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Libro: I Vampiri di Energia

SYNTHESIS 12
«Cronosofia» (Parte 1)


LA NATURA DEL TEMPO

"Ad essere veramente onesti, né gli scienziati né i filosofi,
sanno realmente cosa sia il tempo o perché esista!" Paul Davies

La Cronosofia (in greco kronos = tempo e sophia = conoscenza), nell'accezione utilizzata nel nostro percorso, è lo studio della Scienza e della Metafisica del Tempo. La Cronosofia è la chiave per accedere alla consapevolezza e alla padronanza del tempo, che - in un'ottica metafisica - altro non rappresenta che la prima tappa di condensazione della Coscienza Divina, prima di calarsi nello spazio e nella materia. Vedi la progressione: Assoluto | Atemporale Tempo Spazio Materia.

Tempo, Spazio e Materia in relazione all'Atemporale

Questa "caduta vibrazionale" si ritrova negli insegnamenti dei Veda, secondo cui il Brahman (l'Assoluto) discende in Kala (Tempo), Desa (Spazio) ed Anu (Atomo materiale) per manifestarsi quindi sotto forma di personalità individuale (Jivatman). Il Tempo rappresenta quindi un aspetto della Coscienza e la conoscenza e la padronanza delle sue leggi diventa una chiave di riconnessione con la nostra perduta Coscienza Superiore, un modo per andare al di là della frammentazione del Sé che avviene nel continuum spazio-temporale e tornare allo stato originario di Unità col Divino

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Il tempo segna gli aspetti fondamentali della nostra esistenza, la nascita e la morte, eppure resta un qualcosa di intangibile e di difficilmente definibile. L'esperienza empirica ci suggerisce che il tempo è quella dimensione in cui gli eventi scorrono, ma a livello scientifico non siamo ancora in grado di dire con esattezza cosa sia il tempo, sebbene possiamo misurarlo e inserirlo nelle formule che descrivono le leggi generali della fisica. A livello spirituale si considera che il tempo non esista di per sé, ma che esista un "Infinito Continuo Presente" e che sia la mente razionale a parcellizzare gli eventi facendoceli apparire come disposti in una sequenza che viaggia dal passato verso il futuro. Nei sogni, nelle esperienze mistiche ed anche in quelle che sono considerate "patologie della mente" (ad es. nella schizofrenia), l'essere umano è addirittura in grado di sperimentare un diverso scorrere del tempo perché la mente razionale non è più in grado di imporre le sue leggi.

La clessidra del tempo

Il tempo è sfuggente per sua stessa natura, infatti il passato è qualcosa "che non è più", il futuro è qualcosa "che non è ancora" ed il presente è composto di istanti su cui non si fa in tempo a porre l'attenzione che sono già passati. Non a caso Sant'Agostino nelle "Confessioni" si domanda che cosa sia il tempo ed arriva ad affermare: "Se nessuno me lo chiede, lo so. Se dovessi spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so" (Libro XI, capitolo 14).
Sant'Agostino giunge a considerare che il passato ed il futuro possono essere pensati solo come presente: il "passato" come memoria - presente delle cose passate - ed il "futuro" come attesa - presente delle cose future - senza con questo ritenere di aver sciolto l'enigma temporale ("La mia anima aspira a conoscere questo enigma terribilmente imbrogliato e prega Dio di illuminarlo, assicurandolo che il suo interesse per il problema non proviene da vana curiosità. Io ti confesso, o Signore, di ignorare ancora che cosa sia il tempo" - Libro XI, capitolo 20).

Anche solo restando ad una visione fisica della realtà, è davvero arrivato il momento di allargare i nostri abituali orizzonti rispetto al concetto di tempo; grazie alla Teoria della Relatività Generale di Einstein sappiamo che spazio e tempo sono strettamente interconnessi e che il tempo scorre più lentamente tanto maggiore è il campo gravitazionale. Poiché lo spazio e il tempo possono essere dilatati ed accorciati, possiamo parlare solo di tempo relativo a un osservatore, piuttosto che di un tempo assoluto. Dalla Relatività Generale, la cui veridicità è oggi dimostrata a livello sperimentale, deduciamo quindi che nel Cosmo esistono tempi differenti di scorrimento del tempo. In prossimità di un buco nero, ad esempio, dove c'è un immensa forza gravitazionale, la velocità di scorrimento del tempo è praticamente nulla, mentre è molto rapida nella periferia di quella regione dello spazio! Portando all'estremo la relatività del tempo e considerando che osservatori diversi possono vedere lo stesso evento come attuale, già passato o come evento futuro, possiamo affermare che passato, presente e futuro coesistono, rivoluzionando totalmente le nostre credenze sulla realtà!


IL TEMPO IN FILOSOFIA

Nell'approccio filosofico al concetto di tempo varie domande sono state poste e scuole di pensiero differenti hanno formulato delle risposte anche antitetiche tra loro. Le domande più frequenti sono: qual è l'origine del tempo? Il tempo è qualcosa di assoluto o esiste solo in relazione all'osservazione degli eventi? Il tempo effettivamente scorre oppure no? Il tempo è rettilineo o lo è solo nel breve spazio di tempo che l'uomo percepisce?

Secondo Parmenide di Elea (515-450 a.C.) la natura intima dell'esistenza è immobile ed eterna, per cui il senso del tempo e tutti i mutamenti del mondo fisico sono solo delle illusioni (doxa). Se il tempo sussistesse ciò che esiste dovrebbe venire all'esistenza da un non essere, concetto da Parmenide reputato assurdo. "L'essere è e il non essere non è", per cui ciò che è non può iniziare o cessare di essere, perché questo implicherebbe che ad un certo punto il non essere sarebbe e l'essere non sarebbe.

"Essendo ingenerato è anche imperituro, tutt'intero, unico, immobile e senza fine. Non mai era né sarà, perché è ora tutt'insieme, uno, continuo. Difatti quale origine gli vuoi cercare? Come e donde il suo nascere? Dal non essere non ti permetterò né di dirlo né di pensarlo. Infatti non si può né dire né pensare ciò che non è." "L'essere come potrebbe esistere nel futuro? In che modo mai sarebbe venuto all'esistenza?"

Parmenide    Parmenide

Secondo Eraclito di Efeso (535-475 a.C.) tutto ha origine dal Fuoco (che condensandosi diventa Aria, Acqua e Terra), la cui natura è di essere in perenne mutamento e da questo deriva che l'essenza della Natura è proprio il suo continuo divenire, espresso nell'aforisma "panta rhei" ("Tutto scorre"). Per Eraclito la natura del tempo è comunque ciclica; sembra che a lui si debba il termine "ekpyrosis" (conflagrazione) che rappresenta la grande deflagrazione dell'Universo alla fine del suo ciclo per essere poi ricreato (palingenesi) ed essere distrutto di nuovo in un ciclo eterno. Anche per Eraclito, comunque, al di sotto del continuo mutamento vi è un Logos, una verità ed un'armonia profonda che governa tutto ciò che esiste e la perenne dialettica fra contrari, riconducendo ad un'Unità la molteplicità apparente del mondo naturale ("Ascoltando non me, ma il logos, è saggio convenire che tutto è uno").

Eraclito    Eraclito

Per Platone (428-347 a.C.) il tempo è "l'immagine mobile dell'eternità", come scrive nel Timeo. Al di sopra dei fenomeni esiste l'Iperuranio, eterno ed immutabile, per cui i concetti di passato, presente e futuro hanno un senso solo rispetto alla realtà sensibile e, nel loro flusso circolare, rimandano all'eternità a loro sovrastante, di cui sono un mero riflesso (l'immagine mobile di ciò che è immobile, appunto).

Platone    Platone

Per Aristotele (384-322 a.C.) il tempo è potenzialmente infinito (mentre ritiene finito lo spazio) e lo riconduce ad un numero. Il tempo, infatti, è per lui la misura del movimento, il modo in cui "contiamo" quanto le cose si muovono ("Questo, in realtà, è il tempo: il numero del movimento secondo il prima e il poi"). Il tempo esiste laddove esiste il movimento, al di là delle cose che mutano vi è solo Dio (Theòs) che ne rappresenta il motore immobile, eterno e immateriale. Dio è la causa di ogni movimento poiché tutte le cose tendono a Lui, quindi pur non muovendosi muove tutto! Aristotele si chiede anche se il tempo potrebbe esistere senza la coscienza, cioè l'anima, dato che non ci può esser nulla da contare se non c'è nessuno che conta. In ogni caso, per Aristotele il tempo resta un paradosso; nel IV libro della Fisica, infatti, inizia la trattazione affermando che il tempo non esiste: il passato perché non c'è più, il futuro perché non c'è ancora, il presente, l'istante (nyn) non è nel tempo perché semplicemente separa ciò che è passato da ciò che è futuro. "Per un verso, esso è stato e non è più, per un altro verso esso sarà e non è ancora".

Aristotele    Aristotele

Per Sant'Agostino (354-430) il tempo nasce al momento della creazione dell'Universo da parte di Dio, non esiste quindi un "prima" della Creazione, così come non esisterà un "dopo", in caso contrario verrebbe contraddetto il dogma dell'immutabilità di Dio. Nelle "Confessiones" Sant'Agostino afferma che il tempo esiste solo come dimensione dell'anima umana; la sua definizione esatta è: "distensio animae" (distensione dell'anima), in quanto l'esistenza si distende tra l'attenzione (presente), la memoria (passato) e l'attesa (futuro). Poiché, però, la percezione temporale avviene tutta nel presente, le tre dimensioni temporali sono più correttamente definite come: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. E' la nostra mente a misurare il tempo, che quindi non ha una vera e propria oggettività e da qui deriva anche la difficoltà di definirlo; non a caso quando Sant'Agostino chiede a se stesso che cosa sia il tempo, arriva ad affermare: "Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so". Ad un livello il tempo sembra neppure esistere: "Se dunque il presente, per essere tempo, deve diventare passato, come possiamo dire di lui che esiste, se l'unica ragione del suo esistere è che non esisterà, non potendo cioè realmente dire che il tempo esiste se non in quanto tende a non esistere?".

Sant'Agostino    Sant'Agostino

Per il filosofo tedesco Immanuel Kant (1724-1804) il tempo e lo spazio sono forme "pure" della sensibilità, che sussistono prima di ogni esperienza e grazie alle quali riordiniamo i dati fenomenici. In pratica Kant concepisce spazio e tempo non come realtà esterne ma come un modo di organizzare i dati sensibili della realtà: noi percepiamo le cose l'una accanto alle altre (spazio) e l'una dopo l'altra (tempo) solo perché questo è il nostro modo di percepirli. Nella "Critica alla ragione Pura" Kant afferma: "Lo spazio non è altro se non la forma di tutti i fenomeni dei sensi esterni" - "Il tempo non è altro che la forma del senso interno, cioè dell'intuizione di noi stessi e del nostro stato interno".
Nella realtà assoluta di Dio il tempo, come lo spazio, non esiste (perché ogni cosa è percepita in totalità ed allo stesso tempo), mentre il tempo esiste nella mente finita dell'essere umano come condizione a priori dell'esperienza, cioè presente interiormente nell'individuo ancora prima che i dati giungano tramite i sensi (se gli esseri umani non fossero capaci di avvertire lo scorrere del tempo non sarebbero neanche capaci di percepire il mondo sensibile).

Kant    Immanuel Kant

Il filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831) concepisce lo Spirito (dell'essere umano) come continuamente spinto in avanti sulla strada della verità (Dio stesso) per mezzo alla costatazione dell'inadeguatezza dei risultati fino ad allora raggiunti. Lo Spirito non ha riposo, è sempre inquieto e cerca sempre di agire e di superare sé stesso; il tempo è la successione delle esperienze verso la verità ed è costituito di memorie di tentativi falliti, cioè delle esperienze di verità parziali; è una negatività che sopprime se stessa. Scrive Hegel: "Il tempo è l'Essere che, quando è, non è, e quando non è, è"; in pratica lo Spirito per autoconoscersi deve appropriarsi di ciò che non è, e questo appropriarsi e conoscersi per negazione è ciò che avviene nel tempo.

Kant    Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Martin Heidegger (1889-1976) nella sua opera maggiore: "Essere e Tempo" (1927) parte dalla domanda: "Cos'è l'essere?" ed arriva a definire l'essere umano come progetto e gli oggetti della fisicità (enti intramondani) come gli strumenti di tale progetto, il cui fine è proprio prendersi cura di tali oggetti, di prendersi cura, quindi, del mondo, o per cambiarlo o per mantenerlo. Poiché ogni progetto è limitato dalla morte, l'essere umano si ritrova calato in una dimensione temporale: il passato è il punto di partenza e il fondamento delle possibilità a venire ed il futuro è l'opportunità di conservazione o mutamento del passato. Il progetto che costituisce l'essere si estrinseca e trova il suo significato nel tempo e da qui sorge l'equivalenza del pensiero heideggeriano: l'essere è il tempo e il tempo è l'essere! Il tempo è il senso del nostro essere in quanto rende possibile l'esprimersi nel mondo, l'esserci nel mondo; per questo, secondo Heidegger, la scienza non può dirci che cosa sia il tempo, ma può solo misurarlo. Con un orologio è, infatti, possibile misurare l'"ora", ma la scienza ignora cosa sia questo "ora" essendo una realtà solo soggettiva.

Kant    Martin Heidegger


"Un grande contributo alla riflessione sul problema del tempo lo si deve al filosofo francese Henri Bergson il quale osserva che il tempo della fisica non coincide con quello della coscienza. Il tempo come unità di misura dei fenomeni fisici, infatti, si risolve in una spazializzazione (come ad esempio le lancette dell'orologio) in cui ogni istante è oggettivamente rappresentato e qualitativamente identico a tutti gli altri; il tempo originario, invece, si trova nella nostra coscienza che lo conosce mediante intuizione; esso è soggettivo, e ogni istante risulta qualitativamente diverso da tutti gli altri" Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Tempo

Oltre ai filosofi, studiosi di varie discipline si sono dedicate al tempo. L'ingegnere e pilota irlandese John William Dunne (1875-1949) sviluppò una teoria del tempo dove considerava la percezione del tempo similarmente alle note suonate su un piano. A seguito di un sogno premonitore dell'eruzione del monte Pelée, nelle isole francesi di Martinica, nel 1902, si rese conto che i sogni potevano contenere delle precise connessioni con gli eventi reali e tenendo traccia dei propri sogni si rese conto che contenevano eventi passati e futuri in quantità equivalenti. Da questo concluse che nei sogni riusciamo a sfuggire al tempo lineare. Pubblicò le sue idee in "An Experiment with Time" ("Un esperimento col tempo" - 1927) e, in seguito, su altri libri.

Peter D. Ouspensky (1878-1949), allievo di Gurdjieff, scrive nel suo "Frammenti di un insegnamento sconosciuto" che il tempo corrisponde alla Quarta Dimensione e che esistono anche una quinta e una sesta dimensione (temporali). La successione degli istanti di realizzazione di una data possibilità costituisce la "linea del tempo", ogni istante lascia il passo al successivo, ma ogni momento del tempo ha un'esistenza infinita nell'eternità che possiamo vedere come la Quinta Dimensione, cioè l'estensione sulla seconda dimensione temporale. Nell'eternità le possibilità realizzate sono realizzate all'infinito e quelle non realizzate continueranno all'infinito a rimanere tali. La realizzazione di TUTTE le possibilità contempla la necessità di un'ulteriore dimensione (la Sesta Dimensione), in quanto esse non possono essere contenute in una "linea" del tempo, come neppure nel "piano" del tempo; ecco quindi che al di fuori della temporalità lineare e dell'eternità esiste una "più alta eternità" dove tutto viene realizzato!

Dimensioni del tempo, secondo Ouspensky



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Elenco lezioni del percorso Synthesis - Scienze Noetiche



Lo Yoga della Mente e il
Viaggio nel Tempo

Come padroneggiare la mente per riuscire a collassare lo spazio e il tempo
Fred Alan Wolf
Edizioni Macro

 

 

 



Viaggio nel Tempo
Guida per principianti

L'autore collega concetti della fisica teorica con alcune fenomenologie proprie della parapsicologia, in sintonia con le ricerche in corso all'Università di Princeton (all'istituto "PEAR Lab"), dove questi argomenti si stanno studiando seriamente da anni, sia su un piano teorico che sperimentale: in particolare le possibili interazioni tra la coscienza, la materia e gli eventi
J.H. Brennan
Edizioni Macxro

 

 

 

La Quarta Dimensione
Questo libro spiega la natura dello spazio e del tempo e come essi potrebbero mutare nei modi più svariati. Un libro essenzialmentre di natura scientifica e non metafisica
Rudy Rucker
Edizioni Adelphi

 

 

 

Copertina - Oltre le Porte del Tempo

Oltre le Porte del Tempo - Rivivere le vite passate per guarire la vita presente
In questo libro Weiss spiega che la scoperta delle vite passate non è soltanto un'emozionante avventura spirituale: nei luoghi più profondi della memoria, infatti, si trovano le chiavi per risolvere problemi e traumi della vita attuale, per sviluppare il talento, per rifondare su basi completamente nuove il carattere
Brian Weiss
Oscar Mondadori

 

 

 

Copertina - I Misteri del Tempo e dello Spazio

I Misteri del Tempo e dello Spazio
L'Autore presenta una raccolta straordinaria di casi documentati tra i più sconcertanti relativi al paranormale; parla di episodi UFO, Bigfoot, poltergeist, fantasmi, manufatti misteriosi, viaggi nel tempo e molti altri argomenti di casi inspiegabili
Brad Steiger
Venexia Edizioni

 

 

 



Lo Specchio del Tempo
Questo libro contiene esercizi di regressione alle vite passate che, insieme al CD Audio allegato, sono preziosi strumenti per trovare la soluzione ai nostri problemi e per scoprire l'origine delle passioni che ci animano e dei nostri interessi.
Brian Weiss
My Life Edizioni

 

 

 



Dove il Tempo Finisce
"L'umanità è ormai giunta a una svolta rovinosa; cos'è che produce divisione, conflitto e distruzione senza fine?". Questo è il tema da cui prende il via un confronto di eccezionale livello tra il più grande maestro spirituale contemporaneo e uno dei più famosi scienziati occidentali.
Jiddu Krishnamurti, David Bohm
Astrolabio Ubaldini Edizioni

 

 

 



Uno
E se potessimo incontrare noi stessi come eravamo venti o mille anni fa? E se scoprissimo che ogni essere umano è un aspetto diverso di noi stessi? Le nostre scelte cambiano veramente i nostri mondi?
Richard Bach
Edizioni Rizzoli

 

 

 



Viaggio nel Tempo
Il potere segreto della Kabbalah
Marco Milone
Edizioni Double Pro Music

 

 

 



Tempo ed Eternità
Ananda K. Coomaraswamy in questo volume affronta gli argomenti chiave della dottrina e della cultura di ogni popolo: il Tempo e l’Eterno
Ananda Coomaraswamy
Mediterranee Edizioni