Logo del sito Scienze Noetiche

Home Percorso ‘HOLOS’ Percorso ‘SYNTHESIS’ "Synthesis Online" "Arte del Manifesting" Mailing-list Chi sono Disclaimer

Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 222

"L'Unicorno ed altri animali leggendari"


Abbiamo già visto che tutto ciò che la mente umana è in grado di concepire esiste da qualche parte, in qualche dimensione, nel cosiddetto Multiverso (l'insieme di tutti gli universi esistenti o possibili - concetto questo non utilizzato solo da fumetti di supereroi o da film di fantascienza, ma anche nella fisica moderna).
Se poi alcune creature - oggi considerate di fantasia - fanno parte da secoli o millenni dell'immaginario collettivo di popolazioni d'Oriente e d'Occidente... allora dovrà esserci una qualche radice di verità anche sui livelli di esistenza più materiali; è questo il caso, ad esempio, dei draghi o degli unicorni.
L'unicorno risulta particolarmente interessante sia perché affascina da millenni l'essere umano con la sua natura mistica, leggendaria e misteriosa, sia perché è stato considerato a lungo un animale raro ma reale e, soprattutto, perché rappresenta la focalizzazione verso una dimensione unitaria e superiore della nostra natura animale e istintuale.

Molti sono stati i poeti che hanno cantato il suo risplendente mistero; si narra ad esempio che:"Dio disse ad Adamo di dare un nome agli animali.... il primo animale che Adamo nominò fu l'Unicorno. Quando Dio intese il nome pronunciato da Adamo, volle toccare l'estremità del corno unico che ornava la fronte dell'animale. Da quel momento l'Unicorno fu elevato al di sopra degli altri animali".

Nel Medioevo nessuno avrebbe dubitato della sua esistenza, tante e tali erano le fonti documentarie in cui compariva, la prima delle quali risale a Ctesia di Cnido (medico e viaggiatore greco, VI-V sec a.C.) che riporta quanto segue:

"In India ci sono degli asini selvatici grandi come cavalli e anche di più. Hanno il corpo bianco, la testa rossa e gli occhi blu. Sulla fronte hanno un corno lungo circa un piede e mezzo. La polvere di questo corno macinato si prepara in pozione ed è un antidoto contro i veleni mortali. La base del corno, circa due palmi sopra la fronte, è candida; l'altra estremità è appuntita e di color cremisi; la parte di mezza è nera. Coloro che bevono utilizzando questi corni come coppe, non vanno soggetti, si dice, alle convulsioni o agli attacchi di epilessia. Inoltre sono anche immuni da veleni se, prima o dopo averli ingeriti, bevono vino, acqua o qualsiasi altra cosa da queste coppe. Gli altri asini, sia quelli domestici sia quelli selvatici, nonché tutti gli animali con lo zoccolo indiviso, non hanno né astragalo né fiele, ma questi hanno già sia uno che l'altro. Il loro astragalo, il più bello che io abbia mai visto, è simile a quello del bue come aspetto generale e dimensioni, ma è pesante come piombo e completamente color cinabro".

L'unicorno, o liocorno, o alicorno era incluso nella "Naturalis historia" di Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) che lo considerava ben reale; Aristotele nella sua Historia animalum vi dedicò un cenno fugace; Giulio Cesare nel De bello gallico parla di un "bos cervi figura", un unicorno che abiterebbe nella Selva Ercinia; Eliano (III secolo d.C.), che conosceva bene il rinoceronte che invece marco Polo scambiò per unicorno, lo descriveva come un animale abitante in India, grande come un cavallo, di pelo rossiccio e chiamato dagli indigeni kartazonos, il suo corno era nero e dotato di anelli o spirali ed il carattere scontroso. Il Phisiologus, bestiario greco del II secolo d.C., lo descrive simile al capretto, ma ferocissimo e con una forza straordinaria, che diventa docile solo di fronte ad una vergine immacolata; la stessa Bibbia, pur non fornendone mai una descrizione, cita per ben sette volte l'unicorno (Re'em).
La letteratura cristiana avvicinava il mistero dell'unicorno a quello del Cristo Unigenito e lo considerava quindi simbolo di splendore spirituale e redenzione (anche se alcuni autori non mancarono di dargli attributi negativi); in una leggenda si narra che il suo corno avrebbe purificato l'acqua avvelenata da un drago e che tutti gli altri animali aspettassero davanti alla fonte la sua purificazione prima di abbeverarsi.

ALTRI ESSERI ED ANIMALI LEGGENDARI

Arpie: nella mitologia Greca erano figlie di Nettuno ed Elettra, Tarmante ed Anfitrite; il loro aspetto era terrificante, la parte superiore del corpo era quella di una vecchia malvagia e la parte inferiore era di uccello rapace, il loro canto ipnotico attirava a sé - e alla morte - i malcapitati. Nella tradizione Medievale avranno invece corpi attraenti di donne giovani, pur mantenendo la loro natura manipolativa, aggressiva e malvagia.
Basilisco: serpente nato da un uovo di gallina fecondato da una biscia e covato da un rospo (!). Il corpo è di rettile ma possiede ali, cresta e zampe di gallo, il suo sguardo uccide e l'alito che emette è infuocato.
Centauri: per metà esseri umani (dal tronco in su) e per metà cavalli, rappresentano bene la doppia natura superiore-inferiore dell'uomo.
Chimera: animale leggendario per eccellenza, simbolo di ciò che è fantastico ed irraggiungibile, era raffigurata come un leone alato con becco di aquila e la parte posteriore con corpo di capra (in greco Khimaira, significa capra); alcune tradizioni aggiungono un volto umano oppure grandi ali di drago ed una coda con un serpente e tre teste, di capra, leone e drago.
Drago: rettile alato in grado di sputare fiamme, presente nelle leggende di tutto il pianeta (ved. incontro n° 114).
Copyright disegno della Fenice: Elisa CostantinoFenice: uccello dalle penne d'oro e porpora, dal canto melodioso e con la caratteristica dell'immortalità, poiché alla fine di un ciclo di vita si lascia bruciare e risorge dalle proprie ceneri. Attualmente è rappresentata come un'aquila, ma anticamente era assimilata ad un airone (come rappresentata nel logo del nostro sito).
Grifone: creatura alata con testa d'aquila e corpo di leone, la sua unione con una giumenta da origine all'Ippogrifo (cavallo alato con becco e artigli d'aquila, citato nell'Orlando Furioso da Ludovico Ariosto).
Ippocampo: animale mitologico delle leggende greche, è un cavallo con la parte inferiore di pesce o delfino.
Manticora: ha volto umano, corpo di leone e coda di scorpione, è pericolosa ed antropofaga.
Sfinge: ibrido con volto umano e corpo di leone, spesso alato, la sua natura enigmatica la rende depositaria di segreti mistici che svelerebbe solo ai veri iniziati.
Sirene: creature affascinanti e maliziose dal corpo di donna (dal busto in su) e la coda di pesce, portano lunghi capelli e possono essere molto crudeli. Talvolta si manifestano, invece, nel loro aspetto gentile e possono essere di aiuto agli esseri umani. I maschi della razza delle sirene sono chiamati tritoni e per lo più non sono di natura amichevole. Inizialmente le Serines degli antichi greci erano descritte come grandi uccelli con testa di donna, ma nel Medioevo il Liber Monstruorum o "Libro dei mostri" parla precisamente delle sirene come donne-pesce. Esse apparirebbero, fin da secoli immemorabili, ai marinai tra la spuma delle onde o sul bordo delle spiagge. Le Mermaids sono sirene nordiche che, con le chiome bionde e le arpe d'oro in mano, sono esperte nel trarre in inganno gli uomini e farli rovinare nelle profondità del mare. Nella mitologia greca hanno per padre il dio-fiume Acheloo e per madre la musa Melpomene o la musa Tersicore. Le tre sirene più note erano chiamate Ligia, Leucosia e Partenope (da cui l'antico nome di Napoli).

Ulteriori esseri che compongono l'immaginario delle creature fantastiche e leggendarie sono: le Apsare (donne-cigno della mitologia greca), l'Homunculus (piccolo essere umano nato artificialmente con pratiche alchemiche e magiche che non di rado prevedevano l'utilizzo della mandragora), i Grilli (creature composte da una grande testa e corte gambette, che gli artisti medievali rappresentavano ovunque - ben noti quelli di Hyeronimus Bosch), le Gorgoni (donne con serpi per capelli ed uno sguardo che pietrifica), la Viverna (con corpo simile ad un'enorme lucertola con le ali e con un pungiglione velenoso sulla coda, ecc....).

Per approfondire vedere il "Bestiario" di www.bluedragon.it


"Simboli, tradizioni e interpretazioni"
Roberto Marchesini, Sabrina Tonutti
(Editore: De Vecchi Edizioni)


"Gli animali magici"
di Laura Rangoni
(Xenia Edizioni)



"Nel Regno delle Sirene"
Patricia Moffett, Claire Howcock
(Edicart Edizioni)


 

Clicca qui o sull'icona per scaricare il file PDF della conferenza