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3. «MITOLOGIA»

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Questo articolo articolo fa parte del percorso di crescita transpersonale e spirituale "Synthesis", creato dal dott. Nicola Saltarelli per conoscere sé stessi e andare oltre il velo della realtà ordinaria. Se volessi sostenere questo sito e cogliere un'opportunità straordinaria di trasformare la tua vita, iscriviti al percorso premium:"Synthesis Online".


La mitologia (dal greco mythos = favola, discorso interiore e logia = discorso) è lo studio dei racconti leggendari che narrano della nascita del mondo, degli dei, dell'umanità e delle vicende del popolo che ha tramandato il mito stesso. Nelle popolazioni più antiche o in quelle cosiddette "primitive", il mito è spesso letto come una narrazione di valore storico, tramandata di generazione in generazione per preservare la memoria degli avvenimenti antichi; in effetti non è escluso che molti miti nascondano un fondo di verità storica (emblematica è stata la scoperta, il 4 agosto 1872, della città di Troia da parte di Heinrich Schliemann, sulla sola base dell'Iliade e dell'Odissea di Omero).
Come ha dimostrato l'antropologo Claude Lévi-Strauss (1908-2009), dietro ai miti, per quanto illogici possano sembrare, sono presenti i valori culturali e religiosi di un'intera società che cerca di comprendere e dare un ordine alla realtà naturale.


Divinità mitologiche

Divinità di pantheon diversi, dalla presentazione del videogioco "Age of Mythology"

 

Ad una lettura psicologica ed esoterica, la mitologia è la rappresentazione degli archetipi che plasmano sia la psiche umana che la manifestazione della Natura. Nei miti, infatti, sono presenti tutte le forze, maggiori e minori, che muovono gli esseri umani e che strutturano l'Universo. Ogni popolo, con la sua cultura specifica, ha una propria mitologia e lo studio della mitologia comparata ci offre una visione dell'inconscio universale. Prima ancora che C. G. Jung (1875-1961) elaborasse il concetto di archetipo come modello invisibile e primordiale dell'inconscio collettivo, già «nel 1868 Adolf Bastian formulò l'ipotesi secondo la quale tutti i temi mitologici fondamentali sarebbero i "pensieri elementari" dell'umanità. Era convinto che tutta l'umanità avesse una riserva di questi Elementargedanken [NdR lett. idee elementari], innati in ogni individuo, essi sono universali e appaiono in diverse varianti in India, in Egitto, in Mesopotamia, in Cina, in Africa, in Europa, nei Mari del sud, ecc.» (tratto da qui).

L'elemento archetipico comune che, arricchito da elementi propri di una cultura, dà origine ad un mito specifico, ricorrente, è detto mitologema (ad es. "il dio decaduto"; "il bambino perseguitato", "il dio solare salvatore", "il guardiano della soglia", "la grande madre protettrice, "la dea divoratrice", ecc.). Come afferma lo studioso dei miti e delle religioni Joseph Campbell (1904 -1987): "le inesauribili energie del cosmo si manifestano nella cultura umana attraverso il mito"; Jung non a caso riteneva che quando l'essere umano perde il contatto con le forze interiori (come nella società attuale), i miti sono in grado di rimetterci in contatto con esse.

«Le religioni, le filosofie, le arti, le forme sociali dell'uomo primitivo e storico, le scoperte scientifiche e tecniche, gli stessi sogni che popolano il sonno, scaturiscono indistintamente dalla fonte magica del mito», dice Campbell, che considera tutti i miti, i racconti e le fiabe come un'unica storia eterna!
Le fiabe non sono altro che una sorta "miti minori", secondo il filosofo ed esoterista austriaco Rudolf Steiner (1861-1925): "Molto più profonde di quanto si creda giacciono nell'anima umana le sorgenti dalle quali sgorga la vera poesia delle fiabe, che ci parla magicamente, lungo i secoli, di evoluzione dell'umanità." (...) "Il rapporto fra le fiabe e i grandi miti popolari è che si possono svelare i grandi miti dei popoli sulla base delle grandi e complessive connessioni del cosmo, mentre si possono svelare le fiabe conoscendo i segreti del popolo. Tutto nella fiaba sorge in modo che i diversi avvenimenti e le immagini altro non sono che narrazioni di esperienze astrali, come le avevano tutti gli uomini di una certa antichissima epoca." (Tratto da "La poesia delle fiabe alla luce della scienza dello spirito", di Rudolf Steiner - Ed. Antroposofica).

A proposito delle fiabe Lèvi- Strauss afferma: "Le fiabe sono miti in miniatura, in cui le stesse opposizioni sono riportate in scala ridotta". [Nota: Le opposizioni a cui l'autore fa riferimento sono i conflitti alla base del narrato, che sono più di ordine metafisico e cosmologico per i miti e più di ordine morale o sociale per le fiabe.]

Le immagini mitologiche, proprio perché parte dell'inconscio collettivo, emergono spesso nei sogni e nelle esperienze transpersonali (cioè quelle esperienze che trascendono i limiti dell'io personale: stati di meditazione profonda, trance, estasi, uscita dal corpo). Molto interessante è la correlazione, fatta dallo psichiatra contemporaneo Stanislav Grof, tra i traumi vissuti durante lo sviluppo fetale o alla nascita, la struttura psicodinamica (caratteriale) di una persona e la dimensione mitologico-transpersonale sperimentata in stati non ordinari di coscienza (ad es. in esperienze con LSD, quando la terapia sperimentale con tale sostanza era legale, nelle sessioni di respirazione circolare o anche nei sogni).

Tutti i contenuti mitologici, archetipali e transpersonali possono, idealmente, essere ricondotti a quattro fasi perinatali che Grof ha classificato e verificato nella sua pratica clinica. Sul piano medico e psicologico queste 4 fasi aiutano ad identificare quale parte del processo della nascita non è stata ben integrata; pulire ed elaborare emozionalmente tale fase aiuta a ricucire la trama della personalità ed incamminarci verso la Conoscenza di Sé. Come lo stesso Grof afferma "Le difficoltà della vita umana dipendono dal fatto che non abbiamo assimilato il trauma della nascita e la paura della morte. Siamo nati solo sul piano anatomico, ma non abbiamo integrato questo processo sul piano psicologico".

Universo amniotico

L'Universo amniotico, in positivo, ricollega a stati di unione mistica con il Tutto

Matrice Perinatale di Base (BPM)
Esperienze transpersonali e contenuti mitologici

BPM I
"Unione originaria con la Madre"
(Vita intrauterina Utero buono/ Utero cattivo)

In negativo: immagini di pericoli connessi alla nocività dell'ambiente (corsi d'acqua, oceani e laghi contaminati, terra contaminata da residui tossici, deserti e lande desolate), immagini di catastrofi universali di tipo apocalittico, elementi infernali o sanguinari (demoni, dea Kali, ecc.). In positivo: esperienze di assenza di limiti e di ostacoli, identificazione con forme di vite acquatiche, con l'oceano, con lo spazio interstellare, sensazione di trascendenza di tempo e spazio, sentimenti di unione con il cosmo intero, unioni mistiche, visione di paradisi di culture diverse, di luoghi bellissimi, pieni di fiori e frutti, di ori e pietre preziose.

BPM II
"Nessuna via di uscita" - "Opposizione alla Madre"
(Prima fase clinica del parto con alterazioni biochimiche e contrazioni uterine)

Mostri terrificanti (draghi, pitoni, tarantole, piovre) che vogliono inghiottire o afferrare la persona, identificazione con prigionieri rinchiusi in spazi sotterranei, con vittime dell'inquisizione, con detenuti in campo di concentramento o con pazienti nei manicomi, fino all'identificazione con l'agonia del Cristo sulla croce o di personaggi che rappresentano la dannazione eterna (l'Ebreo Errante o l'Olandese Volante). Discesa nel mondo sotterraneo, nel regno della morte o all'inferno, vagare all'interno di grotte e labirinti.

BPM III
"Lotta fra morte-rinascita" - "Sinergia con la Madre"
(Passaggio dal canale del parto)

Miti di vita e morte, di Eros e Tanatos, lotte titaniche, imprese eroiche, eruzioni di vulcani, tornadi, terremoti, scene cruente di guerra e di rivoluzioni, scene di disastri e catastrofi imminenti, visioni di città in fiamme, scene di caccia o lotte di gladiatori, visualizzazione di riti che implicano sacrifici, rappresentazioni del Purgatorio, del Giudizio Universale.

BPM IV
"L'esperienza di morte e rinascita" - "Separazione della madre"
(Fase finale del parto, nascita vera e propria)

Apocalisse e fine del mondo, oppure - sopravvissuti all'annichilimento totale - siamo inondati dalla beatitudine celeste, da straordinari arcobaleni, piume di pavone, scene celestiali e immagini di esseri archetipici immersi nella luce divina, incontriamo la Grande Madre, sperimentiamo la resurrezione della Fenice dalle ceneri.

 

MITOLOGIA GRECA

La mitologia greca ha avuto, ed ha tutt'ora, una grandissima influenza sulla civiltà occidentale, in molteplici ambiti (letterario, artistico, filosofico, psicologico, sociale e culturale in generale). Gli archetipi dei miti greci (e romani, per lo più da essi derivati) albergano in ciascuno di noi, vivono nelle nostre anime e cercano di esprimersi nel quotidiano, oltre che nei sogni. Esiste una disciplina specifica, la mitopsicologia, che studia i miti proprio in chiave psicologica, Carl Gustav Jung e la psichiatra americana Jean Shinoda Bolen (di matrice junghiana) sono tra gli studiosi che più hanno dato impulso a questa comparazione; in particolare la Bolen ha scritto due libri ("Le Dee dentro la Donna" e "Gli Dei dentro l'Uomo") dove traccia tutte le sfumature di personalità che si rifanno al mito (Nota: nel prenderle in considerazione c'è da tener presente che sono solo le interpretazioni della studiosa e che non hanno certo valore assoluto).

Libri di Jean Shinoda Bolen

Nella donna la Bolen identifica tre dee vergini - Artemide, Atena, Estia - che rappresentano le qualità femminili dell'indipendenza e dell'autosufficienza, quelle parti di donna che l'uomo non riesce a possedere o "penetrare" e che non vengono toccate dal bisogno di un uomo o dalla sua approvazione; tre dee vulnerabili - Era, Demetra, Persefone - che rappresentano i ruoli tradizionali di moglie, madre e figlia (la cui identità ed il benessere dipendono dal rapporto affettivo) ed una dea alchemica, Afrodite, che rappresenta la capacità della donna di immergersi nell'esperienza dell'amore, di viverlo senza limiti ma anche di non vincolarsi definitivamente ad un uomo.
Ved. anche: www.shantisara.it/dee_donna.htm

Negli uomini la Bolen suddivide gli archetipi connessi alla figura del padre - Zeus, Poseidone, Ade (ogni uomo ne incarna principalmente uno) e quelli correlati alla figura del figlio - Apollo, Ermes, Ares, Efesto, Dioniso - che sarebbero presenti in modo minore. Apollo e Ermes (figli prediletti) rappresentano il regno della mente e della parola; Ares e Efesto (figli rifiutati) esprimono i sentimenti attraverso l'azione. Dioniso ha avuto Zeus sia come madre che come padre, suscita ambivalenza. Di seguito una tabella tratta dal PDF "La psicologia di genere attraverso la mitologia", redatto dalla psicologa Federica Stievano.

Dea

Ruolo archetipico

Difficoltà psicologiche

Punti di forza

ARTEMIDE

Competitiva, femminista

Distanza emotiva, crudeltà, rabbia

Affidabile, autonoma, amica delle donne

ATENA

 

Stratega

Distanza emotiva, mancanza di empatia

Risolve problemi pratici, crea alleanze con gli uomini

ESTIA

Vecchia saggia

Distanza emotiva, mancanza di ruolo sociale

Spirituale, solitaria

ERA

Moglie fedele

Gelosia, incapacità di uscire dalla distruttività

Fedeltà

DEMETRA

Madre, nutrice

Depressione, alimenta la dipendenza

Materna e generosa

 

PERSEFONE

Donna ricettiva

Depressione, ritiro

nell'irrealtà

Ricettiva, capacità psichiche potenziali

AFRODITE

Amante, donna creativa

Promiscuità, incapacità a

valutare le conseguenza

Sensuale, creativa, amante della bellezza

Dio

Ruolo archetipico

Difficoltà psicologiche

Punti di forza

ZEUS

Capo, tessitore di alleanze, seduttore

Durezza, immaturità emotiva, presunzione

Uso del potere, decisionista

POSEIDONE

Istintivo, emotivo, nemico implacabile

Distruttivo, instabile emotivamente, bassa autostima

Leale, sentimentale

ADE

Eremita

Invisibilità sociale, depressione, bassa autostima

Ricchezza del mondo interiore, distacco

APOLLO

Raggiunge gli obiettivi prefissi

Distanza emotiva, arroganza, cattiveria

Chiaro, preciso e

affidabile

ERMES

Comunicatore, guida, briccone

Impulsività, eterno adolescente, sociopatia

Comprensivo, comunicativo, cordiale

ARES

Guerriero, danzatore, amante

Reattività emotiva, violento, - autostima

Emotivo, integra corpo ed emozioni

EFESTO

Artigiano, creativo

Inadeguatezza sociale, buffone, bassa autostima

Creativo, abilità manuali

DIONISO

Mistico, girovago, amante estatico

Percezione di sé distorta, abuso droghe

Passionale, estatico, amante della natura

I 12 Archetipi Arcangelico-Planetari, una delle basi simboliche di lavoro del "Percorso "Synthesis", sono connessi anche alla simbologia mitologica correlata alla tradizione greco-romana. Partendo da questi 12 Archetipi iniziamo un viaggio nel Mito.

Dei dell'Olimpo

Gli Dei Olimpi della Tradizione Greca ed una loro interpretazione disneyana.
Sotto la genealogia degli dei greci

Genealogia Dei Greci

Ouranos, Urano [ XII Archetipo Arcangelico: "Urano-Ratziel"]

Urano

Il suo nome significa "Cielo Stellato", in Esiodo compare come il primo Re dell'Universo, consorte di Gea. Nella "Teogonia" di Esiodo, lett. la Nascita dei Dei, la prima entità generata è il Chaos (che non aveva il significato di "disordine" ma di "voragine, abisso, spazio aperto"). Dal Chaos nascono altre divinità primordiali: Gea o Gaia (la Terra) e Tartarus/ Tartaro (l'Abisso oscuro, una buia voragine, così profonda che un'incudine ivi caduta avrebbe impiegato nove giorni e nove notti per toccarne il fondo). Poi viene generato Eros (Amore) e in seguito nacquero l'Erebus/ Erebo (Oscurità, Buio) e la Nyx (Notte). L'Erebo si unì con la Notte e nacquero l'Aether/ Etere ed Hemera (il Giorno). Poi Gaia autogenerò Ouranos/Urano (il Cielo stellato), Ourea (le Montagne) e Pontus (il Mare). Dall'unione di Urano e Gaia nacquero 12 Titani: Oceanus/ Oceano, Coeus/ Coio o Ceo ("Colui che sa", Dio del Nord, dell'Intelligenza, della Lungimiranza), Crius/ Creio o Crio (personificazione della forza e della potenza), Hyperion/ Iperione (Dio della vigilanza e dell'osservanza, è padre di Elio, il Sole, Eos, l'Aurora, e Selene, la Luna, generati con Teia), Iapetos/ Giapeto (progenitore della specie umana, sposo di Climene, figlia di Oceano e di Teti, è padre di Atlante, Epimeteo, Menezio e Prometeo), Theia/ Teia o Tia (dea gloriosa e splendente, madre del Sole e della Luna), Rhea/ Rea, Themis/ Temi (Dea della Legge, della Giustizia, madre delle Stagioni, le Ore, delle Moire o Parche e di Astrea, la quale è talvolta identificata con la dea Dike, la Giustizia), Mnemosyne/ Mnemosine, Phoibe/ Febe (genera, con il fratello Ceo, Leto, madre di Apollo e Artemide, ed Asteria, Dea delle Stelle), Tethys/ Teti (Dea delle Acque e dei Fiumi, madre delle Oceanine), Kronos/ Crono; 3 Ciclopi: Bronte, Sterope e Arge e 3 Ecantochiri (sono dei giganti "dalle 100 mani" e con 50 teste che sputano fuoco): Cotto, Briareo, Gige. Urano, tuttavia, impedisce che questi figli da lui generati con Gaia vengano alla luce, in ragione della loro "mostruosità" e li getta nelle profondità di Gaia stessa. L'ultimo dei Titani, Kronos, risponderà ad un appello della madre e con un falcetto d'oro lo evira. Dal sangue sgorgato dalla ferita di Urano, nascono le Erinni (o Furie, divinità della vendetta), i Giganti (rappresentano la violenza bellica), la Meliadi (o Ninfe del Frassino, per alcuni sanguinose divinità guerriere poiché di frassino erano fatte le lance dei guerrieri, per altri protettrici dei bimbi abbandonati) ed Eris (la Discordia); dalla spuma del fallo caduto in mare presso l'isola di Cipro nasce, invece, la bella Afrodite.

Gea / Gaia, Tellus (Terra) [ VI Archetipo Arcangelico: "Terra-Uriel"]

Gea - Terra

E' tra le divinità più antiche, preceduta solo dal Caos. e rappresenta la potenza divina, della Terra. Gea si unisce ad Urano, con cui procrea diversi figli, fino a quando non convince Kronos ad evirare il padre. Un'altra importante dea della terra è Demetra (dea dell'agricoltura e delle stagioni, Cerere per i romani). Ade, re degli inferi, le rapisce la figlia Persefone e Demetra, straziata dal dolore, la cerca mentre la terra inaridisce. E' Elio a rivelare il rapimento, ma Persefone non può tornare in superficie perché nel frattempo si era nutrita di alcuni chicchi di melograno (non si deve, infatti, nutrirci di cibo degli inferi se si vuole fare ritorno), Demetra ottiene allora da Zeus che Persefone trascorra 6 mesi sulla terra (primavera ed estate) e 6 mesi nell'oltretomba (autunno ed inverno). Il mito di Demetra e Persefone è alla base dei Culti Misterici di Eleusi, che rappresentano la morte e la rinascita della Vita e dello stesso iniziato, che cerca l'immortalità.

Kronos, Saturno [ II Archetipo Arcangelico: "Saturno-Binael"]

Kronos - Saturno

Il più giovane dei Titani, figlio di Urano e di Gea. Kronos, con l'aiuto della madre, si ribellò ad Urano ed evirò il padre prendendone il posto. Kronos si unì poi con la sorella Rea e generò sei figli: Ade, Demetra, Era, Estia, Poseidone e Zeus (che a sua volta spodestò il padre), come aveva preannunciato una profezia che Kronos cercava di evitare ingoiando i propri figli. Secondo una leggenda orfica Zeus, riappacificatosi col padre, lo avrebbe condotto ai confini del mondo affidandogli il regno dell'Isola dei Beati, dove ancora sopravvive l'Età dell'Oro.

Zeus, Giove [ V Archetipo Arcangelico: "Giove-Hesediel"]

Zeus - Giove

Figlio di Kronos e di Rea, diventa re degli dei olimpici quando dopo una lunga lotta si impadronisce del trono del padre e lo costringe a vomitare i suoi cinque fratelli (Estia, Demetra, Era, Ade e Poseidone). Fu salvato, appena nato, dalla madre Rea che diede al consorte un sasso avvolto da delle fasce che Kronos ingoiò al posto del figlio. Rea affidò Zeus a Teti, che lo nascose in una grotta e lo fece allevare dalla capra Amaltea (che immortalò nella costellazione del Capricorno). E' dio della luce e del cielo luminoso, protettore dei re e custode delle eterne leggi dell'Universo e di tutto ciò che è sacro. Il suo simbolo è il fulmine che scaglia quando vuole punire qualcuno. Numerose furono le amanti di Zeus e i figli che da esse ebbe. Da Era, Zeus ebbe Efesto ed Ares, Ilizia ed Ebe. Con Meti (la Sapienza) generò Athena, che nacque fuoriuscendo dal suo capo, avendo egli inghiottito la madre.

Poseidon, Nettuno [ XI Archetipo Arcangelico: "Nettuno-Asariel"]

Poseidone - Nettuno

Poseidon, fratello di Zeus, tornò alla luce dalle fauci di Kronos. Dopo che gli dèi olimpici vinsero i Titani, a lui toccò la signoria delle acque e del mare, nelle cui profondità viveva con la sposa Anfitrite in un meraviglioso palazzo tutto d'oro. Suo figlio Tritone, metà uomo e metà pesce, lo seguiva sempre nei suoi viaggi, insieme ad uno stuolo di delfini, Nereidi (ninfe del mare) ed altri Tritoni. Col suo tridente Nettuno poteva scatenare tempeste in acqua e terremoti sulla terra (l'attributo enosigéo significa, infatti, scuotitore di terra).

Hades/ Ade, Plutone [ III Archetipo Arcangelico: "Plutone-Azrael"]

Ade - Plutone

Figlio di Kronos e di Rea (Cibele), fratello di Zeus, era il dio del Regno dei Morti (detto Averno, Ade o Erebo). Hades, che significa "l'Invisibile", rapì Persefone (Proserpina), figlia di Demetra (Cerere), e ne fece la sua sposa. Nell'Oltretomba, oltre al traghettatore Caronte e al cane tricefalo Cerbero, varie terribili divinità sorvegliavano i dannati: Tanatos (la Morte), Hypnos (il Sonno) e le tre Furie o Erinni, dee della vendetta e della persecuzione, dai crini pieni di serpi e dalle mani armate di flagello e di fiaccole accese. Un altro dio connesso alle profondità della terra è Efesto (Vulcano), dio del fuoco e fabbro degli dei, o gettato giù dall'Olimpo o rifugiatosi nelle viscere dell'Etna perché stanco di essere preso in giro per la sua deformità e la zoppia, e anche dei tradimenti di sua moglie Afrodite.

Afrodite, Venere [ VII Archetipo Arcangelico: "Venere-Haniel"]

Afrodite - Venere

Figlia di Zeus e di Dione (una Oceanina), oppure nata dalla spuma del mare su cui era cascato il fallo di Urano, è dea dell'amore e della bellezza. Nessuno riusciva a resistere al suo fascino e per questa ragione era molto osteggiata da Era ed Athena. Venerata sotto diversi nomi (Pandemia, Urania, Anadiomene, Cipria, Idalia, Onidia, Citerea) era moglie di Efesto, ed aveva vari amanti, tra i quali anche Ares ed Adone. Tra i suoi figli ricordiamo Imene (dio delle nozze).

Helios, Sole [ VIII Archetipo Arcangelico: "Sole-Michael"]

Helios - SOle

Figlio di due titani, Iperione e Tia, fratello di Eos (Aurora) e di Selene, era la personificazione del Sole. Sorgeva ad oriente dal mare, su un carro dorato con cavalli che soffiavano fuoco dalle narici, ed attraversava l'intera volta celeste fino a occidente; in tal modo poteva osservare tutti gli avvenimenti del mondo. Nella tarda antichità greca Helios venne soppiantato da Apollo, che lo sostituì quale portatore di luce e auriga del cocchio solare. Apollo era il dio delle arti, della medicina, della musica e della profezia; nel tempio di Delfi, svelava, mediante il tramite della sacerdotessa Pizia, il futuro agli esseri umani. Anche nella mitologia romana Apollo divenne un "alter ego" del Sol Invictus, una delle più importanti divinità romane. Apollo è figlio illegittimo di Zeus e di Leto (Latona per i Romani) e il fratello gemello di Artemide (Diana), dea della caccia e più tardi assimilata, analogamente a quanto avvenuto al fratello, a Selene (la Luna).

Selene, Luna [ IV Archetipo Arcangelico: "Luna-Gabriel"]

Selene - Luna

Dea della Luna, figlia di Iperione (dio della vigilanza) e di Teia (lett. "Dea"), sorella di Helios e di Eos, apparteneva alla famiglia dei Titani. Percorreva il cielo sopra un carro tirato da quattro buoi bianchi per portare agli uomini la sua luce argentea. Venne confusa poi con Artemide (Diana per i romani) ed Ecate (dea spesso rappresentata come triplice, presiedeva durante la notte ai trivi). Artemide è anch'essa una dea lunare ed era molto celebrata in tutta la Grecia; è dea della caccia, della selvaggina, dei boschi, del tiro con l'arco, della verginità. Nella rappresentazione della Triplice Dea personifica la Luna crescente, mentre Selene rappresenta la Luna piena ed Ecate la Luna calante (simboli della donna giovane, adulta e vecchia, ovvero di Innocenza, Maternità, Saggezza)

Hermes, Mercurio [ IX-X Archetipo Arcangelico: "Mercurio-Raphael"]

Hermes - Mercurio

Figlio di Zeus e di Maia, appena nato fuggì dalle fasce rubando 50 giovenche dalle mandrie di Apollo (dio della luce, della verità, della profezia, della medicina e delle arti) il quale - scovato il ladruncolo - volle punirlo, ma sentendolo suonare la lira, lo perdonò e gli regalò le giovenche purché gli desse lo strumento. Zeus lo fece araldo degli dei e gli affidò l'incarico di condurre i morti nell'Ade (da cui il nome psicopompos portatore di anime). Aveva le ali ai piedi e sul cappello (il pètaso) e con la destra reggeva il caducèo, una verga sottile con due serpi attorcigliati; possedeva prudenza, furbizia e capacità di persuasione. Inventò la lira, la siringa pastorale, le lettere, le cifre, i riti religiosi. Era il dio delle invenzioni, del commercio, dei viaggi, degli inganni, dei ladri, degli oratori, delle strade, dei pascoli, dei sogni.

Ares, Marte [ I Archetipo Arcangelico: "Marte-Camael"]

Ares - Marte

Figlio di Zeus e di Era (Giunone), è il dio della guerra nella sua accezione più cruenta, mentre Athena (Minerva) era più la dea della guerra combattuta per il trionfo della giustizia, servendosi soprattutto dell'intelligenza. L'aspetto di Ares è quello di un guerriero con un'armatura di bronzo, un elmo scintillante dalla lunga criniera, una lancia, una spada, uno scudo di cuoio. Fu amante di Afrodite, da cui ebbe più figli: Armonia, Eros (Amore passionale), Anteros (Amore corrisposto), Deimos (Terrore) e Phobos (Paura). E' uno dei 12 Olimpi (in greco: dodekatheon) assieme a Zeus, Era, Poseidone, Hermes, Efesto, Afrodite, Athena, Kronos, Apollo, Artemide, Demetra, Estia che cederà poi a Dioniso (Bacco) il suo posto sull'Olimpo. Dioniso, dio della vegetazione, del vino e dell'estasi, è un figlio illegittimo di Zeus, viene ucciso ed è fatto risorgere dal padre ( prefigurazione misterica della figura del Redentore).

  • Athena (Minerva) talvolta viene considerata partorita dal solo Zeus (ed in alcuni miti anche Era, sua moglie, stufa dei tradimenti del marito, avrebbe generato da sola Efesto), più spesso le storie la concepiscono come figlia di Zeus e della sua prima moglie Metide (dea della prudenza e della saggezza), nata già adulta ed armata dalla testa del padre dopo che egli ebbe inghiottito la madre, in quanto una profezia aveva predetto che i figli di Metide sarebbero stati più potenti del padre. Atena oltre che dea guerriera è anche la dea della ragione, della arti, della letteratura e della filosofia, della tessitura, del commercio e dell'industria. E' lei ad insegnare agli uomini a navigare, ad arare i campi, ad aggiogare i buoi, a cavalcare ed alle donne a tessere, a tingere e a ricamare. Simboli sacri ad Atena erano la civetta, il gallo e l'ulivo. L'astuzia e la furbizia erano le doti per i suoi protetti.

  • Era (Giunone) - Dea del Matrimonio e moglie di Zeus, con lui ebbe matrimonio Ares, Efesto, Ilizia, dea dei parti, ed Ebe, la personificazione della gioventù. Giunone è la protettrice delle spose, spesso viene rappresentata come gelosa e vendicativa a causa delle numerose infedeltà del marito. Suoi figli sono: Ares, Eris, Ebe, Ilizia, Tifone, Efesto.

  • Estia (Vesta) - Dea del focolare domestico. Esiodo la indica come la primogenita di Crono e di Rea, la più anziana della prima generazione degli dèi dell'Olimpo. Suo simbolo era il cerchio, in quanto rotondo era il focolare al centro della casa e il braciere nei templi delle divinità.

  • Rea/ Cibele (Magna Mater, Opi) - Sposa suo fratello Crono il quale, per evitare di essere spodestato da un suo figlio come predettogli da Urano e Gea, li divora mano a mano che Rea li partorisce. Per salvare Zeus, Rea - detta Madre degli Dei - lo nasconde e fa divorare al padre una pietra avvolta dalle fasce (che sarà anche la prima cosa che Zeus farà vomitare al padre e, a seguire, i suoi fratelli e sorelle). Rea è connessa alla divinità anatolica Cibele, venerata come Grande Madre, dea della fecondità, della natura, degli animali e dei luoghi selvatici, madre degli dei e degli uomini e procreatrice di ogni cosa. Nella mitologia romana è detta "Magna Mater" ed è anche associata alla dea dell'abbondanza e della prosperità Opi.

Dee greche e romane

Da sinistra: Artemide, Athena, Era, Estia e Rea (spesso confusa con Gaia o Demetra)
700 divinità greco-romane sono descritte qui: Mitologia.dossier.net


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Una nuova psicologia femminile
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Le nuove dimensioni della psiche: individuale, transpersonale, cosmica
Stanislav Grof
Edizioni Red


 

 



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Le esperienze che conducono ai livelli più profondi della psiche
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Edizioni Red


 

 



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La Sapienza della Dea
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I nomi della Dea
Il femminile nella divinità
Joseph Campbell - Riane Eisler - Marija Gimbutas - Charles Musès
Edizioni Astrolabio


 

 



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31 Agosto 2014