal"

La leggenda del Graal racchiude in sé una tale aura di sacralità, misticismo e mistero che continua a suscitare un rinnovato interesse nonostante il passare dei secoli; il Graal (lett. coppa, tazza o vaso, dal latino gradalis) è tradizionalmente la coppa in cui Giuseppe d'Arimatea raccolse il sangue di Gesù, ma essendo un simbolo di rinascita alla vita eterna e di immortalità è stato assimilato a molti oggetti differenti:
per gli alchimisti rappresenta la Vera Conoscenza e dunque la Pietra Filosofale (Lapis Philosophorum) o l'Elisir di lunga vita; per Renè Guenon e Julius Evola rappresenta il Cuore di Cristo, simbolo della Religione Primordiale di Agharti (o Agharta); per il tedesco Wolfram Von Eschenbach (autore del poema Parzival, 1210 ca) è uno smeraldo purissimo detto lapis exillis - interpretato come "lapis ex coelis", pietra caduta dal cielo - che stava sulla fronte di Lucifero; per altri è in realtà un libro sacro scritto dal Cristo le cui verità non possono essere pronunciate da lingua mortale senza sconvolgere tutti i quattro elementi; per lo studioso Alfred Weisen Graal è la contrazione di "Gross Aal" (Grande Tempio), una zona della Gorge de Verdon delimitata da disegni tracciati sul terreno raffiguranti uno zodiaco di 15 km di diametro; ed ancora... il Graal è stato assimilato ad un recipiente dispensatore di cibo e di felicità (simile alla Cornucopia dei Greci e dei Romani) o alla coppa della vita dei Celti, il "Calderone di Dagda" (portato nell'universo fisico dai Tuatha De Danaan) ed anche ad una stirpe di sangue regale (San Graal = Sang Real) che origina da Gesù, che passa attraverso i Re Merovingi e che si trasmette oggi grazie al Priorato di Sion, una società iniziatica organizzata come governo occulto con grande influenza sui governi ufficiali. Lo scopo del Priorato sarebbe quello di ripristinare un governo mondiale di saggi, ma in effetti i suoi membri attuali sarebbero per lo più corrotti; le misteriose carte rinvenute nel 1892 dal parroco Saunière (*) a Rennes-Le-Chateau descriverebbero questo governo occulto o Sinarchia.

Il Graal arturiano fu descritto per la prima volta da Chretien de Troyes in "Perceval le Gallois ou le Compte du Graal" (1190 ca) e precisato nelle sue caratteristiche da Robert de Boron nel suo"Joseph d'Arimathie ou Le Roman de l'Estoire dou Sant Graal" (1202 ca), la sua ricerca nasce dalla necessità di annullare il Wasteland (lo stato di Terra desolata, una carestia fisica e spirituale) insorto dopo che il Re Magagnato di Britannia (Maimed King) è stato colpito nei genitali dalla Lancia di Longino impugnata da Balin il Selvaggio (a simboleggiare l'imbarbarimento del paese). Il Graal era stato affidato da Giuseppe d'Arimatea al Re Pescatore ma di lui si erano perse completamente le tracce, il Graal verrà infine ritrovato da Galahad, Parsifal e Bors, e riportato dai primi due nel suo luogo d'origine, in Terra Santa (o nel Regno di Prete Gianni).

Nel libro "Le strade di un tempo - Memorie di un Essendo vol. 2" Anne e Daniel Meurois-Givaudan tracciano per noi la storia del Graal attraverso le letture degli Annali dell'Akasha: Gesù attorno ai 14 anni, dopo la sua formazione presso gli Esseni del Monte Carmelo, sente la necessità di recarsi in un'isola detta "Ei A Wallach" (Avalon - L'Isola dei Meli - creata dai Signori delle Stelle Elohim), dove si trovano le vestigia di un popolo antichissimo che visse secondo il modello delle leggi dell'Uno. Tale luogo, carico di energia sacra, gli permette di attingere alle fonti del suo passato, in quanto nella roccia è preservata una spada di Luce che Lui stesso forgiò quindicimila anni prima per combattere le forze dell'ombra presenti sul pianeta. Con l'incarnazione attuale Gesù offre un dono ulteriore: il Graal, che è effettivamente una coppa di pietra contenente il suo sangue, e dunque dotato di un enorme potere rigenerativo, non tanto destinato agli uomini quanto alla Madre Terra (e da essa custodito ancora oggi).
Da "Ei A Wallach" origina un "figlio delle vene della Terra", re di una tribù di guerrieri convertito all'Amore Cristico, che sotto il suggerimento di Giuseppe di Arimatea costituisce una fratellanza sacerdotale di guerrieri che doveva fungere da ponte tra la luce rivelata del Maestro e la pesantezza della Terra, tale fratellanza prende l'abitudine a riunirsi regolarmente attorno ad una tavola di pietra quadrata che un giorno sarebbe dovuta diventare circolare a simbolo della perfezione dei cicli cosmici. Tale fratellanza, composta inizialmente da più di 40 persone, rimane infine composta da soli 12 iniziati (incluso il re) non toccati dal desiderio di potere o dall'orgoglio, un posto verrà lasciato vacante - il tredicesimo - destinato ad un individuo il cui cuore sarebbe dovuto essere analogo alla purezza della coppa che Giuseppe custodiva sempre con sé...
Effettivamente dalle letture dell'Akasha emerge anche una discendenza regnante - da cui origina la Dinastia Merovingia - nata in Gallia (l'antica Terra di Kal) dalla confluenza tra la stirpe di Benjamin e la discendenza di Marcus, la prima una comunità ebraica e la seconda nata dall'unione di capi gallici convertiti ed uniti da Marcus - noto oggi come San Trofimo. Tale dinastia avrebbe dovuto preservare gli insegnamenti del Maestro, ma si sa bene che gli esseri umani sono facili alla caduta...

La localizzazione attuale del Graal è oggetto di disquisizioni infinite, si dice che si possa trovare in molti luoghi tra i quali citiamo:

1) Castello di Gisors in Francia (castello dei Templari, i quali - si dice - avevano ereditato dalla Setta degli Assassini, un gruppo iniziatico ismailita, il Bafometto da loro venerato che altro non sarebbe che il Graal) - 2) Castel del Monte (costruito dal saggio Imperatore Federico II Hohenstaufen, che avrebbe ricevuto dai Sufi, tramite i cavalieri Teutonici, la preziosa reliquia) - 3) Takht-I-Sulaiman (in Iran principale centro del culto di Zoroastro sorprendentemente simile alla descrizione del Castello del Graal data da Wolfram Von Eschenbach) - 4) Castello di Montségur (in Francia, in cui furono sterminati i Catari e gli Albigesi, eredi delle dottrine di Zoroastro con i Manichei - qui Hitler fece fare delle ricerche inerenti al Graal) - 5) Glastonbury in Inghilterra (luogo sacro sia per la tradizione celtica che per quella cristiana) - 6) Torino (ivi giunto assieme alla Sacra Sindone) - 7) Bari (nell'attuale Basilica di San Nicola, dove dei cavalieri dissimulati sotto le spoglie di mercanti avrebbero portato dalla Turchia - oltre alla spoglie del santo - anche il Graal, nell'ambito di una missione segreta assegnatagli da Papa Gregorio VII).


(*) Bérenger Saunière viene nominato parroco di Rennes-le-Chateau il 1° giugno 1885 (borgo incluso in un antico percorso di pellegrinaggio che portava a Santiago de Compostela dall'Europa Settentrionale). Durante dei lavori di restauro scopre 4 pergamene nascoste in un pilastro cavo ed una in particolare sembra nascondere un messaggio cifrato. Le pergamene vengono portate alle autorità ecclesiastiche di Parigi e durante il soggiorno nella capitale Saunière visita spesso il Louvre studiando sempre i soliti tre quadri, di cui acquista delle riproduzioni (pare che uno fosse un ritratto di Celestino V, un altro un'opera di David Teniers e il terzo l'opera di Nicolas Poussin "Les bergers d'Arcadie" che raffigura tre pastori e una pastora, in primo piano, radunati intorno ad una grande tomba con l'incisione "ET IN ARCADIA EGO"). Tornato a Rennes-le-Chateau, Saunière continua i restauri e si dedica anche a strane attività (studio di sepolcri, trattative con banche europee, corrispondenze misteriose con Francia, Austria, Italia, Germania e Svizzera); alla sua morte Saunière aveva potuto realizzare a sue spese importanti opere pubbliche del paese e la completa restaurazione della cappella (con decorazioni a volte enigmatiche, quali l'iscrizione apposta all'ingresso: TERRIBILIS EST LOCUS ISTE) sostenendo un impegno economico corrispondente ad oltre di 30 miliardi di lire!
Il mistero di Rennes-le-Chateau rimane strettamente legato ai segreti dei Templari e alla leggenda del Graal - con i primi intrecciata - e ad una forma di tesoro (materiale e spirituale) ivi nascosto. Si dice che il parroco chiamato in letto di morte fu sconvolto da ciò che udì da Saunière e non gli somministrò l'estrema unzione.


"Il Santo Graal
Un Enigma millenario"

di Jean Markale
(L'Età dell'Acquario Edizioni)



"I Templari e il Graal"
di Karen Ralls
(Mediterranee Edizioni)



"La Via del Sacro Graal"
di Monika Hauf
(Arkeios Edizioni)


 

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