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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 185

"Il richiamo di Atlantide"

Il continente perduto di Atlantide è uno dei pochi misteri della storia del pianeta che continua incessantemente ad alimentare l'immaginazione e la curiosità umana su vastissima scala, migliaia di opere sono state scritte su di esso, sia di studio e ricerca che di fantasia, e la televisione ed il cinema hanno ampiamente sfruttato il filone atlantideo (è di quest'anno - 2005 - l'edizione italiana di Stargate Atlantis, spin-off della celebre serie tv Stargate SG1, cioè una derivazione tematica della serie principale, che ha proprio per tema il ritrovamento della "vera" Atlantide in un'altra galassia...); nella nostra visione gran parte dell'umanità attuale ha vissuto in Atlantide ed è molto importante secondo noi cercare di recuperarne coscienza e memoria.
All'origine della maggior parte delle storie su Atlantide sta la descrizione che ne fa Platone nei "Dialoghi" Timeo e Crizia (340 a.C. circa), dove ci viene narrato il racconto di un Sacerdote di Iside al legislatore greco Solone, in merito ad un civiltà molto evoluta esistita millenni prima al di là delle colonne d'Ercole, una civiltà al cui confronto quella greca appare come un popolo appena fanciullo. La narrazione platonica avviene per bocca di Crizia, uno degli oligarchi di Atene e zio materno dello stesso Platone (in quanto l'incontro tra Solone e il sacerdote egizio risalirebbe a circa un secolo prima); Atlantide è descritta come un'isola rettangolare di circa 540 x 360 chilometri, circondata su tre lati da montagne che la proteggono dai venti freddi e aperta a sud sul mare.

Colma di territori fertili e di sorgenti d'acqua, Atlantide è provvista anche di un complesso sistema artificiale di canali di irrigazione ed è inoltre ricca di molte specie di animali domestici e selvatici e sono presenti numerosi metalli e minerali preziosi.

"Al di là di quello stretto di mare chiamato Le Colonne d'Ercole, si trovava allora un'isola più grande della Libia e dell'Asia messe insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole, e da queste isole alla terraferma di fronte (...). In quell'isola chiamata Atlantide v'era un regno che dominava non solo tutta l'isola, ma anche molte altre isole nonché alcune regioni del continente al di là: il suo potere si spingeva, inoltre, al di qua delle Colonne d'Ercole; includendo la Libia, l'Egitto e altre regioni dell'Europa fino alla Tirrenia".

Sull'isola di Atlantide si celebra il culto di Poseidone (a cui l'isola è stata assegnata nella spartizione delle terre tra gli dei olimpici) e al centro della città sorge ricco e maestoso il suo tempio, dove viene effettuato il sacrificio rituale dei tori. La città principale, Atlantide, sorge sulla costa meridionale ed è protetta da una triplice cerchia di acqua e di terra. Grazie alla sua ricchezza e al progresso tecnico l'isola ospita un potente impero diviso in dieci stati confederati, ciascuno retto da un re discendente di Poseidone; lo stato sovrano comprende la città di Atlantide ed è suddiviso a sua volta in sessantamila distretti. Con il tempo - narra Crizia - la stirpe divina e virtuosa degli atlantidei viene a deteriorasi e la bramosia di potere li porta ad invadere le civiltà vicine e l'intera area mediterranea, dove però vengono fermati dagli antichi ateniesi, discendenti della dea Minerva; verso la fine della guerra un grande cataclisma devasta il pianeta ed Atlantide viene inghiottita dalle acque in un giorno e una notte.

"Quando l'elemento divino, mescolato con la natura mortale, si estinse in loro, il carattere umano prevalse, allora degenerarono, e mentre a quelli che erano in grado di vedere apparvero turpi, agli occhi di quelli che sono inetti a scorgere qual genere di vita conferisca davvero la felicità, apparvero bellissimi, gonfi come erano di avidità e potenza."

La presenza di una terra al di là delle colonne d'Ercole era già stata citata da Omero nell'Odissea (definendola Cymmeria), inoltre Erodoto cita il popolo degli Atalanti ("che non mangiano alcun essere animato" e "non sognano mai"), ma in effetti la leggenda che più richiama la narrazione platonica viene dagli indigeni messicani, nel loro mito delle origini si parla di un isola denominata Aztlan e situata nell'Oceano Atlantico che si inabissò nel mare e da cui discendono gli Aztechi, lett. "Abitanti di Aztlan" ("Gli Uexotzincas, i Xochimilacas, i Cuitlahuacas, i Matlatzincas, i Malincalas abbandonarono Aztlan e vagarono senza meta...").
A provare la possibile esistenza di Atlantide stanno le molte analogie tra la civiltà dell'antico Egitto e quelle dell'America Centrale: costruzioni piramidali, imbalsamazione, anno diviso in 365 giorni, leggende, affinità linguistiche; studiando queste analogie vari studiosi hanno contribuito a ridestare il mito di Atlantide in epoca moderna (l'abate francese Charles-Etienne Brasseur, l'americano Ignatius Donnelly - che nel 1882 pubblica la prima opera veramente popolare sull'argomento: Atlantis, the Antediluvian World - il medico francese Augustus Le Plongeon - che conduce ricerche archeologiche tra le rovine Maya nello Yucatan, ecc...). Molteplici sono anche le collocazioni "alternative" assegnate ad Atlantide: al largo della Cornovaglia in corrispondenza della mitica città di Lyonesse, in Brasile, Nord America, Ceylon, Mongolia, Sud Africa, Malta, Palestina, Prussia Orientale, Creta, Santorini (teoria accolta da studiosi tradizionali) ed anche in Antartide.

Secondo gli insegnamenti teosofici circa quattro milioni di anni fa compaiono in Atlantide i primi rappresentanti della Quarta Razza Madre, evolutisi dai Lemuriani, il continente che li ospita subisce nel tempo molti cataclismi e quello descritto da Platone non è che l'ultimo in ordine cronologico; le principali mutazioni epocali avvengono circa 800.000 anni fa, poi 200.000 anni fa (dopo questo cataclisma restano due grosse isole, Ruta e Daitya, che sono raffigurate nella mappa in alto), quindi 80.000 anni fa (rimane solo una parte di Ruta, l'isola di Poseidon che è quella citata nel Timeo e Crizia) ed infine nel 9564 a.C. con il quale abbiamo il definitivo inabissamento del continente. L'esistenza di più cataclismi tipo "diluvio universale" è citata anche dal Sacerdote che parla a Solone ("Ci fu infatti una sola notte di pioggia, in cui piovve più di quanto la terra potesse sopportare, che l'ha liquefatta tutt'intorno e resa oggi terribilmente spoglia, e nello stesso tempo vi furono terremoti e una straordinaria alluvione, la terza prima della catastrofe di Deucalione") ed anche lo straordinario medium americano Edgar Cayce afferma che "Atlantide era stata già annientata due volte, la prima a causa di un'esplosione dovuta ai prodotti utilizzati per sterminare gli enormi animali che infestavano la Terra, la seconda per via di un potentissimo cristallo che concentrava l'energia solare sul continente e che un giorno ci fece saltare tutti in aria... Avevamo molti terribili cristalli che traevano energia dalle stelle. Ma quando violammo la Legge dell'Uno, cioè la fratellanza universale, ci distruggemmo..." - "I superstiti scamparono in Egitto, dove i loro successori edificarono la Grande Piramide, e in Messico e in Perù, ove costruirono dei templi che erano un pallidissimo ricordo della civiltà perduta...".
Cayce parlava spesso di Atlantide nelle sue trance medianiche, affermando di essere stato lui stesso un sacerdote atlantideo; si deve a lui la previsione (nel 1935) che le vestigia atlantidee sarebbero state scoperte entro pochi anni presso l'isola di Bimini, al largo della costa della Florida, ed effettivamente nel 1968-69 gli archeologi J.Mayol e Manson Valentine scoprirono in quella zona una scalinata ed una strada lunga 100 metri, composta da enormi blocchi di pietra disposti ordinatamente uno in fila all'altro. Atlantide stava iniziando a riemergere....

Per approfondire: www.edicolaweb.net/am_oc06a.htm


"Atlantide"
di Paolo Marini
(Mursia Edizioni)



"Atlantide - Dove nasce il cuore
degli uomini"

di E. Tullio, A. Mandelli
(Il Ponte Vecchio Edizioni)



"Echi da Atlantide"
A. Scarfone, P. Goddard
(Del Cigno Edizioni)


 

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