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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 187

"Mandala"


Il termine Mandala deriva dal sanscrito e ha come significato "circolo" - "cerchio", è infatti caratterizzato da una forma circolare e da una simmetria interna che ben rappresenta la geometria dell'universo. Un Mandala è proprio la raffigurazione in miniatura del micro e del macro cosmo, al suo interno - visibilmente rappresentato o no - è presente un centro che sta a simboleggiare la Fonte Prima della manifestazione, il Centro Unico da cui tutto promana e a cui tutto torna.
Il Mandala è insieme simbolo della struttura cosmica e della psiche cosmica, non a caso nella conoscenza di sé si arriva alla comprensione delle leggi universali; si legge alla pagina www.geagea.com/18indi/18_11.htm: "La funzione a cui le rappresentazioni mandaliche in genere sono adibite è ben definita dal termine "Psicocosmogramma": nell'atto della contemplazione di tali immagini viene compiuto un rituale attraverso una sorta di doppio movimento psichico: il primo passo consiste nel far rifluire le esperienze psichiche in un unico punto di concentrazione (il Centro del Mandala, identificato con l'Axis Mundi, punto di congiunzione tra Cielo e Terra, tra Uomo e Dio), fulcro da cui ripartire, attraverso un movimento opposto al primo, con lo scopo di armonizzare le forze contrastanti inerenti la natura del contemplante, e questo tramite l'utilizzo dell'ordine espresso nella rappresentazione mandalica."

Nel Buddhismo, in particolare in quello tantrico, i Mandala vengono spesso tracciati a terra con polveri colorate da monaci esperti e molto scrupolosi, i quali creano così delle figure estremamente elaborate che però una volta completate vengono prontamente distrutte, a simboleggiare l'impermanenza delle cose sensibili e a suggerire il non attaccamento e la non identificazione!
Nell'esperienza religiosa orientale esistono infinite varietà di Mandala, da semplici raffigurazioni geometriche a complessi paesaggi infarciti di personaggi divini o mitologici (nel Mandala vajradhatu - "cerchio di diamante" - possono essere presenti addirittura 1314 divinità); in effetti tutto ciò che è circolare ha una dimensione mandalica, dalla struttura di una ruota alla sezione di un albero, dalle piante circolari di numerosi villaggi primitivi ai rosoni gotici, dalla cellula umana alla sezione orizzontale del D.N.A., perché la Creazione si proietta olograficamente in ogni sua parte.
Carl Gustav Jung (1875-1961) considerava i Mandala degli eccellenti simboli per rappresentare i processi psichici e per studiare gli elementi dell'inconscio; oggi in Occidente i Mandala, oltre ad essere utilizzati come strumenti di concentrazione spirituale, sono spesso impiegati come strumenti terapeutici e di catalizzazione ed attivazione di specifiche funzioni mentali, sia mediante la mera contemplazione che tracciandone fisicamente le linee compositive con la mano.

Una particolare forma mandalica utilizzata nel Tantrismo (ved. incontro n° 181) è lo yantra (dalla radice sanscrita yam: sostenere, sorreggere), costituito da un preciso disegno geometrico di linee, triangoli e cerchi che rimandano all'unione archetipica dell'energia maschile e femminile e che delimita il campo d'azione del Divino ("Come il corpo sta all'anima e l'olio alla lampada, uno yantra sta alla divinità" dal Kularnava Tantra).


La funzione di Mandala e yantra è infatti anche quella di circoscrivere - e quindi di concentrare e potenziare - l'esperienza sacra, la stessa funzione svolta dai "recinti sacri" che, spesso sotto forma di "cerchi magici", delimitano un'area consacrata al divino dai luoghi di utilizzo mondano; una tale delimitazione separa anche, simbolicamente, la dimensione mistica dell'essere (e della psiche umana) dal piano di vita orizzontale e profana - delimitazione che non avrebbe ragione di esistere se la vita dell'essere umano fosse oltre la frontiera di sconnessione dal superiore.
Lo yantra crea uno specifico campo di forza in cui vengono invocati i poteri delle dimensioni sacre e metafisiche, nel tantrismo il corpo è considerato uno yantra vivente in quanto della stessa natura del divino e dotato di un enorme potere di trasformazione e trasmutazione spirituale.

Ogni Mandala contiene potenzialmente ogni energia presente nella Creazione, il che lascia perfettamente immaginare quante infinite possibilità si nascondano in questi strumenti di consapevolezza. I Mandala possono essere utilizzati appositamente per modificare le energie spazio-temporali poiché ogni archetipo cosmico ha un suo specifico Mandala di riferimento. Interessante a questo proposito è uno studio medico-olistico pubblicato su "Accademia: L'Arte Medica" n°0 (febbraio 1994 - Ed. COFRASS) dove l'autore - il Dott. Virgilio Pau - descrive l'elaborazione di sette Mandala Elementari che formano "un Canone totale della Creazione che comprende e integra tutti gli schemi strutturali possibili a noi noti"; da un tale studio concettuale ne sono derivate applicazioni mediche pratiche basate sulla "teoria delle signature", cioè su similitudini di linee, forme e funzioni in grado di farci associare rimedi specifici a patologie specifiche.


"Mandala"
di Valerio Sanfo
(A.e.me.tra. Edizioni)



"Mandala - Il Cerchio Sacro del Buddhismo Tibetano"
di Martin Brauen
(Sovera)



"Mandala
Il linguaggio del profondo"

di G.Cella, M. Albanese
(Xenia Edizioni)


 

 

 

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