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5. «ARCHEOLOGIA MISTERIOSA»

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Il termine "Archeologia Misteriosa" o "Criptoarcheologia" (dal greco kryptòs = nascosto) indica tutte le teorie sulle civiltà del passato, e le scoperte ad esse correlate, che non rientrano nelle teorie archeologiche convenzionali. La rigida visione degli storici e degli archeologi, basata su un modello di evoluzione lineare della civiltà umana, non è in grado di spiegare moltissimi reperti che non dovrebbero neppure esistere nelle epoche a cui vengono fatti risalire (si parla di "Out Of Place ARTifacts", lett. Artefatti fuori posto) e non prende certamente in considerazione le testimonianze di civiltà scomparse avvenute in stati di chiaroveggenza, di psicometria (lettura extrasensoriale della storia di un oggetto semplicemente toccandolo) o di memorie reincarnative spontanee o provocate.

La scienza ufficiale si mantiene in una posizione di negazionismo a priori e, a onor del vero, purtroppo in questo ambito di studi pullulano mitomani, visionari ed anche truffatori di ogni tipo, per cui è difficilissimo stabilire con certezza dove stia la verità e dove inizi il falso; forse la sola certezza è che la storia umana è molto più complessa e straordinaria di quanto non la dipingano i libri di storia, quanto e come non è dato di sapere con esattezza.

martin Mystère - Detective dell'Impossibile

Martin Mystère e il suo fido assistente Java alle prese con l'Archeologia Mysteriosa
(dalla serie a fumetti edita da Sergio Bonelli.)

Di seguito troverai un excursus su alcuni dei principali temi di interesse dell'Archeologia Misteriosa, senza alcuna pretesa di rigore scientifico, ma solo a puro titolo conoscitivo. Faremo assieme un viaggio nei "mysteri" del pianeta, come direbbe Martin Mystère, personaggio dei fumetti creato da Alfredo Castelli e dedito allo studio di tutti i misteri non risolti della storia, dell'archeologia e della scienza. Noto anche come "Detective dell'Impossibile", il Buon Vecchio Zio Marty (edito dalla Sergio Bonelli), dal 1982 ha ampiamente contribuito a diffondere la conoscenza di tutto ciò che di insolito esiste "tra cielo e terra", tra giovani e non più giovani... e continua a farlo!

MU, IL CONTINENTE MADRE

Il continente perduto di Mu

In ambito criptoarcheologico ed esoterico si ritiene che possa essere esistito un continente nella zona dell'attuale Oceano Pacifico che abbia dato origine a tutta la civilizzazione terrestre. Questa Terra Madre è nota come Mu e pare che comprendesse una gran parte della Polinesia, le isole Fiji, le isole Hawaii, l'isola di Pasqua. Il primo studioso a rendere nota la possibile antica esistenza di Mu è stato il colonnello inglese James Churchward (1851-1936),che nel 1926 pubblica il bestseller "The lost continent of Mu" (Il continente perduto di Mu) dove racconta del suo ritrovamento - avvenuto più di 15 anni prima in un tempio indiano - di antichissime tavolette sacre narranti la cosmogonia dell'universo e la nascita della specie umana nel continente scomparso di Mu.

Il bramino indiano che aiutò Churchward a tradurre le tavolette disse che erano state scritte dai "Sacri Fratelli", detti "Naacal", giunti in Asia dalla madre patria Mu per diffondere avanzate dottrine scientifiche e religiose. Il colonnello viaggiò prima in India e Birmania, ed in seguito per il resto del mondo, in cerca di tavolette simili e di ulteriori indizi riguardo l'antica civiltà di Mu e trovò un riscontro nelle oltre 2600 tavolette pittografiche scoperte - a partire dal 1921 in Messico - dall'archeologo William Niven (tavolette a cui ancora oggi l'archeologia ufficiale non in grado di dare una spiegazione).

James Churchward

Il colonnello James Churchward e alcuni reperti per lui connessi al continente di Mu

Grazie alla comparazione con documenti storici preesistenti (il Manoscritto Troano, il Codex Cortesianus, il Manoscritto di Lhasa, il Ramayana, le iscrizioni del tempio di Uxmal nello Yucatan e quelle del tempio di Xochicalo a sud-ovest di Città del Messico), fu possibile per Churchward tracciare una possibile storia di Mu, l'Impero del Sole, che per lui era una sorta di grande giardino dell'Eden governato da un monarca detto Ra-Mu.

Secondo Churchward una colonia dell'impero di Mu era stata ritrovata all'inizio del secolo dall'archeologo russo Koslov presso Khara Kota; questa città sepolta nel Deserto del Gobi, infatti - che doveva risalire a circa 5.000 anni a.C. - nascondeva sotto le sue fondamenta segni di costruzioni antiche almeno 18.000 anni presumibilmente appartenenti alla città di Uighur, capitale dell'omonimo regno mongolico e, per Churchward, importante colonia muana. Pare che il simbolo dell'Impero di Mu fosse un cerchio diviso in quattro parti, con al centro un segno uguale alla lettera greca "M" (Mu).

Tavolette Naacal

Alcuni simboli della scrittura Naacal

Churchward considera tra i resti dello scomparso continente di Mu: i Moai dell'isola di Pasqua; le due enormi colonne, sormontate da un arco, dell'atollo corallino di Tonga-Tabu; le piramidi delle isole di Guam, di Tinian e dell'isola Swallow; le ciclopiche muraglie delle isole di Lele e di Kusai (sempre nelle Caroline); le muraglie delle isole Samoa; le colonne di pietra, a forma di tronco di piramide, delle Marianne; la grande rovina sulla collina di Kuku, a 30 miglia da Hilo, nell'arcipelago delle Hawaii; le gigantesche rovine di Nan Madol, nelle isole Caroline; i reperti delle isole Marchesi, nella Polinesia orientale; ed altri ancora...


Le rovine di Nan Madol

Le enigmatiche rovine di Nan Madol (Pohnpei, Isole Caroline - Oceano Pacifico)

L'ipotesi dell'esistenza di un continente che facesse da ponte tra vaste regioni situate tra l'Oceano Indiano e l'area del Pacifico era stata avanzata anche in ambito scientifico:

  • il naturalista Alfred Russel Wallace (per spiegare come i marsupidi avrebbero raggiunto l'Australia) sosteneva che sarebbe esistito un continente tra l'Australia, la Nuova Guinea, le isole Salomon e forse le Fiji, collegando (avrebbe dichiarato in seguito) anche l'India;

  • lo zoologo Philip L. Slater (per spiegare la presenza di fossili di proscimmie lemuri - attualmente presenti in Madagascar - sia in zone meridionali dell'India che su alcune coste africane) ipotizzò che doveva essere esistito un subcontinente tra l'India e l'Africa, che ribattezzò Lemuria;

  • per il naturalista tedesco Ernst Haeckel un continente oggi in parte inabissato si sarebbe esteso, invece, dal Madagascar alla Malesia.

E' possibile che Lemuria fosse un vastissimo continente civilizzato a cavallo tra Africa, India ed ampie regioni dell'Oceano Pacifico e che dopo vari eventi cataclismatici planetari ne sia residuata la sola terra di Mu come grande isola-arcipelago. Successivamente anche Mu sarebbe sparita nell'oceano.
La gente di Mu avrebbe gettato le basi della civiltà cinese, indiana, persiana, egiziana, mesopotamica e greca, dopo la distruzione della madrepatria, infatti, i sopravvissuti si divisero in due rami, uno che raggiunse le Americhe ed uno che arrivò in India e Mesopotamia.

A livello strettamente esoterico esiste la testimonianza di Helena Blavatsky (1831-1891), discussa fondatrice della "Società Teosofica", a supportare l'esistenza del perduto continente di Lemuria (Mu): nel 1888 Madame Blavatsky asserì di aver trovato in Tibet un saggio Mahatma che le mostrò durante una trance il Libro di Dzyan, un antico testo atlantideo che rivelava la storia dimenticata dell'uomo; secondo questo testo le razze madri dell'umanità sono sette e la terza era proprio quella dei Lemuriani, tra cui figuravano androgini divini dotati di straordinarie conoscenze esoteriche tramandate solo agli iniziati (divennero i Re Divini che diedero origine alle città ciclopiche di cui oggi vediamo i resti).

In conclusione non esiste nulla di certo, ma non ritengo corretto neppure ignorare a priori tanti reperti che esulano dalla storia ufficiale e neppure le testimonianze di chiaroveggenti come Edgar Cayce (che, oltre alle più note rivelazioni su Atlantide, descrive anche l'Impero di Mu o Lemuria nell'Oceano Pacifico ed afferma che la costa sudamericana ne costituiva l'estrema porzione orientale).

ATLANTIDE

Sul continente perduto di Atlantide sono state scritte centinaia di opere, sia di studio e ricerca che di fantasia, e la televisione ed il cinema hanno ampiamente sfruttato il filone atlantideo. All'origine della maggior parte delle storie su Atlantide sta la descrizione che ne fa Platone nei "Dialoghi" Timeo e Crizia (340 a.C. circa), dove ci viene narrato il racconto di un sacerdote di Sais al legislatore greco Solone, in merito ad un civiltà molto evoluta esistita millenni prima al di là delle colonne d'Ercole, una civiltà al cui confronto quella greca appare come un popolo appena fanciullo.

Atlantide, il continente inabissato

Un'immagine artistica della capitale di Atlantide,
descritta da Platone come circolare e avvolta da una triplice cerchia di acqua e di terra

La narrazione platonica avviene per bocca di Crizia, uno degli oligarchi di Atene e zio materno dello stesso Platone (l'incontro tra Solone e il sacerdote egizio risalirebbe a circa un secolo prima). Atlantide è descritta come un'isola rettangolare di circa 540 x 360 chilometri, circondata su tre lati da montagne che la proteggono dai venti freddi e aperta a sud sul mare. Colma di territori fertili e di sorgenti d'acqua, Atlantide è provvista anche di un complesso sistema artificiale di canali di irrigazione ed è inoltre ricca di molte specie di animali domestici e selvatici e sono presenti numerosi metalli e minerali preziosi.

"Al di là di quello stretto di mare chiamato Le Colonne d'Ercole, si trovava allora un'isola più grande della Libia e dell'Asia messe insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole, e da queste isole alla terraferma di fronte (...). In quell'isola chiamata Atlantide v'era un regno che dominava non solo tutta l'isola, ma anche molte altre isole nonché alcune regioni del continente al di là: il suo potere si spingeva, inoltre, al di qua delle Colonne d'Ercole; includendo la Libia, l'Egitto e altre regioni dell'Europa fino alla Tirrenia". Platone

Sull'isola di Atlantide si celebrerebbe il culto di Poseidone e al centro della città sorge ricco e maestoso il suo tempio, dove viene effettuato il sacrificio rituale dei tori. La città principale, Atlantide, sorge sulla costa meridionale ed è protetta da una triplice cerchia di acqua e di terra.

Secondo Platone, gli atlantidei erano devoti al culto di Poseidone

Grazie alla sua ricchezza e al progresso tecnico l'isola ospita un potente impero diviso in dieci stati confederati, ciascuno retto da un re discendente di Poseidone; lo stato sovrano comprende la città di Atlantide ed è suddiviso a sua volta in sessantamila distretti. Con il tempo - narra Crizia - la stirpe divina e virtuosa degli atlantidei venne a deteriorasi e la bramosia di potere li portò ad invadere le civiltà vicine e l'intera area mediterranea, dove però vengono fermati dagli antichi ateniesi, discendenti della dea Minerva; verso la fine della guerra un grande cataclisma devasta il pianeta ed Atlantide viene inghiottita dalle acque in un giorno e una notte.

"Quando l'elemento divino, mescolato con la natura mortale, si estinse in loro, il carattere umano prevalse, allora degenerarono, e mentre a quelli che erano in grado di vedere apparvero turpi, agli occhi di quelli che sono inetti a scorgere qual genere di vita conferisca davvero la felicità, apparvero bellissimi, gonfi come erano di avidità e potenza."

La presenza di una terra al di là delle colonne d'Ercole era già stata citata da Omero nell'Odissea (definendola Cymmeria), inoltre Erodoto cita il popolo degli Atalanti ("che non mangiano alcun essere animato" e "non sognano mai" ), ma in effetti la leggenda che più richiama la narrazione platonica viene dagli indigeni messicani, nel loro mito delle origini si parla di un isola denominata Aztlan e situata nell'Oceano Atlantico che si inabissò nel mare e da cui discendono gli Aztechi, lett. "Abitanti di Aztlan".
A provare la possibile esistenza di Atlantide stanno le molte analogie tra la civiltà dell'antico Egitto e quelle dell'America Centrale: costruzioni piramidali, imbalsamazione, anno diviso in 365 giorni, leggende, affinità linguistiche; studiando queste analogie vari studiosi hanno contribuito a ridestare il mito di Atlantide in epoca moderna (l'abate francese Charles-Etienne Brasseur, l'americano Ignatius Donnelly - che nel 1882 pubblica la prima opera veramente popolare sull'argomento: Atlantis, the Antediluvian World - il medico francese Augustus Le Plongeon - che conduce ricerche archeologiche tra le rovine Maya nello Yucatan, ecc.). Molteplici sono anche le collocazioni "alternative" assegnate ad Atlantide: al largo della Cornovaglia in corrispondenza della mitica città di Lyonesse, in Brasile, Nord America, Ceylon, Mongolia, Sud Africa, Malta, Palestina, Prussia Orientale, Creta, Santorini (teoria accolta da studiosi tradizionali) ed anche in Antartide.

Possibili vestigia atlantidee

Secondo gli insegnamenti teosofici circa quattro milioni di anni fa compaiono in Atlantide i primi rappresentanti della Quarta Razza Madre, evolutisi dai Lemuriani, il continente che li ospita subisce nel tempo molti cataclismi e quello descritto da Platone non è che l'ultimo in ordine cronologico; le principali mutazioni epocali avvengono circa 800.000 anni fa, poi 200.000 anni fa (dopo questo cataclisma restano due grosse isole, Ruta e Daitya), quindi 80.000 anni fa (rimane solo una parte di Ruta, l'isola di Poseidon che è quella citata nel Timeo e Crizia) ed infine nel 9564 a.C. con il quale abbiamo il definitivo inabissamento del continente. L'esistenza di più cataclismi tipo "diluvio universale" è citata anche dal Sacerdote che parla a Solone ed anche lo straordinario medium americano Edgar Cayce (1877-1945) afferma che:

"Atlantide era stata già annientata due volte, la prima a causa di un'esplosione dovuta ai prodotti utilizzati per sterminare gli enormi animali che infestavano la Terra, la seconda per via di un potentissimo cristallo che concentrava l'energia solare sul continente e che un giorno ci fece saltare tutti in aria... Avevamo molti terribili cristalli che traevano energia dalle stelle. Ma quando violammo la Legge dell'Uno, cioè la fratellanza universale, ci distruggemmo..." - "I superstiti scamparono in Egitto, dove i loro successori edificarono la Grande Piramide, e in Messico e in Perù, ove costruirono dei templi che erano un pallidissimo ricordo della civiltà perduta..".

Edgard Cayce

Edgar Cayce, il "Profeta dormiente" (1877-1945)

Cayce parlava spesso di Atlantide nelle sue trance medianiche, affermando di essere stato lui stesso un sacerdote atlantideo; si deve a lui la previsione (nel 1935) che le vestigia atlantidee sarebbero state scoperte entro pochi anni presso l'isola di Bimini, al largo della costa della Florida, ed effettivamente nel 1968-69 gli archeologi J.Mayol e Manson Valentine scoprirono in quella zona una scalinata ed una strada lunga 100 metri, composta da enormi blocchi di pietra disposti ordinatamente uno in fila all'altro. Atlantide stava iniziando a riemergere!


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