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NOETICA
«Gustavo Adolfo Rol - Il Grande Precursore»

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"Gustavo Rol è un uomo che Dio ha mandato fra di noi per renderci migliori!"
Franco Zeffirelli

"Quell'uomo legge nel pensiero e non possiamo rischiare
che i segreti dello Stato francese vengano a conoscenza di estranei"

Citazione attribuita a Charles De Gaulle

"E' l'uomo più sconcertante che io abbia conosciuto.
Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene"

Federico Fellini



 

Gustavo Adolfo Rol (1903-1994)



Gustavo Adolfo Rol è stato un uomo straordinario,  dotato di un'eccezionale connessione con il potenziale divino e interiore che risiede in ogni essere umano. Attraverso di lui era possibile assistere a prodigi di ogni sorta (manipolazione della materia, letture in libri chiusi, telepatia, pitture di quadri senza toccare la tela, bilocazione, alterazione della forma corporea, chiaroveggenza, precognizione, lettura dell'aura, materializzazioni, endoscopia, diagnosi mediche, viaggi nel tempo e nello spazio, attraversamento di superfici, ecc.) ma in effetti lui si definiva semplicemente come "la grondaia che convoglia l'acqua che cade sul tetto" in riferimento ad un Potere a lui superiore. Il manifestare le sue capacità in quelli che lui definiva "esperimenti" aveva come unico scopo, infatti,  di indurre i presenti ad indagare sulla natura dello spirito umano e rivolgere la propria attenzione al Divino.




Intervista al giornalista Renzo Allegri, che ha partecipato per anni agli esperimenti di Rol


Il carattere di Rol - romantico, poetico, introverso, profondamente toccato dalla sofferenza, irrequieto e tormentato - emerge dai suoi stessi scritti pubblicati nel libro "Io sono la grondaia..." Diari, Lettere, Riflessioni di Gustavo Adolfo Rol a cura di Catterina Ferrari (Ed. Giunti). Chi lo conosciuto personalmente porta con sé il ricordo di un uomo nobile d'animo, integro, onesto e disinteressato. Non ha mai chiesto denaro, ha invece sempre generosamente contribuito a tutte le cause che gli stavano a cuore e in molti casi ha aiutato le persone più bisognose.

Moltissimi personaggi famosi del XX secolo lo hanno cercato, hanno assistito ai suoi esperimenti e, non di rado, si sono fatti consigliare da lui, tra questi: Federico Fellini, Gabriele D'Annunzio, Albert Einstein, Enrico Fermi, Benito Mussolini, Ronald Reagan, Pio XII, Gianni Agnelli, John Kennedy, Mario Soldati, Alberto Sordi, Maria Josè di Savoia, Elisabetta II d'Inghilterra, Giulio Einaudi, Giuseppe Saragat, Benedetto Croce. Hitler stesso lo ha mandato a cercare, ma gli uomini del Duce in più occasioni sono riusciti a nasconderlo dalle SS.

Rol era sempre disponibile per tutti, anche per le persone più umili. Il suo numero di telefono era reperibile sull'elenco pubblico e, di conseguenza, a casa sua il telefono era solito squillare giorno e notte; Rol non voleva che venisse staccato perché dall'altra parte della cornetta poteva sempre esserci una persona che avesse davvero bisogno di lui.
Rol non amava essere definito sensitivo, medium, veggente, mago o taumaturgo; aveva una sua specifica teoria sul cosiddetto "spirito intelligente", secondo la quale l'anima di una persona morta torna a Dio ma in terra resta il suo spirito intelligente, summa delle esperienze fatte in vita. Per Rol tutte le cose, anche quelle inanimate, hanno un suo spirito eterno ed immortale, ma quello dell'essere umano possiede la speciale caratteristica di essere "intelligente", oltre alla capacità di restare in contatto con tutti gli altri spiriti intelligenti, al di là del tempo e dello spazio, dando luogo ad una "coscienza sublime, universale" che può facilmente interferire con la materia.

Federico Fellini dice di lui: "Ciò che fa Rol è talmente meraviglioso che diventa normale; insomma, c'è un limite allo stupore. Infatti le cose che fa, lui le chiama 'giochi', nel momento in cui le vedi per tua fortuna non ti stupiscono, nel ricordo assumono una dimensione sconvolgente".

Enzo Biagi scrive nel suo libro "E tu lo sai?" (Rizzoli, 1978): "Vive a Torino il dott. Gustavo Adolfo Rol, un sensitivo capace di imprese che non hanno nulla di normale e che è impossibile interpretare. è in grado perfino di fare viaggi nel tempo, di conversare con entità che hanno raggiunto l'oltretomba da secoli o di far piombare in un salotto col belato della capra anche il suo campanaccio. Un busto di marmo pesantissimo, senza che nessuno si muovesse, passò da un caminetto al centro di un desco".


BIOGRAFIA DI GUSTAVO ADOLFO ROL


Gustavo Adolfo Rol nasce a Torino il 20 Giugno 1903 da una famiglia benestante, trascorre la sua infanzia tra la capitale piemontese e San Secondo di Pinerolo, dove la famiglia possiede una residenza settecentesca. Di carattere romantico e solitario, si appassiona presto alla musica ed impara a suonare il pianoforte ed il violino. Tra il 1925 e il 1930 fa varie esperienze all'esterno quale dipendente Comit (la Banca Commerciale Italiana) e viaggia tra Marsiglia, Parigi, Londra ed Edimburgo. E' in un caffè parigino che conosce la nobile norvegese Elna Resch-Knudsen che diverrà sua moglie. Nel mezzo alle sue esperienze lavorative consegue la laurea in giurisprudenza.



Gustavo Rol assieme alla moglie Elna
© Archivio Fotografico di Franco Rol - www.gustavorol.org



Subito dopo la morte del padre, nel 1934, lascia l'incarico in banca per dedicarsi progressivamente alle attività che più lo interessano, l'antiquariato, la pittura ma soprattutto l'affinamento delle facoltà con cui era già entrato in contatto e che gli permettevano di aiutare il prossimo. A partire dagli anni '50 la sua casa di via Silvio Pellico a Torino è costantemente meta di personaggi illustri (nel suo unico viaggio in Italia il Presidente  americano John Fitgerald Kennedy viene appositamente a Torino per incontrarlo).

Il suo interesse verso il paranormale inizia a Marsiglia; dopo essere stato misteriosamente attratto da un mazzo di carte, si chiede se non fosse possibile organizzare il proprio cervello in modo da essere in grado di stabilire il colore di una carta coperta. Esegue numerosissimi esperimenti fino a che un giorno riesce a indovinare il colore di dieci carte di fila, poi ne indovina un numero sempre maggiore ed a Parigi, nel 1927, riesce ad intuire l'esatto colore di tutte le 52 carte!

Molto bella - e profondamente istruttiva - la testimonianza diretta di quel giorno memorabile:


"Il giorno in cui riuscii a scoprire tutto questo era un sabato. Scesi sui Campi Elisi, era molto tardi, e c'era una bellissima luna piena. Mentre camminavo riflettevo: 'Sono l'uomo più potente della terra. Tutte queste cose mi apparterranno!' Perché pensavo alla potenza sotto forma di possesso materiale. Ero così felice e continuavo a ripetermi: 'Sono al di sopra di tutto questo'.
Sedetti su una panca. Un uomo, seduto accanto a me chiede gentilmente: 'Per favore, può dirmi l'ora?'. Distrattamente gli tendo l'orologio perché lo guardi. Con la luna piena ci si vedeva perfettamente come se fosse giorno. Un attimo dopo, l'uomo mi chiede ancora: 'Scusi, può dirmi l'ora?'. lo mi volto a guardarlo e vedo che ha il bastone bianco, è un cieco. Allora mi sono detto: 'lo voglio che quest'uomo veda! Voglio dargli la possibilità di leggersi l'ora!' Gli ho preso la mano, ho pensato al colore verde e gli ho detto: 'Lei deve vedere questo mio orologio. Immagini il colore verde. Anche lei vedrà l'orologio. Anche lei deve vedere!'
Ho provato tante volte ma non ci sono riuscito. L'ho accompagnato a casa e sono diventato triste. Il senso della mia potenza era scomparso. Se non sono riuscito a fargli riacquistare la vista, allora io ho imparato a riconoscere le carte rosse dalle nere, ma tutto finiva lì."


Sulla sua agenda scrive alla data del 28 luglio 1927: "Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla!". Da questo momento attraversa una profonda crisi esistenziale, che lo conduce per tre mesi a ritirarsi in un convento. Sarà solo l'intervento di sua madre a farlo venir fuori, convincendolo che avrebbe potuto usare a beneficio del prossimo ciò che aveva scoperto.



Rol sosteneva che il colore verde e il numero 5 fossero magici, in quanto rappresentano il principio dell'equilibrio e del "in medio stat virtus" (il 5 è il colore che sta in mezzo ai nove numeri naturali di base e il verde è il colore mediano nell'iride, Rol talvolta usava la cantilena "ro-rangia-ver-cel indaco violetto" che contiene le  iniziali dei principali colori).
Secondo Rol pensare ad un prato verde, anzi verdissimo e sconfinato, e sentire una quinta musicale (il suono di due note che presentano un intervallo di quinta, ad es. DO e SOL) mette in una condizione di risonanza che lui percepiva sotto forma di calore, che aprirebbe l'accesso ai poteri interiori dell'individuo. E' possibile che sia una legge generale, come anche che fosse il modo soggettivo con cui lui si sintonizzava con le forze che andava a manifestare negli esperimenti.

Nell'arco degli anni in cui Rol ha condotto le sue esplorazioni sullo sconosciuto, ha sempre auspicato fortemente che la scienza lo aiutasse a studiare il proprio potenziale, ma in forma di collaborazione e non di volgarizzare di ciò che riteneva essere una sublime qualità dell'animo umano. Per questo non acconsentì mai ad essere affiancato da prestigiatori in cattiva fede; ciononostante almeno tre illusionisti (Tony Binarelli, Carlo Buffa di Perrero e Giuseppe Vercelli) hanno potuto assistere personalmente ai suoi straordinari esperimenti, riferendo che riprodurli con le tecniche della prestidigitazione era impossibile nella modalità con cui lo faceva Rol.

Piero Angela, che pur aveva assistito direttamente ai suoi prodigi, non dette alcun credito a ciò che faceva Rol e lui ne fu profondamente amareggiato ("Ho aperto una porta alla Scienza che Piero Angela ha chiuso" - "Egli ha mentito su quanto mi ha veduto fare, nel modo che l'ha veduto fare e su quanto mi ha sentito dire. Io sono convinto che egli abbia agito col deliberato proposito di distruggere in me la dimostrazione di tutto ciò che lo spirito umano può compiere quando si ispira a Dio.").




Gustavo Adolfo Rol il grande precursore
di Giuditta Dembech (L'Ariete Edizioni) - con 74 minuti di parlato

Il libro che Rol voleva che La Dembech scrivesse su di lui ed uscito postumo.
E' l'unico le preziose registrazioni a viva voce di Rol e lo consiglio per questo.



Dopo una vita dedicata al prossimo, Rol muore il 22 settembre 1994 all'ospedale le "Molinette" di Torino. Rol resta ad oggi uno degli esempi più sublimi del potenziale umano risvegliato, lui stesso amò definirsi "il grande precursore" (sottotitolo del libro che volle far scrivere alla giornalista Giuditta Dembech) intendendo che quello che lui faceva sarebbe stato un giorno appannaggio di tutta l'umanità!

"Ed a quanti mi chiedono di rivelare il mezzo col quale si manifestano tanti stupefacenti fenomeni, rispondo che la mia forza sta nel tenere i piedi ben saldi sulla terra. Ammettere e conoscere la realtà, predispone a possibilità le più insperate, le più incredibili, avendo qualsiasi realtà infiniti risvolti."

"I miei modesti esperimenti fanno parte della scienza.
Sono cose che in un futuro tutti gli uomini potranno realizzare!"

Gustavo Adolfo Rol


ALCUNI ESPERIMENTI SIGNIFICATIVI DI ROL



  • «Mi trovavo sul balcone con un fabbro che stava eseguendo dei lavori con in mano una mazzetta. In quel momento arrivò il dottore. Scherzando dissi al fabbro: "Lo sa che il dottore potrebbe far passare la cassetta dei ferri attraverso la parete?" Il fabbro sorrise incuriosito e incredulo. Allora Rol si fece dare la mazzetta e fece il gesto di gettarla contro il muro. La mazzetta scomparve, ci recammo nell'ingresso, era finita sulla poltrona vicino alla statua di Napoleone: era passata attraverso tre pareti».

  • «Una sera, dovetti aiutare il dottore a portare un quadro sulla macchina di una signora che era venuta a trovarlo e che voleva poi dargli un passaggio. Li accompagnai alla Topolino della signora, che era posteggiata sul corso. La signora era imbarazzata e gli disse: "Mi dispiace, la mia macchina è troppo piccola, può andar bene per il professor Valletta, lei non riesce ad entrare". "Non si preoccupi signora", le rispose il dottor Rol, "si risolverà tutto". All'improvviso diventò piccolo e minuto, e poté sedersi in macchina con disinvoltura. Ero allibito, le gambe mi tremavano».

    Testimone: Arturo Bergandi (uomo di fiducia e factotum in casa Rol)

  • «Una sera da Maria, Gustavo chiese: "Cosa vorresti che facessi a questo mazzo di carte?". E io, di rimando, dopo averci pensato non poco, risposi: "Desidero che tutte le carte risultino strappate". è infatti risaputo che, al pari di una risma di carta, non è assolutamente possibile ridurre in tale stato un intero mazzo con un unico movimento, per di più in una frazione di secondo. Allora, dopo qualche istante, Gustavo ha preso il mazzo sigillato che aveva davanti a sé e me lo ha consegnato ancora chiuso all'interno della sua scatola originale affinché lo aprissi: ebbene, tutte le carte erano strappate a metà. Conoscendo a fondo i trucchi di questo tipo di giochi, sono certo che non si è trattato di un'illusione prodotta da un prestigiatore: nessuna tecnica di prestidigitazione può spiegare, avvalorare o rendere conto di un fenomeno del genere. Se da giovane ero un po' scettico su quello che si diceva sul suo conto, da allora mi sono completamente ricreduto».

  • «Stavamo parlando e il posacenere che era davanti a me si sollevò dal tavolino, attraversò il muro, finì nell'altra stanza e rientrò dalla porta ritornando davanti a noi. Stupefacente! Sono sicuro che nel caso di Rol fosse tutto vero. Ne ho avute infinite prove.»

  • «Un giorno riuscì addirittura a mandarmi con la forza del pensiero un mazzo di chiavi: le vidi materializzarsi nella mia mano»    

    Testimone:  Franco Zeffirelli (Regista)

  • «Una sera in casa di amici, quando io gli ho chiesto: "Ma tu come fai a fare le diagnosi in un modo così brillante e veloce? Noi per fare una diagnosi del genere dobbiamo fare delle ricerche, ci mettiamo del tempo". E allora lui m'ha detto: "Guarda, guarda quella persona lì, quella signora seduta sul sofà. Guarda cosa emana dalla sua persona". E io - l'unica volta nella mia vita - ho visto emanare da questa persona come dei raggi, di colori diversi. Lui mi spiegava che a ogni colore corrisponde un apparato, polmoni, apparato digerente, fegato, cuore. E siccome c'erano due colori che non erano brillanti, ma che erano piuttosto opachi e non lampeggiavano bene come gli altri, lui mi fa: "Vedi? Questa signora soffre di cuore e di fegato"»    

    Testimone:  Prof. Luigi Giordano (Medico Chirurgo)

  • «Una sera negli anni Ottanta, Rol venne a casa mia, in collina a Torino. Eravamo lui, io e Marisa. Prese un mazzo di carte e disse:" Guardate: adesso lo vedrete gonfiarsi perché voglio che una carta sì e una no, si giri". Controllammo il mazzo: erano tutte girate nello stesso senso. Lo mescolammo, lo posammo sul tavolo e Rol ci passò sopra una mano, senza toccarlo. Il mazzo si gonfiò, alzandosi più di un centimetro e poi a poco a poco si riabbassò. Lo ricontrollammo e una carta sì e una no era girata. Rifece l'esperimento diverse volte, infine disse: "Facciamo questa prova: ci mettiamo sopra una bottiglia in modo che non si possa gonfiare". Così fece: il mazzo rimase compresso, ma alla fine al controllo constatammo che le carte che si dovevano girare si erano ugualmente girate"».

    Testimone:  Professor Guasta

  • [A casa di un conoscente, che voleva metterlo alla prova] «...Rol iniziò a indicare una serie di libri scelti a caso nella ricca biblioteca dell'alloggio, e di ogni libro seppe dire le parole scritte in qualsiasi pagina venisse scelta».

  • «Davanti a numerose persone, ammantando il tutto con un po' di teatralità, chiedeva: "In che ordine desiderate che si sistemino?". Qualunque fosse la risposta, per colore, per seme, una girata in un senso e quella seguente nell'altro, in ordine crescente o decrescente, l'esperimento riusciva alla perfezione. E lui, lo ripeto per l'ennesima volta perché era la cosa più strabiliante e inspiegabile, pur non toccando mai le carte le comandava a bacchetta, ne disponeva a suo piacimento».

  • «Stavamo osservando un dipinto raffigurante un vaso di rose, Gustavo era seduto a un paio di metri di distanza dal cavalletto: a un certo punto tutti noi ci siamo accorti che il pennello si muoveva da solo e andava ad aggiungere sulla tela alcuni particolari importanti».

    Dal libro:  "Rol. Esperimenti e Testimonianze" di Maurizio Ternavasio (Ed. Età dell'Acquario)

  • «Mi disse di tenere, dopo averli mescolati io, due mazzi di carte col dorso in su, uno per mano. Mi fece scegliere mentalmente una carta e io scelsi l'asso di cuori (scelta piuttosto banale, ma esteticamente piacevole). Mi disse quindi di lanciare a fascio le carte dei due mazzi, in modo tale da formare una X. Eseguii: ne venne fuori l'ennesima meraviglia: all'incrocio di quella X, mentre tutte le altre carte erano rimaste coperte, i due assi di cuori apparivano bene in vista!»

    Dal libro: "Oltre l'umano. Gustavo Adolfo Rol" di Giorgio di Simone (Ed. Reverdito)

  • "Un giorno, a Pinerolo, un comandante tedesco aveva messo al muro un gruppo di partigiani. Rol accorse a chiederne la liberazione. "Sono innocenti, non hanno commesso niente di male", diceva. "E lei come fa ad esserne tanto sicuro?", chiese il comandante. "Alla stessa maniera con cui sono sicuro di conoscere cosa contengono i cassetti della scrivania nella sua casa ad Amburgo", rispose Rol e cominciò a descrivere minuziosamente gli oggetti che quel comandante aveva nella sua scrivania ad Amburgo, soffermandosi sul contenuto di alcune lettere privatissime e di documenti segreti. Il tedesco, confuso e spaventato, liberò immediatamente i prigionieri».

    Dal libro: "Gustavo Rol - una vita di prodigi" di Remo Lugli  (Ed. Mediterranee)



Il Sindaco di San Secondo di Pinerolo conferì a Gustavo Rol un riconoscimento ufficiale per le sue opere a nome del Comitato di Liberazione Nazionale, di seguito ne riportiamo la trascrizione.


Signor Rol Avv. Gustavo,

Oggetto: ringraziamento

Adempio al dovere di ringraziarLa vivamente anche a nome del Comitato di Liberazione Nazionale, per tutto quanto Ella ha fatto durante l'attuale guerra per il bene di San Secondo ed in ispecie per la popolazione di San Secondo. Il coraggio da Lei dimostrato in circostanze difficilissime per risolvere situazioni che interessavano la vita o l'interesse altrui o delle generalità degli abitanti, la saggezza, serietà e l'autorità dimostrate a suo tempo, verso chi di ragione, valsero a salvare la vita e i beni di singoli e di molti Sansecondesi. Quest'amministrazione e la popolazione tutta, che hanno apprezzato i suoi generosi atti, Le saranno molto riconoscenti e confidano che Ella vorrà continuare a coadiuvarLe nell'opera di ricostruzione e nella ripacificazione degli animi.

Il Sindaco,

G. Vicino

    

Nota finale - Nonostante l'enorme stima riservata a Rol dalla quasi totalità di persone che l'hanno conosciuto personalmente, in maniera continuativa ed approfondita, per chi volesse essere scettico ad oltranza non potrà esistere nessun tipo di prova che possa convalidare l'autenticità di questo grande personaggio.

Personalmente ho partecipato al convegno di domenica 14 novembre 2010 (presso l'Hotel Royal di Torino), dal titolo "GUSTAVO ADOLFO ROL: NOI C'ERAVAMO", dove ho assistito alle relazioni tenute da persone che per decenni gli sono state accanto: la giornalista e scrittrice Giuditta Dembech (l'unica persona che Rol ha autorizzato a registrare le sue interviste), la farmacista dott.essa Catterina Ferrari, erede ed esecutrice testamentaria di Rol (possiede la sua famosa agenda che contiene la misteriosa frase della "tremenda legge" - la foto presente in questo articolo è stata scattata in occasione del convegno), il Prof. Giovanni Sesia, Primario Emerito di Urologia delle Molinette, la dott.ssa Maria Rita Jacob, pediatra e neonatologa all'Ospedale Sant'Anna di Torino, il dott. Piergiorgio Manera suo medico curante, il tecnico elettronico Massimo Gentile, addetto alla sicurezza alla casa di Rol, l'antiquaria Giovanna De Meglio, titolare del negozio "Il Cassetto della Nonna" che Rol frequentava interagendo con i clienti.
Dalle varie relazioni emergeva la grandissima umanità di Rol come il suo essere affascinato dal mondo femminile, la grande capacità di essere di aiuto e sostegno alle persone colpite da gravi problemi familiari e personali come il suo amore per gli scherzi. Un personaggio del tutto normale e, allo stesso tempo, del tutto straordinario.

Ritengo Gustavo Rol una figura assolutamente autentica, capace di riprodurre - talvolta a comando e talvolta no, per sua stessa precisazione - un'impressionante mole di fenomeni extra-ordinari, un uomo con un carattere nobile ed umanitario che ha dedicato la sua esistenza alla ricerca delle verità dello Spirito.






"Al cospetto di Gustavo, la mia attenzione era sempre ai massimi livelli,
pronta a focalizzarsi su ogni più piccolo particolare.
Tra l'altro in più di un'occasione sono stato incaricato, dal circolo magico di cui faccio parte,
di smascherare chi dichiarava di avere poteri occulti, mentre invece era un semplice illusionista.
E ovviamente questo non era il caso di Rol"

Carlo Buffa di Perrero (Pestigiatore)

 

 

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