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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 232

"Sopravvivenza e autosufficienza"


Il tema della sopravvivenza non è legato solamente ad epoche ancestrali in cui l'immaginario collettivo è solito visualizzare un'umanità preistorica costretta a lottare quotidianamente con le forze della Natura; eventi epocali come quello di questi giorni, infatti (mi riferisco al terremoto-maremoto nel Sud Est asiatico di domenica 26 dicembre 2004), ci costringono a riflettere sulla caducità e sulla fragilità della natura terrena dell'essere umano messo di fronte all'immensità del Cosmo e delle forze che lo regolano.

Una tale riflessione può essere interessante da un punto di vista iniziatico per varie ragioni:

  1. innanzitutto perché rafforza il concetto dell'imparare a vivere nel "qui ed ora", cioè nell'unico tempo di cui disponiamo realmente;
  2. secondariamente perché aiuta a mantenerci collegati con le Dimensioni Superiori dell'esistenza: per quanto infatti si possa cercare di essere preparati in vista di eventi calamitosi importanti, di fatto non è possibile prevederne il reale impatto (nel singolo e nella società, a livello psichico, fisico, materiale, economico, ecc...), possiamo quindi solo confidare in un Ordine Superiore delle cose, certi che sia diretto al Massimo Bene per tutti.

E' anche vero, comunque, che possedere una preparazione di base per fronteggiare urgenze ed emergenze aiuta ad acquisire un maggior controllo e padronanza dei piani di potenza inferiori, il cui trattamento e la cui numerazione (nell'ambito di quanto sia effettivamente numerabile) costituisce lo scopo dell'incarnazione stessa. Ben vengano allora degli studi coordinati all'interno di un gruppo di crescita proprio riguardo alla gestione dei singoli e del gruppo in un ipotetico stato di calamità (ved. a questo proposito www.salgaricampus.it/card.htm); inoltre il riflettere su ciò che di essenziale porteremmo via dall'abitazione in un momento di crisi è un ottimo esercizio di precisazione iniziatica unitaria interna.


In merito poi al tema dell'autosufficienza possiamo considerare interessante valutare quanto siamo dipendenti da risorse completamente gestite dall'esterno e come si sia persa la capacità di badare a sé stessi anche nelle più semplici esigenze primarie.

Il benessere sociale delle civiltà cosiddette "civilizzate" e la tecnologia moderna hanno offuscato quelle innate capacità che donavano all'essere umano la possibilità di gestire e cooperare con l'ambiente naturale per il proprio sostentamento e benessere.
Siamo diventati sempre più dipendenti dagli altri e in particolare da chi ha tutto il vantaggio di gestire questa dipendenza e sudditanza inconsapevole (vedi le multinazionali e il Nuovo Ordine Mondiale - incontro n° 179).
Uno dei futuri possibili per le generazioni attuali è proprio quello simil-apocalittico, con intere aree geografiche del pianeta stravolte da fenomeni naturali (e già ne abbiamo avuta una dimostrazione proprio in questi giorni...).
In previsione di una tale possibilità potrebbe essere saggio organizzarsi in nuclei comunitari medio-piccoli sensibilizzati a questi temi e collocati in aree del pianeta che abbiano la maggior probabilità di rimanere sicure.
A questo proposito gli studi sono vari, e la maggior parte sono stati fatti considerando i cataclismi derivanti dallo spostamento dei poli ("Pole shifting") come preannunciato da Greg Braden nel libro "Risvegliarsi al Punto Zero", vediamo le opinioni dei vari ricercatori sulle arre più sicure:

Hugh Auchincloss Brown: Groenlandia, Antartide, Africa orientale, Oceano Pacifico/ Chan Thomas: Africa Sudorientale/ Emil Sepic: zone continentali interne ed aree collocate ad alte altezze/ Edgar Cayce: Canada del Sud ed Orientale, Norfolk USA (area della Virginia), Ohio, Indiana ed Illinois/ Aaron Abrahmsen: New England (all'interno) e Houston/ Paul Solomon: Valle di Shenandoah, Bermude, Florida del sud e zone interne del New England/ Nativi Americani: Montagne rocciose, Monti Appalachi, Arizona, Nuovo Messico, Utah e Colorado/ Ruth Montgomery: Egitto, area del Mediterraneo, deserto del Gobi/ Tom Valentie: coste occidentali europee, area interna del Pacifico (attorno alle Hawai).

Se volessimo davvero prepararci a periodi di crollo tecnologico, economico e politico globale sarebbe allora necessario (oltre ad aver colonizzato un'area sicura del pianeta) pensare a degli elementi essenziali quali: una scorta alimentare con scatolette, lattine, ma soprattutto con cibi disidratati (legumi, verdure, zuppe, burro, uova, ecc...), un sistema adeguato di filtraggio dell'acqua per sopperire alle necessità idriche (primarie!), disporre di un buon generatore portatile per un minimo di fornitura elettrica (con scorte di carburante), avere conoscenze di base per la coltivazione nei vari terreni e possedere una adeguata scorta di semi, ecc...
Per approfondire il tema dell'autosufficienza (più o meno totale) suggeriamo il libro di John Seymour intitolato, appunto, "Il libro dell'autosufficienza" (Arnoldo Mondatori, Milano, 1977), in cui viene spiegato come fare per coltivare, allevare, produrre, usare e trasformare tutto quello che serve al proprio sostentamento (dal cibo agli abiti, dagli utensili all'energia).

Per approfondire le soluzioni adottate dai "millenaristi"(stile Y2K): www.repubblica.it/online/sessi_stili/mille/mille2/mille2.html


"Manuale Pratico di Sopravvivenza"
di Raymond Mears
(Gremese Editore)



"Fuggire dal Mondo e Vivere in
Totale Autosufficienza"

A. Bridgewater, G. Bridgewater
(Gremese Editore)



"Manuale di Sopravvivenza
Energetica"

di Andrea Mameli
(Scienza Express)


 

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