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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 198

"IO SONO "


Il concetto espresso nell'allocuzione verbale "IO SONO" è di grande semplicità e di estrema elevazione al tempo stesso, rappresenta l'affermazione dell'identità tra Sé e Dio, tra il relativo e l'Assoluto, identità che nell'Induismo è detta Atman-Brahman e che fa cessare il gioco dettato dall'ignoranza (Avidya).

Sappiamo già che l'universo visibile è solo la manifestazione esteriorizzata e creata di una realtà invisibile e increata che chiamiamo variamente Dio, Infinito, Brahman, Assoluto, Unità Interna, ecc.. ebbene nell'universo creato (Extra-universo) ogni cosa deve avere un attributo principale per esistere e molteplici attributi secondari per essere identificabile, attributi che il linguaggio umano descrive sulla base di convenzioni ideative e linguistiche condivise (io sono un essere umano, io sono un maschio, io sono italiano, ecc...); ma da dove nasce questa necessità? Nasce dal fatto che nell'Unità indivisa Tutto è Uno e non esiste un qualcosa di "altro", mentre la creazione dell'Universo (inteso come Maya, illusione) e di Lila (il Gioco della Vita) implica che l'Unità si sdoppi, si specchi in se stessa e faccia nascere delle entità apparentemente divise che hanno perso consapevolezza della loro origine e che, giocando alla separazione ,necessitano di definirsi per differenziare il sé dal non sé.


"Io Sono un Centro di Pura Coscenza.
Completo e Perfetto"

Se arriviamo a poter affermare in completezza, consapevolezza e continuità su tutti i nostri livelli di esistenza: "IO SONO", senz'altro aggiungere e con esso affermare tutto, allora ecco che abbiamo sciolto l'illusione dell'universo fenomenico e il ciclo samsarico di morti e rinascite. L'IO SONO è la qualifica stessa di Dio, pura Essenza senza alcun attributo poiché in Sé li comprende tutti, e ciò che noi siamo realmente - sul piano dei principi - non è differente da Dio!

Dalla Kaivalya Upanisad:
"Ciò che è assoluto (Brahman), l'essere (Atman) del tutto, la sede del tutto, più sottile del sottile, l'eterno, ciò in verità sei tu, Quello sei tu."
"Sapendo che 'io sono l'assoluto che splende come realtà nella veglia, nel sonno con sogni, nel sonno profondo', si è sciolti da tutte le catene."
"Io sono distinto da ciò che sui tre piani è l'oggetto dell'esperienza, il soggetto dell'esperienza e l'esperienza stessa. Io sono il testimone, pura consapevolezza, eterna bontà."

Dalla Avadhut Gita:
"Tu sei l'Atman di cui le Scritture dicono Tat Tvam Asi (Quello tu sei). Sappi che sei libera da maya. Non lagnarti, mente mia, in verità, tu sei tutto." - "Niente di ciò che è immaginato, e neppure l'immaginazione, hanno in te esistenza; sappi che la causa e l'effetto non ti toccano. Libera dalle parole e da ogni espressione, tale sei, perpetuamente identica, mente mia, non ti lagnare" - "L'intero universo è una proiezione della mente, anzi, è una sua modalità. Quando la mente è sedata, si svela la sua vera natura che è perfetta beatitudine."

Si legge alla pagina www.gianfrancobertagni.it/materiali/vedanta/marchiano.htm a proposito di un famoso Maestro Advaita:

"Intontito dalle pratiche yoga che da qualche tempo gli procurano estasi sporadiche, visioni e abbagli subitanei, Maruti un giorno si reca da Maharaj, gli si accoccola ai piedi, e attende. Non sa che quella volta sarà l'ultima, non solo perché il maestro di lì a poco cesserà di vivere, ma anche perché ciò che sta per dirgli è la massima condensazione dell'Advaita Vedanta, e insieme la via diretta all'esperienza metafisica: "Tu sei il Supremo... agisci in conformità". E aggiunge: "Credilo con fermezza, non dubitarne mai, ricordalo senza intermissione". A Maruti non restò che obbedire. "Continuai la mia solita vita, ma ogni momento libero lo passavo a ricordare il maestro e le sue parole. Poiché non le ho dimenticate, mi sono realizzato". Così dice oggi Nisargadatta, a chi lo interroga sulla sua iniziazione. (...) Quando il vecchio dichiara: "Sono il Supremo", è fatale che qualcuno, tra gli astanti, lo sogguardi con un'ombra di malcelata ironia, e il vecchio, sollecito, gli si volge sorridendo: "Lo so, è difficile crederlo. Ma se ti dico: metti a fuoco l'"io sono", non puoi esimerti. L'"io sono" è la tua prima percezione al risveglio. Domandati da dove viene o osservalo quieto. Immancabilmente scoprirai tutto ciò che non sei: il corpo, i sentimenti, i pensieri, le idee, le proprietà esterne e interne. Sono tutte auto-identificazioni infedeli. Per causa loro, ti prendi per ciò che non sei".

E ancora leggiamo :

Per spiegare l'inspiegabile Maharaj finge di narrare una fiaba: "Nell'immensità della coscienza appare una luce, un puntolino veloce che traccia forme, assembra pensieri e sentimenti, idee e concetti, come la penna sul foglio. Tu sei quel puntolino, e muovendoti ricrei ogni volta il mondo. Ti arresti, e il mondo scompare. Va' dentro, e vedrai che quel punto luminoso è l'"io sono", come il riflesso nel corpo dell'immensità della luce. Solo la luce è, tutto il resto appare".

In Occidente il concetto dell' "IO SONO" è stato ripreso dal Maestro Saint Germain conosciuto anche come Maestro R. o Maestro Rakoczi (ved. www.stazioneceleste.it/saintgermain/il_maestro_saint_germain.htm) che lo ha usato in modo personalizzato per affermare ancora una volta il concetto che, pur essendo individuali, noi siamo il Tutto; in effetti già nell'antico Egitto la Dea Iside, simbolo del mistero nascosto nella Natura, affermava nel suo tempio a Sais: "Io sono ciò che fu, è, o sarà, e nessun mortale ha ancora sollevato il mio velo".

.....E Iddio disse a Mosé: "Così dirai ai figlioli d'Israele:Colui che si chiama IO SONO mi ha mandato da voi".

Per approfondire www.gianfrancobertagni.it/materiali/vedanta/marchiano.htm


"Discorsi del Io Sono"
Saint Germain
(Italica Editrice)



"Trilogia dell'Io Sono"
Conte di Saint Germain, A.M. King, Arcangelo Miranda
(Bis Edizioni)



"Io sono quello"
di Sri Nisargadatta Maharaj
(Astrolabio Edizioni)


 

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