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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 191

"Le armoniche musicali"


La musica è sempre stata considerata, sin dalle origini dell'umanità, un mezzo privilegiato di contatto con la divinità e le dimensioni sottili: per gli sciamani alcuni strumenti musicali hanno la proprietà di guidare determinate energie cosmiche ed esistono - in parallelo - specifiche melodie sonore in grado di provocare reazioni fisiche, energetiche e psichiche da utilizzare a fini spirituali e taumaturgici.
Per i filosofi greci e gli antichi iniziati egizi la musica ed i numeri sono entità archetipali che reggono l'intera armonia cosmica e che traducono in una sorta di linguaggio universale le leggi divine della Creazione.
Ogni nota musicale è legata alle altre da precise proporzioni matematiche e nel V sec a.C. Pitagora elaborò i principi dell'Armonia delle Sfere proprio studiando queste proporzioni, che corrispondono al rapporto reciproco che esiste tra le energie dei pianeti del sistema solare ed anche tra i centri psicoenergetici del corpo umano (i chakra o ruote di luce), rapporti sacri ed esoterici che sono poi stati ristudiati da ermetisti ed alchimisti.

Come si legge nel mini-enciclopedico "Dizionario dei Misteri n° 13 - La musica misteriosa" a cura di Paolo Colombo e Alfredo Castelli (tratto dalla colonna degli speciali di Martin Mystère, Sergio Bonelli Editore):

"Per Pitagora l'universo canta, e l'uomo è una nota dell'immensa sinfonia cosmica; colui che pensa in musica può accedere alle più alte vette di coscienza spirituale. Poiché la melodia rappresentava la sostanza originale del Tutto, ad essa venivano attribuite proprietà magiche e terapeutiche.
E così era possibile che con il canto Orfeo potesse domare le belve e i mostri infernali; che Anione, suonando la lira, potesse muovere le pietre per costruire le mura di Tebe; che l'Oracolo di Delfi, intonando lunghe nenie, tranquillizzasse le donne invasate, che le Sirene utilizzassero la loro voce melodiosa per far perdere la rotta ai marinai. Esistevano diverse scale musicali con le quali si poteva comporre un brano, e ciascuna di esse aveva caratteristiche diverse: Platone, che si occupò di musica in molti dei suoi dialoghi (tra cui la Repubblica, le Leggi, il Simposio e il Timeo), raccomandava di ascoltare solo le melodie strutturate seconde le leggi dell'armonia delle sfere, in quanto qualsiasi altro tipo di musica creata per diletto poteva plagiare e rendere schiavi i suoi ascoltatori. Un concetto, questo, che verrà ripreso a suo tempo da Sant'Agostino e dai moderni avversatori del cosiddetto Rock satanico."

Nel Vangelo secondo Giovanni si legge: "In Principio era il Logos, e il Logos era presso Dio e il Logos era Dio" e in seguito abbiamo la descrizione del processo della Creazione; il termine greco Logos è oggi abitualmente tradotto con Parola o Verbo, ma nell'antichità si privilegiava un'altra traduzione di questo vocabolo: Suono. Al di là di qualunque traduzione, nel Vangelo è espresso chiaramente il concetto che, prima della creazione materiale delle cose, Dio emanò una vibrazione - mentale, verbale o musicale - origine di Tutto Ciò che Esiste.

Secondo l'Induismo il suono originale è assimilabile al bija mantra "AUM", cioè al "mantra radice" OM (ripreso dal Cristianesimo nell'AMEN e dall'Islamismo nell'AMIN), la sua corretta e prolungata modulazione vocale permetterebbe di purificare completamente la natura inferiorizzante dell'uomo, concetto simile a quello ebraico secondo cui la corretta pronuncia del nome divino YHVH permetterebbe la fusione con Dio.
La conoscenza approfondita delle leggi che regolano l'armonia musicale può dunque svelare i segreti del cosmo e già Platone, nel Timeo, afferma che il Creatore dell'Universo - il Demiurgo - ha posto un principio di mediazione tra lo spirito originario e la materia originata detto "Anima Mundi", le cui leggi sono dettate da principi matematici e musicali. Essendo l'essere umano formato in parte dallo spirito incorruttibile e in parte dalla materia corrotta può, attraverso l'alchimia musicale, purificare la propria natura e tornare all'Essenza Prima (Dio).

Il noto astronomo cinquecentesco Johannes Kepler (1571-1630, italianizzato in Keplero) è un altro appassionato studioso dell'armonia musicale in relazione alle leggi cosmiche ed anche secondo lui l'armonia superiore può essere ritradotta in scale, accordi, generi e modi della teoria musicale. Keplero (a cui dobbiamo la scoperta delle leggi di rotazione dei pianeti attorno al Sole) nel Mysterium cosmographicum mette in relazione i sei pianeti allora conosciuti con i cinque solidi regolari, postulando una teoria degli intervalli musicali secondo cui uniche figure perfette risultano essere soltanto i primi cinque poligoni regolari inscrivibili in un cerchio (dunque la linea costituita dal diametro del cerchio, il triangolo equilatero, il quadrato, il pentagono e l'esagono, non a caso le uniche figure geometriche a potersi disegnare con squadra e compasso...) e di conseguenza risulterebbero perfetti solo gli intervalli musicali ad essi corrispondenti: diametro del cerchio rapporto di 1/2 / triangolo rapporti di 1/3 e 2/3 (la dodicesima e la quinta perfette) / quadrato rapporti di 1/4 e 3/4 / pentagono rapporti di 1/5 e 4/5 / esagono rapporti di 1/6 e 5/6; ecco quindi che l'intervallo di settima, correlato all'eptagono, per Keplero è già dissonante e dunque non correlabile all'Harmonia Mundi.
Keplero studia molte correlazioni astronomico-musicali ed assegna a ciascun pianeta anche delle bande di frequenza, espresse in note, entro le quali il pianeta ha libertà di movimento (infatti ogni pianeta, all'interno della propria orbita, varia periodicamente la velocità angolare di rotazione). Le bande risultano essere le seguenti: Saturno sol-la-si-la-sol / Giove si-do-re-si / Marte fa-sol-la-sib-do-sib-la-sol-fa / Terra sol'-lab'-sol' / Venere mi-mi-mi (due ottave sopra) / Mercurio do#'-re'-mi'-fa'-sol'-la'-si'-do#'-re'-mi (due ottave sopra).
Citiamo, infine, sempre a proposito di musica ed ordine esoterico dell'universo, la nota "legge delle ottave" di Gurdjieff (ved. incontro n° 170) secondo cui ogni cosa nel cosmo ha un cammino di evoluzione ed involuzione analogo allo sviluppo in musica delle note, passando attraverso due intervalli cruciali simboleggiati - nella scala cromatica musicale - dalla mancanza di semitoni tra Mi e Fa e tra Si e Do.

Notazione (la scrittura della musica)

Il metodo moderno di scrittura delle note musicali risale al 1000 d.C. circa, ad opera di Guido d'Arezzo, ed è basata su di un inno a San Giovanni Battista, appartenente al repertorio gregoriano, che ha come caratteristica l'intonazione di ogni verso su di una nota progressivamente crescente della scala musicale. In questo sistema inizialmente il DO era definito come UT e tale denominazione è tuttora conservata in Francia.

Ut queant laxis/ Resonare fibris/ Mira gestorum/ Famuli tuorum/ Solve polluti/ Labii reatum/ Sancte Iohannes

Per approfondire www.amadeux.it/subliminale/nadayoga.htm


"Il Canto dell'Om"
di Capitanata
(Ed. Anima)



"Om Mani Padme Hum"
di Choa Kok Sui
(Ed. Eifis)



"La Tradizione Pitagorica Massonica"
di Arturo Reghini
(Ed. Gherardo Casini)


 

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