Logo del sito Scienze Noetiche

Home Mappa Chi sono Synthesis Online Arte del Manifesting Mailing-list Disclaimer

FISICA DELLA COSCIENZA
MQ 09. «Paradosso Einstein, Podolsky, Rosen - Entanglement»

Questo articolo articolo fa parte del percorso di crescita transpersonale e spirituale "Synthesis", creato dal dott. Nicola Saltarelli per conoscere sé stessi e andare oltre il velo della realtà ordinaria. Se volessi sostenere questo sito e cogliere un'opportunità straordinaria di trasformare la tua vita, iscriviti al percorso premium:"Synthesis Online".

Nel 1935 Albert Einstein, Boris Podolsky e Nathan Rosen (EPR) proposero un esperimento ideale con il fine di dimostrare che la meccanica quantistica non poteva essere considerata una teoria fisica completa e che dovevano esistere delle variabili nascoste, sconosciute, in grado di completarla.

Nota: una teoria fisica può dirsi completa solo se prende in considerazione ogni elemento fisico di realtà (cioè le quantità fisiche il cui valore può essere predetto con esattezza prima di qualunque misura).

 

Einstein, Podolsky e Rosen portarono l'attenzione sullo stato di entanglement, cioè di intreccio, in cui due particelle sono strettamente correlate tra loro, tanto da costituire in realtà un sistema unico dove la modifica dell'una ha ripercussioni istantanee
sull'altra.
Immaginiamo che da una sorgente venga emessa una coppia di elettroni in sovrapposizione quantistica di due stati (chiamiamoli stato A e stato B) e che successivamente questi elettroni vengano allontanati e diretti verso due diversi apparati di misura. Quando uno dei due elettroni viene misurato lo stato di superposizione di quell'elettrone viene meno e troviamo o lo stato A o lo stato B. Essendo il secondo elettrone in una condizione di entanglement (cioè un'entità unica col primo elettrone), non avrà più la libertà di assumere indifferentemente uno dei due stati, nell'istante esatto della misura del suo elettrone compagno anche lui finisce per assumere uno stato definito.

Ma questo cosa comporterebbe? Che la misura effettuata da un osservatore (e il relativo collasso degli stati in superposizione) avrebbe un effetto istantaneo sugli elementi fisici di realtà osservabili dal secondo osservatore, indipendentemente dalla distanza tra i due!

Ciò era considerato del tutto impossibile da Einstein, saldamente legato al localismo e cioè al principio che un effetto fisico può solo avere una causa a lui vicina, in quanto le azioni fisiche hanno una velocità di propagazione finita (al massimo quella della luce). Il principio di località è sempre confermato dalle esperienze a livello macroscopico ed Einstein, Podolsky e Rosen non volevano affatto abbandonarlo. Einstein derise la predizione quantistica definendola una "fantomatica azione a distanza" e trasse la conclusione che la meccanica quantistica non fosse una teoria completa.


"Riconosco naturalmente che nella interpretazione statistica [della meccanica quantistica] ...
vi è un notevole contenuto di verità. Ma non posso credere seriamente in essa,
perchè la teoria che ne deriva è incompatibile con il principio che la fisica debba essere una rappresentazione di una realtà nel tempo e nello spazio, senza assurdi effetti a distanza".
Albert Einstein

 

Il Teorema di Bell e le verifiche sperimentali


 Nel 1965 il fisico irlandese John Bell poté dimostrare che se la realtà è locale allora le misure fisiche che possiamo effettuare sono soggette a delle restrizioni, chiamate disuguaglianze di Bell. Trovare delle violazioni alle disuguaglianze di Bell avrebbe significato che la realtà fisica possedeva dei comportamenti non-locali. Ebbene vari esperimenti hanno potuto verificare la violazione di tali disuguaglianze, il primo effettuato nel 1972 da J. Freeman e S. Clauser negli Stati Uniti ed il più famoso nel 1982 da  AlainAspect ed il suo team dell'Istituto di Ottica dell'Università di Parigi.

Per approfondire: http://xoomer.virgilio.it/paaccom/Teorema_Bell.htm

  



L'esperimento di Aspect utilizzava un atomo di calcio il cui decadimento produceva una coppia di fotoni che venivano diretti su due percorsi opposti. Lungo uno dei percorsi, in modo casuale, veniva inserito una filtro (un cristallo birifrangente) in grado di deviare il fotone o di lasciarlo passare indisturbato, con una probabilità del 50%. In fondo al tragitto dei due fotoni era  presente un apparato di rilevazione.

Aspect poté verificare che le disuguaglianze di Bell venivano effettivamente violate e che nel momento in cui lungo uno dei percorsi il fotone veniva deviato, anche il secondo fotone istantaneamente effettuava una deviazione. L'assurda azione a distanza di Einstein esisteva veramente!


Ricapitolando...

L'universo possiede una dimensione di non-località. A livello subatomico, infatti, è definitivamente dimostrato che le particelle possono essere correlate (entangled) in modo istantaneo per via non-locale!


Vai al capitolo precedente - [ INDICE ] - Vai al capitolo successivo


________________________________________________________

Le persone iscritte al percorso Synthesis Online
possono discutere di questo argomento in questo topic.

Torna in cima

Scienze Noetiche Synthesis - Percorso di Risveglio


 

La Mente di Dio DVD
Questo video illustra, in base alle scoperte più recenti della meccanica quantistica, come l'Universo sia una entità retta da leggi fisiche di causalità continuamente interfacciate con leggi fisiche di sincronicità
Massimo Teodorani
Macro Video


 

 

 

Bleep - Ma che ... bip...
sappiamo veramente!?

Alla scoperta delle nostre infinite potenzialità per modificare la realtà quotidiana
W.Arntz, B. Chasse, M.Vicente
Macro Edizioni


 

 

 



Il Tao della Fisica
La fisica moderna a confronto con le filosofie mistiche orientali
Fritjof Capra
Edizioni Adelphi

 

 

 



La Danza dei Maestri Wu Li
La fisica quantistica e la teoria della relatività spiegati senza l'aiuto della matematica.
Gary Zukav
Edizioni Corbaccio

 

 


 


Vai al percorso Synthesis Online


Corso sulla Comunicazione

Esoterismo e Iniziazione
31 Agosto 2014