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COSMOGENESI
«Uno Schema Cosmogonico Universale»

Questo articolo articolo fa parte del percorso di crescita transpersonale e spirituale "Synthesis", creato dal dott. Nicola Saltarelli per conoscere sé stessi e andare oltre il velo della realtà ordinaria. Se volessi sostenere questo sito e cogliere un'opportunità straordinaria di trasformare la tua vita, iscriviti al percorso premium:"Synthesis Online".

Quanto di seguito esposto è una semplificazione creata per far comprendere i principi generali
della genesi dell'Universo; la realtà è infinitamente complessa e può essere interpretata
secondo schemi molto differenti, questa è solo una delle possibili interpretazioni.


La base concettuale da cui procede la visione di questo sito è che l'Essenza di tutto ciò che esiste è la Coscienza, il Nous, e che ogni aspetto dell'Universo non sia altro che una sfumatura, un movimento, della Coscienza Originaria. Di seguito è presentato un percorso simbolico per spiegare la genesi dell'universo, la Cosmogenesi appunto.

La nascita dell'Universo

Immaginiamo il processo della Cosmogenesi come una progressione di numeri: l'inizio corrisponde allo Zero (il Nulla), da cui emerge l'Uno (l'Unità) e il Due (la Dualità), che contiene in sè la chiave di tutto il molteplice...

La Matrice Zero è il Vuoto, un Nulla totipotenziale situato completamente al di là del dominio della mente e di cui niente si può dire. Corrisponde all'Ain Soph cabalistico o al Wu Chi taoista.
La Matrice Uno (Unità) emerge come processo emanativo dallo Zero. E' il Pleroma, la pienezza indivisa di Dio.
La Matrice Due (Dualità) emerge sotto forma di un movimento della coscienza unica che turba l'equilibrio dell'Unità stessa; si manifesta un'onda che suddivide due zone a differente densità, una più piena (Yang) e una più vuota (Yin).

Il perché dallo Zero emerga l'Uno e dall‘Uno il Due può essere spiegato semplicemente come l'attuazione di una delle infinite potenzialità contenute nel Vuoto, al di là di ogni finalismo creazionistico.

Le prime matrici della Cosmogenesi

Ad ogni movimentazione successiva si creano ulteriori differenze di densità che traslano la dualità in molteplicità. All'interno dell'Unità, infatti, si vengono a creare sempre maggiori turbolenze, addensamenti e diluizioni della matrice che - di fatto - resta sempre se stessa.

Poiché la matrice dell'Unità è la Pura Coscienza, ogni zona di differenziazione mantiene un'autocoscienza, che diventa sempre meno totalizzante mano a mano che le differenziazioni sono in numero maggiore, fino a sfociare nell'identificazione non più nel Tutto ma nella singola parte. Ogni zona differenziata entra nell'illusione di esistere di per sé e di avere una dimensione di individualità che, in realtà, è solo fittizia ed apparente.

Tutto ciò che costituisce l'Universo manifesto (le galassie, le stelle, i pianeti, gli esseri umani, gli animali, le piante, le cellule, gli atomi) non sono altro che porzioni di Unità disidentificatesi dall'insieme e illusoriamente identificate con un aspetto parziale del Tutto. Maggiore è la lontananza dalla percezione dell'Unità e maggiore è l'illusione, il velo di Maya calato su quell'aspetto frattalico dell'Uno.

Le prime matrici della Cosmogenesi

In quanto esseri umani partecipiamo a questo processo e la biotipologia che ci caratterizza (cioè la struttura corporea e psichica individuale) origina dalla specifica modulazione della polarità su cui ci siamo identificati. In sostanza essendo ogni cosa composta dalle due energie Yin e Yang, a seconda di come queste energie si sono miscelate in noi ecco che emerge il biotipo individuale.

Benché ogni frazione del Tutto identificata su di sé consideri di esistere come essere autonomo e individuale la separazione dall'Unità, quindi dalla Verità, si fa sentire sotto forma di disagio esistenziale. Un disagio che nessun "fare" al mondo potrà mai colmare (al più potrà soffocarlo temporaneamente), in quanto solo la dimensione dell' “essere” nel suo stato originario offre l'autentica risposta.

Tutti noi siamo delle modulazioni dell'Unità e interiormente esiste uno struggente richiamo ad Essa. Il risveglio alla Vera Coscienza è spesso soffocato dal tumulto emozionale e dal gioco all'identificazione con la materia, ma inconsciamente siamo tutti attirati da ciò che può renderci di nuovo completi... siamo sempre richiamati da ciò che sentiamo mancare in noi, che sia a livello conscio o inconscio (l'esempio più evidente è l'attrazione verso il sesso opposto o comunque verso l'opposta polarità energetica, nel caso dell'omosessualità).

Semplificando possiamo ridurre ogni aspetto della nostra identità a una delle due polarità (ad es. un individuo può essere Yang biologicamente - uomo - ma con una predominanza di polarità Yin nella sfera sessuale - più passivo quindi - un predominanza Yin sul piano emozionale - sensibile e sentimentale - ed avere invece una predominanza Yang sul piano mentale - razionale - e la descrizione potrebbe continuare...). Gli aspetti dell'individualità che caratterizza ogni essere umano sono in effetti un numero incalcolabile e per questo non esistono due persone uguali, nemmeno due gemelli che abbiano lo stesso patrimonio genetico.

Ogni polarità chiama il suo opposto per riconciliarsi e tornare all'Unità. Se provassimo a definire i singoli aspetti della nostra individualità tramite un codice binario in cui 0 = Yin e 1 = Yang vedremmo emergere una sorta di codice identificativo di ogni essere una volta definiti a quali attributi volessimo far corrispondere la prima cifra binaria, la seconda cifra, la terza e così via.

Ebbene sulla base degli aspetti non integrati in ciascuno di noi (le polarità mancanti) l'Universo ci mette in relazione con eventi, oggetti e persone che li rappresentano e che noi dovremmo integrare, cioè riconoscere come parti di noi stessi. Molto schematicamente (ipotizzando di valutare solo sei attributi), un individuo 010000 avrebbe bisogno di integrare le energie 101111 per poter percepire nuovamente il senso dell'Unità. L'integrazione è avvenuta quando una qualità non suscita più in noi uno slancio emozionale, positivo o negativo che sia. Essendo ciascuno di noi un frattale del Tutto ci appartengono sia tutte le qualità positive dell'essere umano che tutte le qualità negative, senza eccezione, nessuna esclusa!


Il difendere la propria identità (in quanto interiormente perderla equivarrebbe a morire) spesso ostacola questo processo e le persone sono costrette a vivere enormi sofferenze proprio perché si ostinano a rifiutare l'integrazione dei propri contropoli.

Un individuo arriva ad essere completo solo quando ha integrato TUTTE le parti in cui non si riconosceva, positive o negative che fossero. Le parti valutate come positive (ad es. bellezza, intelligenza, compassione, ecc...) suscitano una volontà di avvicinarle a sé, mentre le parti valutate come negative (ad es. bruttezza, maleducazione, cattiveria, ecc...) suscitano una volontà di repulsione; in tutte e due i casi è comunque attivo un meccanismo di attrazione, in quanto l'individuo è toccato emozionalemente sia da ciò che gli piace sia da ciò che non gli piace e non riesce a disinteressarsene.
Un esempio di quanto detto ci viene dalla "Legge di Attrazione" che afferma che, indipendentemente se noi desideriamo o meno una cosa, la attiriamo nel momento in cui ci portiamo sopra attenzione, quindi anche quando ci lamentiamo di una situazione la stiamo in realtà attirando.

Noi proviamo indifferenza solo quando ci confrontiamo con qualità che abbiamo integrato, che sappiamo che ci appartengono e con le quali siamo emozionalmente in pace (né ci esaltiamo per esse, né ci disturbano). Un Illuminato è in equilibrio con il Tutto perché sa che il Tutto è dentro di sé, nulla lo tocca più esteriormente e vive lo stato di Sat Chit Ananda (Essenza - Coscienza - Beatitudine).

 

 

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