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8. «COSMOGENESI»

Lo studio della struttura generale dell'Universo è definito cosmologia, mentre lo studio della sua origine è definito cosmogenesi o cosmogonia (in greco kósmos, mondo e génésthai, nascere). Alla cosmologia ed alla cosmogenesi, che in ultima analisi sono un'unica disciplina, è possibile approcciarsi da un'ottica scientifica o da un'ottica metafisica; di fatto entrambi gli approcci portano a conclusioni analoghe (punto unico di manifestazione e successiva frammentazione/espansione, intercorrelazione olografica tra tutti gli aspetti della realtà, totipotenzialità del vuoto, ciclicità dell'esistenza).

Cosmogenesi

Esiste una precisa correlazione tra il microcosmo umano ed il macrocosmo universale, per cui studiando la genesi e la struttura dell'Universo possiamo comprendere meglio anche la natura intima dell'essere umano. Nella Cabala (Qabbalah) la struttura del Cosmo, con le sue 10 Sephiroth (le sfere di emanazione tramite cui l'Infinito rivela se stesso), è rappresentativa dell'Adam Kadmon, l'Essere Umano Divino originario a cui dobbiamo ritornare. L'Universo, infatti, ha una struttura olografica e frattalica, cioè in ogni sua parte è rappresentato l'intero. Una adeguata conoscenza cosmogonica e cosmologica permette una più profonda conoscenza della psicologia e dell'antropologia esoterica, come suggerito dal noto detto ermetico: "Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa Una".

La Cabala o Qabbalah (lett. in ebraico Ricevuta, Accettazione o Tradizione) rappresenta la dottrina misteriosofica e teosofica dell'Ebraismo. Le origini iniziatiche della Cabala si perdono nella notte dei tempi, ma storicamente si considera risorta nel II secolo d.C. nel popolo d'Israele. I testi di riferimento fondamentali sono il Sefer Yetzirah (Libro della Formazione) e lo Zohar (Libro dello Splendore).

Secondo la Cabala l'Universo è costituito da quattro piani (o mondi, in ebraico Olam) attraverso i quali si sviluppa la successione di 10 principi archetipali: le Sephiroth (lett. Numerazioni - al singolare Sephirah). Le Sephiroth sono visualizzate come 10 sfere che rappresentano i 10 attributi attraverso i quali Dio si rivela e mediante i quali crea il mondo, sono collegate tra loro da 22 canali (3 orizzontali, 7 verticali, 12 diagonali), ognuno dei quali corrisponde ad una delle 22 lettere dell'alfabeto ebraico.

Al di là delle Sephiroth si trova Ain, la cui traduzione è "Nulla" nel senso di Non Essere, Esistenza Negativa, Essenza Sovracosmica inconoscibile, che diventa poi Ain Soph (lett. Senza limiti = Infinito) e Ain Soph Aur (lett. Luce Infinita), da qui abbiamo un processo di delimitazione (Tzim-Tzum) e la Luce Infinita si concentra in un unico Punto centrale, privo di dimensioni, che è la Sephirah Kether.

L'Adam Kadmon

Suddivisione dei piani di realtà secondo la Qabbalah:

  • Il primo piano è il Mondo delle Emanazioni [Olam Ha Atziluth] ed è costituito da Kether, Hokmah e Binah (1, 2, 3) che significano Corona, Saggezza e Intelligenza (apparentemente tre elementi distinti ma in realtà un'unica entità, la cosiddetta Triunità dei Principi).

  • Il secondo piano è il Mondo della Creazione [Olam Ha Beri'ah] ed è costituito da tre sfere (4, 5, 6) che formano un triangolo con il vertice verso il basso, chiamate Hesed (Grazia, Amore, Misericordia), Geburah (Rigore - oppure Din cioè Giudizio) e Tifereth (Bellezza).

  • Il terzo piano è il Mondo delle Formazioni [Olam Ha Yetzirah] (sfere 7, 8, 9) costituito da Netzah (Vittoria), Hod (Gloria) e Yesod (Fondamento). In questo mondo risiedono i principi formativi di tutta la Creazione, gli archetipi su cui sono strutturate le forme inferiori.

  • Il quarto piano è il Mondo delle Azioni [Olam Ha Asiyah] dove si trova unicamente la sfera di Malkuth "Il Regno" (10), la Terra, Madre Inferiore, recipiente di tutti quegli effluvi che in essa prendono forme percepibili dai nostri sensi.

Albero della Vita qabbalistico

Raffigurazioni diverse dell'Albero della Vita qabbalistico

La figura che si viene a formare è detta "Etz ha Chayim" (Albero della Vita) e rappresenta l'Adam Kadmon, l'Adamo Primordiale, cioè l'essere androgino fatto a immagine e somiglianza di Dio. Kether, Hokmah e Binah ne costituiscono la testa, essendo queste due ultime Sephiroth identificate con l'emisfero destro e l'emisfero sinistro (oppure come l'occhio destro e l'occhio sinistro); Hesed è il braccio destro; Geburah il braccio sinistro; Tifereth il cuore; Netzah la gamba destra; Hod la gamba sinistra; Yesod i genitali e Malkuth i piedi.

L'Albero della Vita rappresenta la modalità con cui si è svolta la creazione dei mondi; è il cammino di discesa lungo la quale le Anime raggiungono la forma materiale, ma è anche il sentiero di salita attraverso cui l'essere umano può tornare al Divino (è la "Scala di Giacobbe" - Genesi 28 - la cui base poggia sulla terra e la cui cima tocca il Cielo).

I tre pilastri dell'Albero della Vita corrispondono alle Tre Vie che ogni essere umano ha davanti: il Pilastro della Misericordia (colonna di destra - in Massoneria è detta "Jachin", era una delle due colonne del vestibolo del Tempio di Salomone), il Pilastro della Severità o della Forza (colonna di sinistra - in Massoneria è detta "Boaz") e il Pilastro dell'Equilibrio (colonna centrale).
Solo la via mediana, chiamata anche "Via Regale", ha in sé la capacità di unificare gli opposti
. Senza il pilastro centrale, l'Albero della Vita diventa quello della Conoscenza del Bene e del Male. I pilastri di destra e di sinistra rappresentano le due polarità basilari di tutta la realtà: il maschile a destra e il femminile a sinistra, dai quali sorgono tutte le altre coppie d'opposti presenti nella creazione.

Nell'antica tradizione esoterica egizia e greca la descrizione più completa di come il Cosmo si è generato ed evoluto appartiene alla Gnosi (in greco gnosis = conoscenza). La Gnosi rappresenta la Conoscenza trascendente del Divino, dell'Assoluto, la comprensione diretta della Verità Unica che risiede al di là di ogni molteplicità; è il Sapere Unico a cui tende l'esoterista. La vera Gnosi è senza tempo e per questo viene anche definita Philosophia perennis et universalis (Filosofia perenne ed universale), mentre lo Gnosticismo, nella sua versione classica o storica, si è sviluppato tra il I e il II secolo d.C. nel bacino del Mediterraneo, dall'incontro di vari culti misterici: dall'esoterismo egiziano al misticismo persiano, alla filosofia greca. Tra le figure più importanti citiamo: Valentino, Tolomeo, Simon Mago, Menandro, Basilide, Cerinto, Carpocrate.

Oltre il Velo - La Gnosi

Secondo lo Gnosticismo, Dio risiede in una dimensione perfetta e trascendente detta Pleroma (Pienezza, in greco) in cui risiedono anche le sue dirette emanazioni: gli Eoni. Sophia (Saggezza, in greco) è l'ultimo Eone generato ed è colei che provoca un'instabilità nel Pleroma, uscendo dal suo limite e causando la creazione della materia. La causa di tale instabilità è il suo desiderio di conoscere l'inconoscibile e di creare autonomamente; questa caduta genera il Demiurgo e quindi il mondo materiale, che dunque è una sorta di errore.

Sebbene le correnti gnostiche siano molte e differenti tra loro, esistono alcuni elementi fondamentali:

  • L'esistenza di un Dio completamente trascendente, nascosto (Agnostos Theos = Dio Ignoto), noto anche come Uno, Primo Padre, Monade, Aion Teleos (l'Eone Perfetto), Bythos (in greco Profondità), Proarkhe (in greco Prima dell'Inizio), Arkhe (in greco Inizio).

  • Un dualismo marcato fra un mondo perfetto superiore e un mondo imperfetto inferiore (vi è una netta linea di demarcazione tra la luce della conoscenza e le tenebre dell'ignoranza).

  • Il perfetto mondo Divino è definito Pleroma (in greco Pienezza) ed è costituito dalle emanazioni divine dette Eoni; il mondo inferiore, materiale, è gestito da "Eoni inferiori" detti Arconti.
    Fra gli Eoni emanati e Dio emanatore esiste una "frattura ontologica". Nella corrente barbelotiana è solo l'entità femminile-androgina Barbelo, e nessun altro, a poter volgere il proprio sguardo verso la Fonte Suprema. E' a causa di questa separazione che l'ultimo fra gli Eoni (Sophia), preso dal desiderio di comunione con la Fonte produce la cosiddetta "caduta pneumatica" e genera così la creazione erronea del mondo materiale.

  • La creazione del mondo è avvenuta a seguito di un errore, una caduta o un peccato.

  • Il Demiurgo (Yaldabaoth - Yahve, il Dio vendicativo dell'Antico Testamento) è l'Eone inferiore che ha creato il mondo sensibile, in cui vive l'essere umano (si differenzia dal Demiurgo platonico a causa della separazione con la Fonte Originaria e quindi della sua ignoranza).

  • Nell'essere umano è presente una scintilla spirituale (pneumatica) donata dagli Eoni superiori, dopo che il Pleroma si è mosso a pietà per la condizione della sua immagine terrestre. La meta finale umana è, dunque, il ritorno alla pienezza del Pleroma (l'Apokastasis, la Reintegrazione)

  • Il Demiurgo (lett. Mezzo-Creatore) ed i suoi Arconti (in genere in numero di sette) lottano affinché l'essere umano rimanga avvolto dalle tenebre della non conoscenza. In quanto l'ascesa dell'uomo, e il ricongiungimento con il Padre segnerà la fine del tempo del regno del Demiurgo.

Nella Gnosi valentiniana l'umanità è divisa in tre categorie: gli "Ilici" (dal gr. hyle = materia) vivono secondo i propri istinti animali e sono la maggioranza delle persone, hanno una visione completamente materialistica; gli "Psichici" (dal gr. psyche = anima) che pur avendo un certo grado di sensibilità scambiano il Demiurgo per il Vero Dio e gli "Pneumatici" (dal gr. pneuma = spirito) che sono gli unici veramente pronti a ricevere la Gnosi.


COSMOGONIE COMPARATE

Se prendiamo in considerazione i miti di tutte le culture del mondo, scopriamo che tramite uno studio comparato delle varie cosmogonie (indù, greche, nordiche, africane, egiziane, amerindie, celtiche, maori, polinesiane, ebraiche, cinesi, ecc.) è possibile rilevare un'intrinseca unità di fondo. Questa unità fondamentale porta a riflettere sul fatto che tutte, probabilmente, sono radicate nella Tradizione Universale o Philosophia Perennis. I punti comuni più importanti sono di seguito elencati:

  • Esiste una dimensione immanifesta, un Non-Essere, da cui emerge un Principio Creatore che rende manifesta l'intera totalità della Creazione. Spesso il Non Manifesto è definito come Vuoto o Tenebre e non è dato alla mente umana il potere di comprenderlo. Per i Cinesi l'immanifesto è espresso nel concetto del Tao (nel suo stato immobile e indifferenziato detto Wu Chi); per i Nativi Americani esiste un Grande Mistero, Cuore del Cielo, Signore del Dovunque che delega il compito della Creazione ad un aspetto di Sé, chiamato dai Sioux Wakan-Tanka. Gli Hopi dell'Arizona invece chiamano Taiowa, l'Infinità senza origine, e Sotuknang è suo nipote delegato a rendere l'universo manifesto. Per i Greci è dal Chaos che nasce Gaia (la Terra) e da lei Uranos (il Cielo).

    Per la Qabbalah l'"Inconoscibile Immanifesto" è descritto indirettamente come "tre veli di esistenza negativa" che si interpongono tra l'Oscurità del Non Essere Assoluto e la Luce manifesta: da AIN "Esistenza negativa", "Nulla" origina AIN SOPH "l'Illimitato", "Senza Fine", vastità illimitata dello Spazio da cui emerge AIN SOPH AUR la "Luce illimitata" che concentra la sua essenza in un singolo punto (la Sephirah Kether).

  • Il Principio Creatore (Dio Creatore o Padre), a cui la Manifestazione è demandata, è spesso suddiviso in 3 aspetti (talvolta anche 7 o 12); tale Principio Maschile plasma, ed al tempo stesso emana, il Principio Femminile della Materia-Energia.

    Talvolta la materia si ribella contro l'influenza formativa dello spirito: nella Tradizione Africana il dio Obatala (o Orisha-Nla), Dio della Veste Bianca, tenta di mettere ordine nel Caos primordiale, in cui la Terra già esisteva ma era un luogo oscuro di paludi selvatiche ed acqua, reame della dea Olokun. Olokun, irritata per l'invasione del suo territorio, scosse la Terra così violentemente che il danno dovette essere riparato prima di poter proseguire il processo cosmogonico.
    Questa ribellione viene rappresentata nei miti spesso con battaglie tra dei e demoni, tra guerrieri e dragoni, come nella Tradizione Sumero-Babilonese in cui il Dio-Sole Marduk vince il drago femminile Tiamat, simbolo del Chaos primordiale.

Tiamat e Marduk

Tiamat e Marduk in battaglia - dalla tradizione cosmogonica sumero-babilonese

  • La Manifestazione è regolata da Leggi che ne guidano l'Evoluzione e la continua mutazione, tale processo dura eoni di tempo ed è ciclico, nei Veda indiani viene definito "Respiro di Brahma" (*); alla fine dei tempi l'intero universo viene riassorbito nell'Immanifesto Inconoscibile (secondo la Mitologia Azteca fino ad oggi vi sono state cinque creazioni).

    Tra una Manifestazione e l'altra tutta la materia-energia è come "congelata"
    , non vi sono "onde vibrazionali" e non vi è moto, tale fase nell'Induismo è definita Pralaya. Nella Tradizione dei Nativi Americani il processo di emanazione creativa assume un'evoluzione ciclica in cui ci sono 7 fasi cicliche; ciascuna delle quali subisce 7 trasformazioni evolutive, per un totale di 49 passi o periodi in un ciclo completo. Gli Hopi, ad es., affermano che l'umanità passa attraverso 7 successivi "mondi", facenti parte di 7 successivi "Univ ersi", nel corso dei 49 stadi della sua esistenza totale.

(*) Secondo i Veda un ciclo di Manifestazione dell'Assoluto si compie in 311.040.000.000.000 anni (Era di Brahma, Mahakalpa o Manvantara), che costituiscono 100 Anni di Brahma, composti ciascuno da 360 Giorni e 360 Notti di Brahma. Un Giorno di Brahma equivale a 1000 Maha-Yuga di 4.320.000 anni ciascuno, durante i quali si alternano 4 Yuga: Satya Yuga (1.728.000 anni), Treta Yuga (1.296.000 anni), Dwapara Yuga (864.000 anni) ed infine l'attuale Kali Yuga (432.000 anni).

  • Alla Manifestazione attuale ne sono precedute altre "non riuscite"; per cui l'intero processo evolutivo avviene mediante perfezionamenti successivi (questo concetto è presente nelle tradizioni africane, Maori, nordiche ed ebraiche - lo Zohar ebraico, ad es., parla di molte creazioni abortive distrutte perché "non conformi", tali creazioni sono dette "Re Primordiali").

  • L'Uomo, composto sia da un Principio Spirituale che da uno materiale, costituisce il tramite tra Terra e Cielo ("Materializza lo Spirito e Spiritualizza la Materia"), quando riesce a elevarsi sopra il suo destino nella Materia-Mater diventa un eroe ed un iniziato e ritorna al Padre.

  • La Creazione si compone di svariati livelli vibrazionali o emanazioni, dallo Spirito Puro (Pura Coscienza, nella Tradizione Indù: Purusha) all'Energia Primordiale (nella Tradizione Indù: Prakriti - Shakti) e giù giù fino alla materia più densa attraverso ipostasi successive (anche nel Tao Te Ching si legge che: "Il Tao genera l'Uno, l'uno genera il due, Il due genera il tre e il tre genera i diecimila esseri").

    Nella Tradizione Maya (dal poema Popol Vuh) si narra che Cabahuil, "Cuore di Cielo", produce l'Uno manifesto - Hunracan ("Dio-Sette") - i cui sei aspetti sono: Tzakol, Bitol, Alom, Cajolom, Tepeu e Gucumatz. I 6 aspetti + 1 (centrale) sono i "7 guerrieri" o "7 pietre della grazia" e sono le loro settuplici permutazioni che causano tutti i 49 piani dell'intero ciclo di manifestazione.

    Nella Tradizione Egiziana, il ciclo associato ad Heliopolis afferma che dalle Acque primordiali dello Spazio-Caos (Nu) nasce Atum, (il "Tutto", il "Completo" è il Dio-Sole) che autoemana la prima dualità: i gemelli Shu e Tefnut - Luce ed Aria. Luce separa poi Geb la Terra-maschile da Nut il Cielo-femminile i quali insieme daranno origine a Osiride, Iside, Set, e Nephtys cioè ai poteri causali della Natura, i Neters, a cui si aggiungerà Horus, figlio di Osiride ed Iside; i Neters sono rappresentativi di cinque ipostasi cosmiche sempre più dense.

    I vari livelli vibrazionali della Creazione spesso corrispondono a dei veri e propri mondi, la struttura più semplice prevede un Mondo Superiore, un Mondo Inferiore e un Mondo Intermedio (in genere abitato dall'essere umano). Questo schema, ad esempio, è presente nella struttura cosmologica medievale (di matrice aristotelica e tolemaica), mirabilmente descritta da Dante nella Divina Commedia.

  • E' spesso presente una componente di violenza nella Creazione che si instaura tra i genitori primordiali e i loro figli divini (nei miti Greci Saturno succede ad Urano castrandolo e Giove a Saturno detronizzandolo).

    Nella Tradizione dei Maori della Nuova Zelanda prima dell'uomo ci fu un periodo enorme di Inesistenza, Te Kore, ed in seguito venne l'eternità di Te Po, la Grande Notte, in cui forze sconosciute si muovevano lentamente, ed incomprensi-bilmente portarono l'universo in essere attraverso un primo barlume di Luce (Te Ata, l'Alba). Rangi-potiki (il Cielo) poté così vedere Papa (la Madre Terra) lontano sotto lui, la desiderò e insieme concepirono molti figli, la Terra però viveva immersa nell'oscurità poiché il Cielo la abbracciava e così i figli si ribellarono e separarono i genitori grazie al potere di Tane (Dio della crescita e padre delle foreste) originando l'universo come noi lo conosciamo.

    Nella Tradizione dei Popoli Nordici, l'Edda, dall'interazione tra Fuoco e Ghiaccio Cosmico nasce un gigante dormiente ed ermafrodita di nome Ymer, dal cui sudore nacquero i primi uomini, e la vacca Audhumla che per nutrirsi leccava il sale dei blocchi di ghiaccio, e così facendo fece emergere dai blocchi Buri, il primo uomo divino. Da Buri emana Borr, che si unisce con una delle figlie giganti nate dagli esseri germogliati da Ymer e genera una trinità creativa: il divino Padre, il Volere, e la Santità (Odino, Vile e Ve). Questi uccidono nel sonno il "gigante di ghiaccio" e lo fanno a pezzi per dare forma e struttura alla manifestazione.

La vacca Audhumla lecca il ghiaccio primordiale e fa emergere il primo uomo divino

UNO SCHEMA UNIVERSALE DELLA COSMOGENESI

Ecco di seguito uno schema generale che sintetizza i principi cosmogenetici fondamentali.

  • Alla base di Tutto Ciò che E' esiste una Matrice Zero data dal Vuoto, un Nulla totipotenziale situato completamente al di là del dominio della mente e di cui niente si può dire (l'Ain cabalistico, il Wu Chi taoista, il Brahman Nirguna vedico).

  • Tramite un processo di concentrazione (lo TzimTzum cabalistico) dallo Zero emerge la Matrice Uno (Unità) rappresentata dal Dio Unico, Kether nella Cabala, Brahman Saguna induista. Il Logos Non Manifesto, Verbo Non Detto, a questo punto dà origine al Logos Manifesto o Verbo Detto.

  • La Matrice Due (Dualità) emerge sotto forma di un movimento della Coscienza Unica che turba l'equilibrio dell'Unità stessa; si manifesta un'onda che suddivide due zone a differente densità, una più piena (Yang) e una più vuota (Yin). A questo livello la Dualità si esprime nel suo aspetto archetipale più elevato, rappresentato da Hokmah e Binah nella Cabala; Dio Padre e Dea Madre dei culti (neo)pagani; Purusha e Prakriti nell'Induismo. Non siamo ancora nella creazione materiale.

Il perché dallo Zero emerga l'Uno e dall'Uno il Due può anche essere semplicemente spiegato come l'attuazione di una delle infinite potenzialità contenute nel Vuoto, al di là di ogni finalismo creazionistico.

Le Matrici della Creazione
Matrice Zero   -   Matrice Uno   -   Matrice Due

Ad ogni movimentazione successiva si creano ulteriori differenze di densità che trasformano la Dualità in molteplicità ed è qui che possiamo parlare di Creazione o Manifestazione della realtà sensibile. All'interno dell'Unità, infatti, si vengono a creare sempre maggiori turbolenze, addensamenti e diluizioni della matrice che - di fatto - resta sempre se stessa. Poiché la matrice dell'Unità è la Pura Coscienza, ogni zona di differenziazione mantiene un'autocoscienza, che diventa sempre meno totalizzante mano a mano che le differenziazioni sono in numero maggiore, fino a sfociare nell'identificazione non più nel Tutto ma nella singola parte. Ogni zona differenziata entra nell'illusione di esistere di per sé e di avere una dimensione di individualità che, in realtà, è solo fittizia ed apparente.
Tutto ciò che costituisce l'Universo manifesto (le galassie, le stelle, i pianeti, gli esseri umani, gli animali, le piante, le cellule, gli atomi) non sono altro che porzioni di Unità disidentificatesi dall'insieme e illusoriamente identificate con un aspetto parziale del Tutto. Maggiore è la lontananza dalla percezione dell'Unità e maggiore è l'illusione, il velo di Maya calato su quell'aspetto frattalico dell'Uno.


Molteplicità

In quanto esseri umani partecipiamo a questo processo e la biotipologia che ci caratterizza (cioè la struttura corporea e psichica individuale) origina dalla specifica modulazione della polarità su cui ci siamo identificati. In sostanza essendo ogni cosa composta dalle due energie Yin e Yang, a seconda di come queste energie si sono miscelate in noi ecco che emerge il biotipo individuale.

Benché ogni frazione del Tutto identificata su di sé consideri di esistere come essere autonomo e individuale la separazione dall'Unità, quindi dalla Verità, si fa sentire sotto forma di disagio esistenziale. Un disagio che nessun "fare" al mondo potrà mai colmare (al più potrà soffocarlo temporaneamente), in quanto solo la dimensione dell'"essere" nel suo stato originario offre l'autentica risposta.

Tutti noi siamo delle modulazioni dell'Unità e interiormente esiste uno struggente richiamo ad Essa. Il risveglio alla Vera Coscienza è spesso soffocato dal tumulto emozionale e dal gioco all'identificazione con la materia, ma inconsciamente siamo tutti attirati da ciò che può renderci di nuovo completi... siamo sempre richiamati da ciò che sentiamo mancare in noi, che sia a livello conscio o inconscio (l'esempio più evidente è l'attrazione verso il sesso opposto o comunque verso l'opposta polarità energetica nel caso dell'omosessualità).

Semplificando possiamo ridurre ogni aspetto della nostra identità a una delle due polarità (ad es. un individuo può essere Yang biologicamente - uomo - ma con una predominanza di polarità Yin nella sfera sessuale - più passivo quindi - un predominanza Yin sul piano emozionale - sensibile e sentimentale - ed avere invece una predominanza Yang sul piano mentale - razionale - e la descrizione potrebbe continuare...). Gli aspetti dell'individualità che caratterizza ogni essere umano sono in effetti un numero incalcolabile e per questo non esistono due persone uguali, nemmeno due gemelli che abbiano lo stesso patrimonio genetico.

Ogni polarità chiama il suo opposto per riconciliarsi e tornare all'Unità. Se provassimo a definire i singoli aspetti della nostra individualità tramite un codice binario in cui 0 = Yin e 1 = Yang vedremmo emergere una sorta di codice identificativo di ogni essere una volta definiti a quali attributi volessimo far corrispondere la prima cifra binaria, la seconda cifra, la terza e così via. Ebbene sulla base degli aspetti non integrati in ciascuno di noi (le polarità mancanti) l'Universo ci mette in relazione con eventi, oggetti e persone che li rappresentano e che noi dovremmo integrare, cioè riconoscere come parti di noi stessi. Molto schematicamente (ipotizzando di valutare solo sei attributi), un individuo 010000 avrebbe bisogno di integrare le energie 101111 per poter percepire nuovamente il senso dell'Unità. L'integrazione è avvenuta quando una qualità non suscita più in noi uno slancio emozionale, positivo o negativo che sia. Essendo ciascuno di noi un frattale del Tutto ci appartengono sia tutte le qualità positive dell'essere umano che tutte le qualità negative, senza eccezione, nessuna esclusa!

Matrici delle individualità

Il difendere la propria identità (in quanto interiormente perderla equivarrebbe a morire) spesso ostacola questo processo e le persone sono costrette a vivere enormi sofferenze proprio perché si ostinano a rifiutare l'integrazione dei propri contropoli.

Un individuo arriva ad essere completo solo quando ha integrato TUTTE le parti in cui non si riconosceva, positive o negative che fossero. Le parti valutate come positive (ad es. bellezza, intelligenza, compassione, ecc...) suscitano una volontà di avvicinarle a sé, mentre le parti valutate come negative (ad es. bruttezza, maleducazione, cattiveria, ecc...) suscitano una volontà di repulsione; in tutte e due i casi è comunque attivo un meccanismo di attrazione, in quanto l'individuo è toccato emozionalemente sia da ciò che gli piace sia da ciò che non gli piace e non riesce a disinteressarsene.

Un esempio di quanto appena detto ci viene dalla "Legge di Attrazione" che afferma che, indipendentemente se noi desideriamo o meno una cosa, la attiriamo nel momento in cui ci portiamo sopra attenzione, quindi anche quando ci lamentiamo di una situazione la stiamo in realtà attirando.

Noi proviamo indifferenza solo quando ci confrontiamo con qualità che abbiamo integrato, che sappiamo che ci appartengono e con le quali siamo emozionalmente in pace (né ci esaltiamo per esse, né ci disturbano). Un Illuminato è in equilibrio con il Tutto perché sa che il Tutto è dentro di sé, nulla lo tocca più esteriormente e vive lo stato di Sat Chit Ananda (Essenza - Coscienza - Beatitudine).

Dal molteplice all'Unità

Una rappresentazione grafica del cammino dalla molteplicità frammentata del sé all'Unità


Cosmologia Taoista

Lo schema della manifestazione secondo la filosofia taoista

Nello stato di Wu Chi o WuJi >> Stato di Calma Assoluta
(Wu = Assenza, Negazione, Ji = Ultimo, Assoluto, Punto Massimo, Estremità) il Tao è immobile;
nello stato di Tai Chi o TaiJi >> Supremo Assoluto
(Tai = Grande, Supremo, Ji = Ultimo, Assoluto, Punto Massimo, Estremità) il Tao è in movimento.



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Cabala - La Chiave del Potere Interiore
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La Filosofia Perenne("Sophia Perennis") ci fa comprendere come tutte le religioni, in forme diverse, adorano lo stesso Principio Divino Universale
Frithjof Schuon
Edizioni Mediterranee

 

 



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Un'esperienza diretta di un'antica incarnazione in Egitto e nei suoi Misteri Esoterici
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