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Progetto Raphael

Conferenze Online del Progetto Raphael

INCONTRO n° 238

"Fascinazione ed esteriorizzazione"



Le conferenze connesse agli insegnamenti della Scienza Unitaria sono una sintesi del tutto personale e sono state redatte in linea con gli insegnamenti ricevuti, secondo cui è importante fare una sintesi di tutto ciò che abbiamo appreso nel corso della nostra esistenza. Lo stesso progetto delle 240 conferenze è stato concepito in virtù di questo principio. Chi volesse approfondire i temi connessi all'Istituto della Scienza Unitaria può rivolgersi direttamente ai seguenti canali ufficiali:

www.unitaryscience.org - www.qualitativelife.com

La fascinazione corrisponde all'azione di attrarre mediante il fascino e la bellezza (talvolta anche per mezzo di arti occulte), implica il concetto di seduzione e di una sorta di manipolazione nei confronti di colui che è rimasto catturato dalla fascinazione stessa. Possiamo dire che tutta la Natura, il corpo della Dea Madre, è affascinante e in quanto tale può certamente ispirare un grande rispetto nei confronti del Divino ed un avvicinamento alla dimensione spirituale, ma al tempo stesso può far rimanere agganciati e ipnotizzati gli esseri all'aspetto formale mayanico (relativo cioè a Maya, l'illusione fornita dai sensi).
La donna, espressione della Dea e polivalente come la Natura, ne presenta anche la medesima dualità, che la può rendere seduttrice-ammaliatrice oppure iniziatrice-sacerdotessa (ved. i 12 archetipi della Donna alla pagina www.raphaelproject.com/femme/archetipi.htm) a seconda della Coscienza che possiede e della padronanza sui suoi piani di potenza.
L'esercizio per l'uomo - e per l'essere umano in generale - è proprio resistere al richiamo della fascinazione e alla tentazione dell'esteriorizzazione, richiamo che nell'uomo assume una dimensione formale manifesta con l'atto dell'eiaculazione e che nella donna resta invece su di un piano energetico e si correla alla sua "eiaculazione" emozionale ed affettiva.

La Bellezza è il primo gradino di Ritorno, a cui seguono Bontà e Verità (ved. incontro n° 121), possiamo dire che la Bellezza è la manifestazione esteriore e formalizzata della simmetria e dell'armonia interna dell'Universo, per questo va rispettata, onorata e ricercata, ma non deve mai ingannare eccessivamente i sensi al punto di perdere di vista l'essenziale ("Quando il saggio indica la Luna, lo stolto guarda il dito" dice un noto proverbio Zen...). Nel fenomeno della fascinazione e dell'essere fascinati l'essenziale si è perduto e l'individuo è fuori dal proprio centro; questo comporterà un trasferimento energetico orizzontale da chi ha subito il fascino a colei (colui) che ha saputo esercitare l'oggetto; secondo gli insegnamenti di IJP Appel Guéry "La bellezza seduttrice è un involucro cangiante della potenza che può condurre o alla morte o alla trascendenza secondo la forza di coscienza con cui la si affronta. La trasparenza dell'anima deve condensarsi fino alla trasparenza del cristallo e l'esattezza della coscienza cosmica deve indurirsi fino al metallo, affinché lo spirito superiore possa comunicare con il mentale ed il corpo denso dell'essere umano."
Il Cammino di Ritorno all'Unità Interna implica una scelta continua fra l'accessorio e l'essenziale, tra l'esteriore e l'interiore, infatti il Campo Unitario o "Piano dell'Unità Interna" corrisponde a ciò che nella Bibbia è chiamato gan Eden (giardino ricco di frutti) o Pardès, termine che per alcuni studiosi deriverebbe dal persiano pairi-daeza: "parco cintato", "orto circondato da muro" e per altri dal sanscrito paradesha: "luogo elevato" - "paese supremo", in ogni caso un luogo eccezionale distinto e separato dal resto delle terre conosciute, il cui accesso è possibile solo ridefinendo in se stessi i circuiti di sintesi unitaria e facendo una pulizia dei circuiti eterogenei e non essenziali (vera e propria spazzatura energetica).
Il lavoro di ridefinizione e di precisazione interiore non implica, in realtà, la rinuncia a ciò che ci piace, se infatti pensiamo che un luogo, un individuo, un oggetto o un'attività ci attirano (o ci affascinano) perché parte della nostra figura, cioè correlati alla nostra essenza interiore, allora è giusto interagire con questi circuiti avendo però l'accortezza di operarne una quintessenza; in pratica è necessario interrogarsi a livello sia analitico che analogico sul perché quella data cosa o persona o attività ci attrae e fare anche degli esercizi di rimpatrio (o "ricapitolazione") fino a che non si sarà reintegrato tutto ciò che c'era da reintegrare. Per chi opera nel senso di una "sintesi unitaria" non avrà senso restare 10 anni nello stesso luogo di lavoro se dopo 6 mesi tutto ciò che c'era da recuperare è stato recuperato, qualora ciò dovesse avvenire vuol dire che sono subentrati dei condizionamenti esteriori ed inferiori che hanno prevalso, quali paura, attaccamento, abitudinarietà, distruttività, apatia, inerzia... L'azione di quintessenziare ciò con cui si entra in contatto non viene quasi mai effettuata dagli individui di questa particolare periodo storico (Kali Yuga) e questa situazione tiene prigionieri in piani di esistenza non unificati. Non di rado gli individui percepiscono che nella situazione in cui si sono installati esiste un blocco o un aggancio, ma raramente si cerca al di là delle apparenze, anche perché - spesso - si ha molta paura di cambiare.
Tutto ciò che viviamo accade invece per sensibilizzarci ad altri livelli di coscienza e di realtà, ad esempio il sentimento di amore tra due amanti è il riflesso di un Amore superiore unificante a Dio; ma chi è oggi che si occupa di riportare le situazioni di vita completamente su di un altro livello? L'identificazione e la fascinazione con ciò che è inferiore ed esteriore è talmente avanzata che si è perduta la consapevolezza esoterica che "tutto è simbolo" e quindi "si guarda il dito, ma non la Luna"...
Non dovremmo stupirci più di tanto se poi ci accadono eventi che cercano di farci ritrovare il cammino perduto, anzi dovremmo studiare ed indagare ancora più a fondo tutti gli eventi "negativi" che incontriamo sul nostro percorso in quanto ciascuno può essere un'occasione di reinserzione (ved. incontro n° 1); tutto ciò che è eccessivamente cristallizzato ci impedisce di tornare all'Unità Interna, ma ciò che è eccessivamente rigido, prima o poi, ha nel suo destino di spezzarsi.
In ogni istante di vita siamo immersi in contratti di trasferimento (cioè in processi di elevazione o di abbassamento di quanti di energia-coscienza, che quindi trasmutano in sostanze più sottili o più dense), chi vuole veramente conquistare una coscienza di totalità nella propria vita ha necessità di prendere consapevolezza di tutte le interdimensioni a lui correlate: raggiungere stabilmente una firma unitaria significa avere la coscienza totale ed immediata di tutte le figure (circuiti) d'energia che ci riguardano.
Diventa subito chiaro che chi si è lasciato fascinare o agganciare da una sola particolare figura (ad es. un rapporto affettivo o un problema lavorativo) perde la visione sintetica d'insieme e sarà trascinato progressivamente all'esterno e all'inferiore, il contatto superiore diventerà inattuabile ed il peggio è che la mente razionale di un tale individuo cercherà in tutti i modi di giustificare le proprie scelte, in quanto la maggior parte dei giochi sono accaduti a livello inconscio e non si è minimamente consapevoli delle manipolazioni da parte delle potenze inferiori che sono state determinanti nelle scelte fatte. Dice Appel Guéry: "Nella vita per giocare il gioco di chi perde vince , occorre sempre sapere se si desidera perdere la coscienza superiore per guadagnare della potenza, o se si desidera perdere una parte della propria potenza per guadagnare un po' di coscienza".


"La Sapienza della Dea"
di Dee Poth
(Psiche 2)



"Tao Yoga dell'Amore"
di Mantak Chia
(Mediterranee Edizioni)



"Verità, Bontà e Bellezza"
di Francis Merchant
(Crisalide Edizioni)


 

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